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...con Caliandro

"Serie A al di sotto degli anni scorsi, bene così. Atalanta, Pinilla torna più forte di prima. Il Crotone e la grandezza delle piccole, cresce Balasa. Miccoli-Birkirkara, i motivi dell'addio. Procure pilotate, una vergogna..."
16.12.2015 00.00 di Alessio Alaimo  Twitter:   articolo letto 16306 volte
© foto di Alessio Alaimo

Il bilancio dopo quasi un girone, il mercato che sta per ricominciare e alcune vicende che hanno fatto discutere. Presunte procure pilotate dai club, ai danni, magari, degli attuali agenti. A TuttoMercatoWeb parla l'avvocato Francesco Caliandro, che si pronuncia anche sull'addio di Fabrizio Miccoli al Birkirkara.

Caliandro, partiamo dal campionato.
"È un campionato al di sotto delle medie degli ultimi anni, perché comunque non c'è una leadership consolidata alla guida della classifica e questo non fa altro che del bene alle posizioni di vertice. Il Bologna s'è invece tirato fuori dalla lotta retrocessione con il cambio di guida tecnica, dando completamente una sterzata al campionato: questo per sottolineare quanto sia importante, a volte, credere nei progetti. Da parte dei vertici rossoblù il cambio di guida tecnica è stato determinante".

Bene anche l'Atalanta del suo Pinilla.
"Sì, c'è la riscossa delle piccole. Anche se poi, piccole non solo. Penso a Bologna, Atalanta e Chievo Verona: il simbolo di un calcio alla vecchia maniera. Ben vengano questi modelli".

E il suo assistito?
"Una prima parte di campionato importante, poi l'infortunio. Ora aspettiamo che rientri, riprenderà la sua marcia con voglia e ambizione di far sempre bene. È un punto di forza dell'Atalanta, è già in ottima forma e la fase di recupero procede spedita: serve solo un po' di tempo, tornerà più forte di prima e riprenderà il percorso che aveva interrotto".

Alla Dea lei assiste anche Migliaccio.
"Dà il suo contributo, un sicuro punto di riferimento per l'Atalanta nei momenti importanti della squadra".

Serie B: che sorpresa il Crotone di Balasa...
"Anche il Crotone in serie B riprende il concetto della grandezza delle piccole, che riescono a fare il vero calcio, andando a vedere l'essenza dei calciatori. Il segno di un grande lavoro. Il Crotone è cresciuto, non è più un caso. Una prerogativa di questo club è la ricerca dei giocatori, della programmazione, dello scouting: niente spettacolarità per l'extra-calcio. Balasa sta dimostrando cose egregie ed importanti, è un ragazzo straordinario, capace di trasmettere tutta la sua voglia di voler raggiungere obiettivi di livello".

A Livorno, vuol tornare protagonista Biagianti.
"Livorno è una piazza suggestiva, con un presidente che vive con passione la propria azienda calcistica, vuole vincere, è un uomo che ha sempre vinto. Queste emozioni sono forti, scuotono l'ambiente. Marco ha avuto un inizio partecipativo, poi una fase transitoria e adesso, con Mutti, ha dato il suo contributo contro il Cagliari non sono io a dover dire se importante o no. Il Livorno, comunque, può inserirsi nelle zone alte della classifica".

Brilla il Novara di Faragò.
"Faragò sta facendo parlare di se con le sue prestazioni. Il Novara sta confermando di potersela giocare per obiettivi importanti, bisogna dare continuità. L'appetito vien mangiando, ma bisogna mantenere una giusta ottica di lavoro".

Dezi può raggiungere Faragò a Novara?
"È un giocatore del Napoli. Nelle ultime partite è sempre stato ad un passo dall'essere chiamato, il bilancio di Jacopo è estremamente positivo. Mi piacerebbe una scalata nel mercato interno più che esterno: è partito in sordina, s'è inserito nel gruppo, ha un affiatamente importante. Sono contento del mercato interno che fa Jacopo, scala posizioni nella squadra a cui appartiene. Questo è il suo vero calciomercato".

Luperto, intanto, piace al Brescia?
"È un giocatore del Napoli, ha esordito in Europa League quest'anno e gioca in una delle squadre più forti del campionato italiano. Il mercato si fa a gennaio, per adesso godiamoci il Natale..."

E per il futuro il Palermo pensa a prolungare il rapporto con i baby Alastra e Ferchichi.
"Due ragazzi su cui oggi non è importante mettere i riflettori. Hanno la giusta e dovuta considerazione all'interno del Palermo ed è giusto che sia così. Ce la stanno mettendo tutta per farsi notare, oggi è importante dare continuità e non i discorsi legati ai contratti".

Impossibile non chiudere la raffica con Fabrizio Miccoli, che ha deciso di lasciare il Birkirkara. Perché?
"Per due motivi particolari e concomitanti".

Ossia?
"Fabrizio voleva tornare e ha colto la palla al balzo con l'allontanamento del mister Tedesco, l'unico che lo ha voluto e ha lasciato il Birkirkara in una posizione di vertice. Era un modo per dire a se stesso: «non smetto perché sono finito, ma prima lascio una squadra ai vertici della classifica». L'addio è stata una rivincita verso se stesso e un atto di rispetto nei confronti della sua famiglia, che per vent'anni non l'ha vissuta".

Per anni, lei, è stato il suo punto di riferimento. Miccoli agente seguendo le sue orme, ipotesi da scartare?
"Oggi gli auguro di fermarsi un attimo e godersi le vacanze di Natale. Poi potrà interfecciarsi con chiunque e pensare al futuro".

Mercato e polemiche: si parla di alcune presunte procure pilotate da determinati club. Come la vede?
"Discorsi che vengono alla luce perché parliamo di un mondo dove le notizie viaggiano in maniera accelerata. Questo fenomeno però non deve essere solo confinato al calcio. Purtroppo ci sono delle cose che non vanno e andrebbero sicuramente riviste. Ci sono degli organi preposti, deputati alla verifica di determinati accadimenti. Sicuramente è una vergogna, mi dà il senso di quello che esprimiamo a trecentosessanta gradi: non siamo capaci di avere quello che meritiamo per le nostre capacità, ma quello che vogliamo lo dobbiamo ottenere a qualsiasi costo calpestando diritti di famiglie, imprenditori e professionisti vari".

E a gennaio, che mercato si aspetta?
"Vorrei che le squadre lavorassero con il gruppo su cui hanno puntato in estate. Le big dovrebbero essere programmaticamente a posto. Non penso che la Juventus debba fare qualcosa, salvo qualche uscita clamorosa. Al Milan non credo che i problemi siano legati a giocatori, allenatore e società: vanno ricercati altrove, il club è di rilievo e i giocatori pure. Al Milan, deve esserci voglia di pensare solamente al calcio. L'Inter invece sta rispettando i suoi programmi, non le si può dire nulla. Un po' fatica la Lazio, che ha un rendimento diverso pur non avendo fatto grandi stravolgimenti: lo staff però è importante e il direttore sportivo sa cosa serve per riprendere il percorso. Ma si gioca sempre contro un avversario, la squadra perfetta non esiste".

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