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La busta delle beffeSta per tornare la tabella trasferimenti, sempre piu' ricca e completa, per soddisfare ogni vostra curiosità di mercato! 26.06.2011 00.00 di Alessio Calfapietra articolo letto 55153 volte
Questa mattina si è conclusa la prima fase del calciomercato con l'apertura delle buste per i calciatori in comproprietà. Un rito che negli anni ha sempre riservato sorprese perchè la cifra contenuta in quella letterina rimane un segreto da svelare soltanto a giochi fatti. Un cerimoniale tutto italiano che questa volta ha mostrato il suo lato piu' incredibile. Come ormai tutti sanno, Emiliano Viviano è stato riscattato dall'Inter per una colossale svista del dg bolognese Stefano Pedrelli che ha sbagliato a compilare il modulo dividendo per due la cifra offerta dai felsinei che, nelle intenzioni della società, si sarebbe rivelata superiore a quella della controparte. Un errore imperdonabile, non certo mitigato dalla reazione paterna di Massimo Moratti "Benedetti ragazzi, se proprio ci tenevano tanto a Viviano potevano stare più attenti" e la sua disponibilità a trattare nuovamente il cartellino del portiere. Se Pedrelli fosse stato un praticante alle prime armi, e non un dirigente scafato, sarebbe stato messo alla porta senza troppi riguardi e probabilmente a ragione, tanto piu che il Bologna puntava molto sul ragazzo e avrebbe cercato di monetizzare con una sua cessione ad un altro club. Una perdita ingente per la società felsinea che si vede sfuggire il numero uno della nazionale. Una buccia di banana che costringe gli emiliani ad una caduta rovinosa. La situazione di stallo alla Fiorentina ha permesso che Gaetano D'Agostino tornasse all'Udinese, una tappa di passaggio per il nazionale italiano che solo due anni fa era valutato venti milioni di euro. I Della Valle, in ogni caso, dovranno chiarire al piu' presto le loro intenzioni per i gigliati. I calciatori in scadenza, Donadel, Santana e Comotto, hanno già salutato le rive dell'Arno, le famose spine rappresentate da Frey, Montolivo, Vargas e forse Gilardino restano ancora da affrontare, mentre Adrian Mutu, ormai inconciliabile con l'ambiente toscano, è stato praticamente regalato al Cesena. Sul fronte arrivi silenzio assoluto, e per quanto possa essere florida la promessa serba Matija Nastasic, in casa viola ci si aspetta ben altro, anche se l'ulteriore maturazione di Ljajic ed il ritorno dell'imprescindibile Jovetic costituiscono una buona base. In qualche modo collegata alla crisi Fiorentina (e all'ipotesi Mihajlovic) è anche la scelta dell'allenatore in casa Inter. Gian Piero Gasperini potrà avere a disposizione una fuoriserie per la prima volta nella sua carriera, limitata sinora alle giovanili nella Juventus, all'exploit crotonese ed al buon quinquennio maturato nelle fila del Genoa. Gasperini è un maestro di calcio e in tema di moduli e bel gioco avrebbe molto da insegnare a diversi colleghi. Ma sussistono due dubbi circa il suo possibile successo, vale a dire la difficile adattabilità della rosa al 3-4-3 ed ai suoi dettami offensivi, oltre alla spada di Damocle che rimarrà sospesa per i prossimi dodici mesi e che corrisponde al nome di Pep Guardiola, l'allenatore che Moratti sogna da sempre. Nel frattempo Angelomario, vero artefice della nomina di Gasperini, ha offerto al tecnico un contratto annuale (ed annessa opzione per un altro anno), in attesa che Guardiola inizi a trasferire la perfetta macchina blaugrana sulle sponde del Naviglio. In ogni caso, nelle convulse giornate che l'Inter ha dovuto affrontare dopo l'addio (quasi indolore) di Leonardo, Moratti padre si è mostrato ancora una volta orfano di Mourinho: dal congedo del portoghese in poi, i nerazzurri hanno fatto scelte tutt'altro che esemplari prima con Benitez e poi con Leonardo. Anche per i nerazzurri si profila un'altra sessione di mercato al risparmio come la scorsa estate, questo aspetto rischia di pesare piu' dell'improvviso cambio tecnico. Jonathan Cícero Moreira, terzino destro classe 1986 di passaporto comunitario, esploso con il Cruzeiro e reduce dai trionfi in campionato ed in Libertadores con il Santos, si candida alla successione di Maicon. Dalla squadra brasiliana non si possono prelevare i tanto reclamizzati Neymar, Danilo o Ganso (tra l'altro in orbita Milan) le cui valutazioni sono schizzate alle stelle, ma compiere buone operazioni di prospettiva come appunto Jonathan, il centrocampista Arouca e l'attaccante Zè Eduardo, uno dei tantissimi volti nuovi che si presenteranno al prossimo raduno del Genoa. Questa sera la Spagna ha vinto gli Europei under 21 battendo 2-0 la sorprendente Svizzera. Le Furie Rosse hanno aperto un ciclo nel 2008 e sono destinate a mietere successi in giro per il mondo ancora molto a lungo, con la concreta possibilità di confermarsi come una delle nazionali piu' vincenti e belle nella storia del calcio. L'Italia, eliminata ai preliminari dalla Bielorussia ma presente indirettamente nella formazione elvetica, ha assistito da spettatrice impotente allo spettacolo offerto queste settimane in Danimarca. Victor Ruiz non ha disputato nemmeno un minuto in tutto il Torneo, nonostante la difesa di Luis Milla fosse il reparto meno affidabile (ad eccezione di Montoya che però gioca a destra), mentre Bojan Krkic, vicino al trasferimento in prestito alla Roma, ha collezionato soltanto 63 minuti sparsi in tre partite, rimanendo in panchina nella finale nonostante siano stati sostituiti due attaccanti su tre. Riserva nel Barcellona, dunque, e con la Spagna under 21. La dimensione provinciale del nostro calcio, oltre che dalla devastante e inarrestabile perdita di appeal del campionato italiano, si manifesta anche in questo.
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