"Milan, Nocerino il colpo degli ultimi vent'anni. Immobile, ora la serie A. Napoli-Lavezzi, questione di stimoli: adesso fiducia ad Insigne. Zaccardo simbolo di Parma"
Alzi la mano chi avrebbe scommesso un solo euro su Antonio Nocerino leader indiscusso del Milan. E addirittura cannoniere rossonero, secondo solo a Zlatan Ibrahimovic. Eppure è successo. Questione di stimoli, motivazioni. Voglia di arrivare. Per acquistarlo dal Palermo il Milan ha sborsato soltanto 500.000 euro. Forse i migliori soldi spesi nell'ultimo ventennio di calciomercato. "L'anno scorso ad operazione conclusa proprio a te dissi che il Milan aveva acquistato un campione", commenta a distanza di una stagione il manager del numero 22 rossonero, l'avvocato Marco Sommella.
Ripetersi sarà difficile.
"Sarà molto difficile. Ma Antonio ha qualità, anche se vederlo nella classifica dei marcatori del Milan dopo Ibra fa un certo effetto. Non se lo aspettava nessuno. Possiamo definirlo, in rapporto alla qualità e al costo, il miglior colpo degli ultimi vent'anni. Complimenti a Galliani, è stato sveglio come sempre".
Un po' meno sveglio invece, è stato il Palermo.
"Si era chiuso un ciclo. A Palermo dopo la finale di Coppa Italia hanno cambiato tanto. C'è stato un cambio generazionale, che ha visto partire i vari Pastore, Sirigu, Cassani e Antonio che al Palermo rimane grato, perché se ha raggiunto questi livelli lo deve alla società rosanero, ai suoi ex compagni e a tutta la gente che lo ha sempre sostenuto".
Ciro Immobile non è da meno. Pronto per il Genoa?
"Ce lo auguriamo tutti per la sua crescita e la sua formazione, affinché dia seguito a quello che ha fatto quest'anno. Ciro insieme al Pescara è stato autore di un grande campionato. Ha fatto grandi cose. La serie B però, rispetto alla massima categoria, è diversa. Se dovesse confermarsi in A vorrebbe dire avere davanti nuovi orizzonti. E grandi palcoscenici. Il ragazzo ha fatto tanti sacrifici per arrivare dov'è adesso. Merita le soddisfazioni che ha avuto. E ora dipende ancora da lui".
Restiamo in Liguria. Per Foggia futuro ancora alla Sampdoria?
"Vedremo dopo i playoff. Pasquale è un idolo di Genova, in caso di serie A ci saranno tutti i presupposti per rimanere in blucerchiato. Altrimenti vedremo cosa fare. Anche perché ha ancora un anno di contratto con la Lazio".
Zaccardo-Parma, il matrimonio continuerà?
"È un simbolo del Parma. Andrebbe via solo in caso di offerte importanti. Per adesso non c'è nulla di concreto. Dovesse arrivare qualche proposta la valuteremmo insieme al Presidente Ghirardi. Ma il ragazzo in Emilia sta molto bene".
Lanzaro al Real Saragozza è stato uno dei protagonisti.
"Dopo tanti anni in Italia ha scelto di vivere un'esperienza diversa, in Spagna. È stato uno dei protagonisti della bella cavalcata del Real Saragozza, che gli vorrebbe prolungare il contratto. Lui ne sarebbe felice, ma se arrivasse una chiamata dall'Italia la prenderebbe in considerazione".
Superfluo dirlo, la protagonista del mercato sarà l'Inter.
"Dopo il Triplete e dopo un'annata tormentata ci sarà un cambio generazionale. La squadra è un po' anziana, diciamolo pure. La società ha puntato su un allenatore giovane, investendo su di lui e su giocatori, come Palacio e probabilmente Lavezzi, che hanno fame".
Giusto chiederlo ad un conoscitore dell'ambiente napoletano. Come vive la città il caso Lavezzi?
"Quello che ha fatto il Pocho per Napoli e i napoletani è unico. I tifosi partenopei sono molto calorosi e si sono identificati in lui. Si tratta di un ragazzo che ha saputo conquistare affetto e stima dei napoletani dando sempre tutto. Il popolo azzurro lo ha adottato, ma in tutto c'è un inizio e purtroppo o per fortuna anche una fine. Se il ragazzo deve rimanere contro la sua volontà non va bene, è meglio che vada via. Nel calcio le motivazioni sono alla base di tutto. Senza rendi molto meno rispetto al tuo potenziale".
E il dopo Lavezzi, a Napoli?
"Potrebbe essere Insigne. Solo se gli daranno il tempo di crescere. Il ragazzo a Pescara ha fatto cose incredibili, può essere un predestinato. Servono pazienza e fiducia e potrebbe diventare quel giocatore che Napoli non ha mai avuto. Un numero dieci napoletano, tifoso azzurro che gioca con il cuore per la propria maglia. Se ciò accadesse sarebbe bello".