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Napoli: la rivincita di Pierpaolo
01.11.2009 08.24 di Redazione TMW. articolo letto 9710 volte
Fonte: di L.C. per Napolipress.com © foto di Vincenzo Balzano Secondo Aristotele la materia esprime di per sè solo la possibilità, o meglio la potenza di acquisire una forma attraverso il cosiddetto "divenire". La materia in questione è ovviamente l'organico che costituisce la rosa del Napoli, da Iezzo a Hoffer. La potenza è ciò che questo gruppo ha, intrinsecamente, come massimale di rendimento ottenibile attraverso il lavoro di chi lo deve trasformare in atto. Donadoni, Delio Rossi, Mancini o Mazzarri: cambierebbero schemi, formazioni, allenamenti ma la base su cui lavorare, in poche parole i calciatori, resta la stessa. Nella vecchia gestione del Napoli la squadra la costruiva il direttore generale. Inutile fare invenzioni su particolari collaborazioni tra Marino e De Laurentiis: visto il gap di esperienza alla fine vincevano sempre le convinzioni del d.g. (eccezion fatta, ad onor del vero, per la scelta di Donadoni). Le convinzioni di Marino sono quelle che hanno portato a Napoli Datolo, Denis, Aronica, Lavezzi, Hamsik. Questa sera Datolo, Denis, Aronica, Lavezzi, e Hamsik hanno espugnato la Torino bianconera. Gli stessi che persero a Palermo, sfigurarono a Milano con l'Inter e con il Genoa a Marassi, e che in casa hanno vinto, arrancando, con le piccole capitateci da calendario. La materia è sempre la stessa, è cambiato chi deve trasformare la potenza in atto. E l'atto in questo momento significa fare sei punti in trasferta incontrando Fiorentina e Juventus, trasformare un due a zero in due a due, e vincere con il Bologna ribaltando il risultato. Certamente permangono molti dubbi sui soldi spesi per Rinaudo, Pazienza, Hoffer, Zuniga, sul mancato acquisto di un esterno sinistro, sulla gestione del contratto di Gargano, sulla coesistenza di Campagnaro e Santacroce, sull'inquadramento tattico di Datolo (non certo un laterale mancino) , sui perenni investimenti nel mercato argentino. Probabilmente il ciclo dell'ex d.g. a Napoli era finito e forse la squadra sta giocando in questo modo anche per la sue dimissioni dal momento che in seguito a queste lo spogliatoio sembra essere rinvigorito: queste vittorie, in ogni caso, sono comunque anche di Marino. L'intuizione geniale di comprare dalla serie B un certo Marek Hamsik per soli cinque milioni e mezzo, quella di portare dal San Lorenzo un certo Ezequiel Lavezzi, di lanciare in serie A Santacroce e Mannini (portento della squadra rivelazione di quest'anno), di prendere Iezzo dal Cagliari e Gargano dall'anonimato. Tutto questo non lo dobbiamo dimenticare. Al contempo stesso, però, non possiamo non ricordare di chi è stato scelto per anni come esterno sinistro snaturandone il ruolo di sempre, parliamo del centrale Mirko Savini, del fatto che non si è mai portato a casa un sinistro naturale, che si è comprato per fior di quattrini un difensore proveniente dalla difesa più battuta del campionato. Marino è sempre stato bravissimo a comprare giocatori, meno nel costruire squadre. Donadoni non aveva certo una squadra formidabile al suo seguito ed anche ora che Mazzarri vince lo fa sopprimendo con la sua bravura delle lacune evidenti: la difesa, l'assetto muscolare della rosa, la corsia sinistra, l'assenza di buoni crossatori/tiratori di calci piazzati. Oggi, però, grazie all'ossatura interessante creata dall'ex d.g. si può guardare al futuro con fiducia, forti di un lavoro precedente di sicura esperienza. La vittoria a Torino apre ufficialmente una nuova era, che giustamente non includerà Marino: non riconoscergli dei meriti per tutto ciò che di buono è stato fatto fin oggi, però, sarebbe solo superficialità. Grazie Pierpaolo, queste vittorie sono anche tue! TuttoMercatoWeb.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24 Altre notizie Altre Notizie
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