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...con Santopadre

"Perugia, un sogno realizzato. Ardemagni? Dico no al suo stipendio. Gaucci va ricordato, ha fatto più di me: io presidente del popolo. Entro pochi giorni il futuro di Camplone..."
06.05.2014 00.00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 16242 volte
© foto di Federico Gaetano/Tuttolegapro.com

Un sogno realizzato. Il Perugia riabbraccia la serie B, un ritorno gradito nella serie cadetta. Una piazza importante, una società nuova e ambiziosa, ma che sta con i piedi per terra. Massimiliano Santopadre, presidente giovane ma con le idee chiare, parla a TuttoMercatoWeb delle prospettive del Perugia che verrà.

Presidente, siete in serie B. Ha realizzato l'idea?
"Davvero, ancora non ci riesco. Il telefono squilla in continuazione. E in testa ho soltanto le immagini dell'euforia di domenica, le porterò sempre con me. Tra qualche giorno realizzerò. La cosa più importante è che abbiamo reso felice tanta gente".

E per il futuro, andrete avanti con Camplone?
"In settima ci incontreremo, ci diremo le nostre aspettative come è normale che sia. Poi vedremo. Da noi Camplone ha fatto bene: per lui sarà un punto a favore, dobbiamo capire dove vogliamo arrivare e tante altre cose. C'è la volontà di continuare insieme".

Che Perugia sarà nella prossima stagione?
"Il solito Perugia, una società giovane, snella, che vuole sempre migliorare quello che ha fatto l'anno precedente. Vogliamo migliorare la società ogni stagione, non solo con i risultati calcistici".

In che senso?
"Nel calcio si fa sempre questa stupida equazione: risultato = successi. Non è così, ho promesso ai nostri tifosi che riporterò il Perugia a trecentosessanta gradi a livelli dignitosi, nell'organizzazione, nelle infrastrutture, nel merchandising. Tutto fa parte di una società di calcio, di un'azienda. Sono un imprenditore: la mia libidine più grande è creare una società modello. Poi capisco che nel calcio sono importanti i risultati. Venerdì ho detto «Comunque andrà, abbiamo fatto un grande passo in avanti»".

L'ultima volta che il Perugia ha gioito il presidente era Luciano Gaucci. Che idea ha, lei, di Gaucci?
"Non conoscendo una persona non la si può giudicare attraverso i giornali. Da lettore dei quotidiani ricordo un presidente focoso, mi divertiva anche. A Perugia c'è chi lo ama e chi lo odia. Alla fine penso che si debba ricordare in maniera importante, perché ha fatto fare al Perugia un calcio importantissimo. Poi ha sbagliato qualcosa e l'ha pagata. Ma è un presidente da ricordare".

In che cosa è diverso Camplone da Gaucci?
"È impensabile fare paragoni, lui ha fatto più di me. Non sarebbe corretto. Cercherò di essere me stesso, sono ancora giovane per essere un presidente di calcio. Spero di creare un modello tutto mio. Mi sono definito più volte il presidente del popolo, mi piace interagire, quando posso mi fermo e ascolto eventuali disagi che è doveroso provare ad annullare".

Mercato: cosa farete con i giocatori già in prestito come Sanseverino e Insigne?
"Appena scioglieremo il nodo dell'allenatore affronterò i discorsi con il direttore sportivo. Il discorso Perugia rimarrà uguale: a livello progettuale cambierà poco. Anche se dovremo migliorarci perché affronteremo una categoria superiore. Per essere al passo della categoria bisogna provarci. Difficile oggi parlare dei prestiti: c'è la proprietà che va ascoltata, anche per capire le prospettive sui giocatori in questione. Sicuramente il Perugia ha una storia talmente importante che ogni giocatore che vorrebbe restare deve per forza capire prima che tipo di maglia sta indossando. Se ti dà molto, altrettanto questa maglia ti toglie. Andremo a capire i valori, prima umani e poi tecnici"

In attacco può arrivare Ardemagni?
"Non ho mai creduto ad un acquisto singolo per far crescere un club. Un club cresce con tanti giocatori importanti. Non credo nell'investire tantissimo su un solo elemento, preferisco spalmare il budget su giocatori importanti".

Quindi dice no ad Ardemagni?
"No, alt. Non ho detto questo. Però dico no allo stipendio di Ardemagni (sorride, ndr). Devo essere antipatico agli occhi dei tifosi e di qualche giocatore: sia all'uno che all'altro interessa sempre il meglio, ma il meglio non lo detta il prezzo, bensì il calciatore. Magari chi arriva a meno soldi diventa più importante di quello che costa di più. Non bruceremo il budget con un solo elemento".

Possibile qualche asse di mercato con società di serie A?
"Il Perugia è ambito un po' da tutti i club di serie A. Abbiamo già dimostrato a tante società di aver valorizzato i giocatori. Non ci saranno problemi per prestiti, comproprietà o acquisizioni di cartellini. Il Perugia è un bene dell'Italia, non mio o di chi arriverà un giorno al posto mio".

Pesoli idea concreta?
"Abbiamo avuto un approccio l'anno scorso, poi ha preferito un'altra piazza. Oggi però stiamo assimilando la grande soddisfazione. Il problema non è fare i contratti, ma toglierli (sorride, ndr). Per quanto riguarda Pesoli, quando il rapporto si chiude con un rifiuto non è mai bello da mandare giù. Ognuno fa i propri interessi, ma oggi in questa categoria non credo che avremmo problemi ad avere calciatori ai livelli di Pesoli"

Goldaniga - a metà tra Palermo e Juventus - un'idea per la difesa?
"Con il Palermo abbiamo ottimi rapporti. Goldaniga oggi è un nome come altri. Ma è prematuro parlarne. Del mercato, comunque, se ne occupa Goretti. Secondo me la prima mossa da fare è capire chi sarà l'allenatore. Con Goretti non ho parlato ancora di mercato, lo faremo dopo aver analizzato la situazione di Camplone"

Camplone e il futuro: quando avrete le idee più chiare?
"La prossima settimana capiremo se staremo ancora insieme oppure no. Con lui avevamo creato una famiglia, spero che il rapporto continui. Ma devo sentire anche lui".

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