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EDITORIALE
Milan, solo Mexes. Pazzini è da Napoli, in B quanti attaccanti ai saluti...
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista di Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani","San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
24.12.2008 00.00 di Alfredo Pedulla'  articolo letto 33185 volte
Il Milan vuole tamponare un problema, ma non si capisce quale. Un centrocampista? Non credo, magari un difensore. Oppure un centrocampista di minore spessore. Oppure un tizio che prenda il posto di Jankulovski in difesa, considerato che Marek in mediana fa meno danni, anzi può essere competitivo quando non deve pensare alla copertura. In realtà, il Milan sta facendo confusione e ha un grande obiettivo per il futuro. Avendo individuato in Thiago Silva il difensore in grado di aprire un bel ciclo, vuole affiancargli -dal prossimo luglio – uno specialista indiscutibile: Mexes. Ne ho parlato nelle scorse settimane, ci sono state conferme sotterranee. Ma non ci possono essere conferme da Galliani che, giustamente, ha rapporti solidi con Rosella Sensi e – chissà -anche un patto implicito. Della serie: se la Roma dovesse decidere di privarsi del campione francese, oppure se dovesse chiederlo lo stesso Philippe, il Milan sarebbe già in vantaggio su tutti. Augurando alla Roma, come ho già scritto, di avere sempre un futuro da grande non si discute sul fatto che il consolidamento societario è fondamentale per riuscire a restare tra le big d 'Europa. Sono convinto, intanto, che la Roma abbia più possibilità delle altre due italiane di arrivare ai quarti di Champions, non soltanto perché l'Arsenal ha perso per un lungo periodo il genietto Fabregas. Anche se la Juve in gare secche può trasformarsi, il Chelsea non creda di fare una passeggiata di salute, mentre Mourinho preparerà con cura e orgoglio la (doppia) partita della vita con il Manchester United.

Sarebbe un vero peccato se il Napoli sprecasse l'opportunità di intervenire pesantemente sul mercato di gennaio: un paio di colpi, ma gente pronta e collaudata. Il quarto posto da conquistare non è fantacalcio. Sono convinto che Pierpaolo Marino saprà come passare dalla teoria alla pratica, conosce il mercato come Messner conosceva le cime proibite di altissima montagna. Mentre noi e voi staccheremo un po' la spina per qualche giorno (speriamo), Marino andrà al cuore del problema. Mi aspetto un giovane attaccante europeo in arrivo, qualche settimana fa vi avevo parlato del dirensore Bellusci dell'Ascoli (pista confermata), ma sapete chi andrei a prendere? Pazzini. Sì, Pazzini. Perché se penso a Pazzini più Lavezzi vedo una grande coppia. Il Napoli ha bisogno di gente pronta, affamata, motivata. Pazzini piace anche alla Sampdoria, però mi chiedo: quando e come giocherebbe Pazzini su quella sponda di Genova? Chi uscirebbe? Cassano sicuramente no, Bellucci quasi no, non immagino – posso sbagliarmi - un 3-4-3 da parte di Mazzarri. Per Pazzini è importante scegliere bene soprattutto in funzione di un particolare: deve giocare. Lo vedrei benissimo alla Roma, ma sarebbe perfetto per il Napoli. E sarebbe un bel colpo se Marino portasse Mariga, un ottimo investimento per il centrocampo, un ragazzo con enormi margini di miglioramento, un po' sacrificato a Parma e in grado di far subito bene.

Uscito dall'equivoco De Biasi, un grosso equivoco, il Torino sembra predestinato a una risalita. Novellino darà compattezza e serenità, ma adesso è importante che i collaboratori di Cairo (e lo stesso presidente) non sbaglino le mosse di mercato. Rosina non può essere un problema, non può entrare dalla panchina quando fino a qualche tempo fa era considerato un pilastro insostituibile. Dentro o fuori, le vie di mezzo sono un danno. Ma ci sono altri equivoci: spero che non lo diventi Corradi a Reggio Calabria, ormai lo è da un pezzo Adriano all'Inter (e finalmente anche Moratti sta memorizzando che sarebbe il caso di fargli cambiare nuovamente aria). A Bologna hanno preso Bernacci spendendo tanto e ora non sono contenti di quell'investimento: bisogna avere un po' di pazienza e anche un po' di tatto prima di fare certe operazioni. Ma non è il caso di tirare le somme adesso, in fondo siamo alla vigilia di un mese (gennaio) molto pirotecnico e con scambi assicurati. Ma c'è qualcuno che i soldi li spenderà: il Genoa cerca una punta, il Palermo dice di non voler fare granché ma Zamparini lo dice spesso e poi gli viene voglia; il Lecce deve cambiare almeno una pedina per reparto, ha un discorso aperto per dare Vives al Bari e deve sfoltire un organico infinito. Il grosso problema chiama in causa Cacia che non è più un investimento: se dopo Prandelli ha avuto problemi anche con Beretta significa la colpa non è degli allenatori, quando buca le stagioni, ma del suo carattere. Mi dispiace per il Chievo, però gli errori dell'estate si pagano a caro prezzo (soltanto adesso Esposito sta trovando la condizione). Il Catania è uno spettacolo di concretezza, il rinnovo recente a Morimoto una bella mossa, peccato che Zenga rovini il suo strepitoso lavoro in panchina e durante la settimana con atteggiamenti e/o labiali che non gli fanno onore. Attenzione a Piotr Trochowski, ottimo esterno dell'Amburgo: la Juve continua a seguirlo, ma adesso si è messo in fila il Manchester United che lo considera un ottimo investimento per il futuro, sarà una bella volata primaverile.

In serie B la Salernitana si è avvicinata molto a Coppola, il mediano in partenza da Frosinone, ha chiesto Scaglia al Treviso e potrebbe dare l'attaccante Gerardi alla Salernitana in cambio di uno tra Ganci (possibile) e Bonvissuto (più difficile). La Salernitana vorrebbe il regista Iori, intoccabile. Ci sono molti attaccanti che spingono per cambiare maglia: Pellicori ad Avellino, Bucchi ad Ascoli (c'è il Modena, più defilato il Mantova, con il Piacenza sempre in attesa di chiudere un eventuale scambio con Moscardelli), Sforzini da Grosseto tornerà a Udine (e il Grosseto chiederà Nef al club friulano) per poi preparare nuovamente le valigie. Almeno due tra Danilevicius, Laurito e Paulinho lasceranno Livorno, se non tutti e tre. Bruno è un ottimo professionista, non ha chiesto ufficialmente di andar via da Modena, ma Livorno e Frosinone (non contento di Dedic) che lo corteggiano mettono troppi giocatori, e pochi soldi, sull'altro piatto della bilancia. La Triestina non smette di pensare a Godeas, corteggia Matteini e sarebbe pronta a un grosso investimento per Bernacci. Dicono che Granoche non andrà via a gennaio: sarà così, tuttavia non metterei mezzo dito sul fuoco.

Ma intanto alzate un bicchiere alla salute della vostra squadra preferita. E dopo ottime e serene feste, immaginate che sarà un ottimo mercato di riparazione (o di restaurazione). Nel frattempo, auguri a tutti. Di cuore.


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