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A tu per tu

...con Budan

"Spezia, avanti con Bjelica. Il lavoro paga. Bilancio positiva, ora riprendiamoci con il Perugia. Questa esperienza e il Palermo, le differenze. Kovacic? La 10 all'Inter pesa. Ilicic, ora dipende da te"
01.10.2014 00.00 di Alessio Alaimo  Twitter:   articolo letto 14441 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Inizio stentato, ma tanta voglia di far bene e la consapevolezza che sotto la guida di Bjelica si può alzare la testa. Lo Spezia va avanti e guarda con ottimismo al futuro. Alla prossima partita contro il Perugia. E a TuttoMercatoWeb parla Igor Budan, dirigente del club ligure e figura di riferimento anche per l'allenatore.

Budan, il suo bilancio?
"Abbastanza positivo. Quando abbiamo cominciato questo progetto c'erano tanti punti di domanda, tanti pregiudizi. Da una parte mi fa piacere affrontare questa domanda perché non è il momento in cui veniamo da vittorie, bensì da due sconfitte. C'è tanto da migliorare, ma quando ci sono due mondi che si uniscono ci vuole un po' di tempo. Ma per adesso il bilancio è positivo, fino a pochi mesi fa Bjelica non parlava italiano, ha dovuto affrontare una situazione dove sono arrivati tanti giocatori alla fine del mercato. Avremmo potuto avere qualche punto in più, gli errori ci sono e ci saranno, speriamo siano sempre di meno. Con grande sinergia tra tutti cercheremo di fare del nostro meglio".

Come commenta le voci che vorrebbero il tecnico a rischio?
"In Italia è diventata una normalità, anche se quest'anno l'unico cambio è stato a Catania. Questo mi fa piacere, si cominciano a fare dei progetti a lungo termine in modo che gli allenatori si esprimano meglio. In campionato ci sono delle fasi che devono passare tutte le squadre, è tutto normale. Ma l'importante è che si dia il giusto tempo al proprio allenatore. Sappiamo come funziona in Italia, alle prime sconfitte escono delle voci. Ma da parte nostra c'è grande serenità e sinergia tra tutti: il mister lo vedo sereno e voglioso di far bene".

Ha conosciuto la B da dirigente l'anno scorso al Palermo. E ha portato a casa una promozione...
"Due realtà diverse. Il Palermo veniva da dieci anni di serie A, doveva tornare su per forza per tanti motivi, economici e sportivi. Tornare in serie A era un obbligo, ad inizio stagione però ci sono state tante difficoltà. E oggi quella squadra sta affrontando la serie A con orgoglio e dignità, al di là di qualche risultato negativo. È stata una B difficile, ma a marzo l'anno scorso abbiamo staccato tutti perché avevamo una panchina lunga. Per lo Spezia la serie A è un sogno di tutti, questa città e questi tifosi meritano di essere parte di una storia. Non siamo mai partiti con l'obiettivo di andare in serie A, bensì con quello di abbassare i costi e fare un campionato di livello che possa regalare soddisfazioni".

Beh, se non altro porta fortuna.
"Per gli scaramantici sì, per me che non lo sono penso che il lavoro paghi. Cerco di trasmettere ciò che ho vissuto l'anno scorso, penso che lo Spezia stia crescendo in tutti i settori. Anche se a fare la differenza è il campo".

Occhi sul futuro: la prossima partita la giocate contro il Perugia.
"Meglio di così non poteva andare dopo due sconfitte. Possiamo riprenderci subito. Il Perugia è una squadra ben costruita: conosco Verre che era con noi al Palermo l'anno scorso, Goldaniga era mio compagno in rosanero, Marco Rossi a Parma. La formazione umbra è ben allestita, ha il giusto mix".

Mercato: prenderete qualche svincolato?
"Ci sono tanti svincolati di ottimo livello, le segnalazioni arrivano. Ma fino a gennaio pensiamo di affrontare il campionato così. Siamo coperti in tutti i ruoli, a parte qualche infortunio. Penso si possa andare avanti così, c'è fiducia in tutti. Dal primo all'ultimo".

Rimpianti di mercato?
"No. Sono contento della rosa. Abbiamo una squadra di livello. La logica dice che puoi sempre migliorare, ma non abbiamo rimpianti di mercato".

Ci si aspettava qualcosa di più da Ardemagni...
"Pensando alle prime punte, tra Ebagua, Ardemagni e Giannetti, quando parlo con altri addetti ai lavori, abbiamo una rosa importante. Soprattutto davanti. Ora facciamo un po' fatica, ma non vediamo l'ora di diventare un po' più concreti per vedere segnare i nostri attaccanti. Ardemagni ha grandi motivazioni, come Ebagua che deve riconfermarsi. Sogno di vedere i gol di tutti, per fare grandi risultati come l'anno scorso a Palermo devono essere tutti partecipi". .

Croati di serie A: Kovacic, segnali di talento.
"È un '94 e porta la numero dieci all'Inter. L'ho conosciuto di persona, ha tutto per diventare un top player, perché ha grande umiltà. Con Mazzarri può crescere ancora di più, il mister sa quanto è e sarà importante in futuro. Con i giovani bisogna avere pazienza".

Lo sloveno Ilicic a Firenze delude.
"Tutti i balcani crescono a parte lui, non lo so, pensavo che con Kurtic anche potesse fare meglio. Io in Ilicic credo molto, ogni anno la Fiorentina prendi giocatori di qualità e non è facile mettersi in mostra, penso che lui lo abbia capito. Il suo sogno era fare un salto di qualità: dal Palermo - che era un'ottima realtà - alla Fiorentina il sogno è stato realizzato. Ora dipende da lui".


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