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Parigi, o cara...
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
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Quando Alfredo riabbraccia finalmente la sua amata Violetta e le promette una vita insieme piena di gioie e felicità, intona il celeberrimo verso: "Parigi, o cara, noi lasceremo" che dà il via ad uno dei duetti piu' famosi nella storia dell'opera lirica. Oltre un secolo e mezzo piu' tardi la prima rappresentazione de "La Traviata", uscendo dai teatri e dedicandoci al meno poetico contesto del calciomercato, si dovrebbe correggere Alfredo e fargli cantare: "Parigi, o cara, raggiungeremo". Nel suo caso la differenza sarebbe minima: Violetta morirà comunque di tubercolosi. Ma nel mondo del calcio, Parigi indica una tendenza che probabilmente è soltanto all'inizio. Tutti i calciatori vogliono sposare il progetto del Paris Saint Germain perchè è il piu' ricco ed invitante. Ma fatte le debite proporzioni, è il nostro calcio a rischiare una malattia mortale.
Le cronache al riguardo sono imbarazzanti. L'Inter vuole Lavezzi. Il Napoli è disposto a trattare, ma pretende l'esborso della clausola rescissoria. I nerazzurri non possono permettersi una cifra simile, e iniziano ad inserire eventuali contropartite. Pandev, Faraoni piu' una decina di milioni. Va bene anche Obi. Oppure si alza la parte cash dell'operazione. E alla fine arriva il Paris Saint Germain che quasi senza battere ciglio dà al Napoli i soldi desiderati.
Le grandi squadre si accorgono che il talento di Marco Verratti è veramente fuori dal comune. Prandelli lo convoca per il pre-ritiro della nazionale senza confermarlo nella lista finale, ma il suo è soltanto un arrivederci all'azzurro. E il mercato sul talento abruzzese si infiamma. Si fa per dire. Napoli e Juventus iniziano a contrattare per la comproprietà, inserendo questo o quel giocatore sfogliando nell'elenco degli esuberi o delle giovani promesse. Il Pescara fa resistenza e dice che in ogni caso vuole trattenere Verratti per il primo anno in serie A. La trattativa prosegue, Verratti dichiara il suo amore per i colori juventini. E alla fine arriva il Paris Saint Germain che quasi senza battere ciglio dà al Pescara i soldi desiderati.
Il Milan inizia la fase due del suo progetto di abbattimento dei costi di gestione. Dodici mesi fa i rinnovi al ribasso dei senatori e la dolorosa perdita di Pirlo. Quest'anno quegli stessi senatori sono stati fatti accomodare alla porta di Milanello. Ma la parte succosa del piano prevede il taglio degli stipendi dei giocatori piu' importanti per la gioia del cassiere di Via Turati e la disperazione dei tifosi. Thiago Silva ed Ibrahimovic sono i campioni indiscussi della formazione di Allegri. La loro cessione è un suicidio dal punto di vista tecnico ed una benedizione sotto il lato finanziario. Ma sono pochi i club a potersi permettere il loro sontuoso ingaggio.
E alla fine arriva il Paris Saint Germain che quasi senza battere ciglio dà al Milan i soldi desiderati e permette a Berlusconi di poter annunciare un risparmio di circa 150 milioni di euro sul libro paga della società. E 67 milioni da poter (in parte) investire sul mercato, un numero curioso perchè coincide con il prezzo di cessione accordato per un'altra dolorosissima partenza, quella di Kakà al Real Madrid. Il Milan deve in ogni caso tornare sul mercato, perchè non può affrontare tre competizioni con solo quattro centrali in organico e il vuoto lasciato dallo svedese in avanti sembra un abisso. Naturalmente si dovrà far coincidere la qualità con la convenienza, perchè i nuovi arrivati devono costare molto meno dei partenti, altrimenti il sollievo del monte ingaggi sarà stato reso vano. Il ritorno di Astori è impraticabile, Dedè non convince, mentre l'arrivo di Tevez è legato a numerose condizioni. Il Milan cederebbe volentieri anche Robinho, ma in questo caso il Paris Saint Germain non sembra interessato, altrimenti il problema sarebbe già stato risolto.
Sull'altra sponda del Naviglio la situazione non è migliore. In tempi non sospetti Branca ha dichiarato che vi sarebbero state scelte dolorose. E così è stato per Lucio, Forlan e Julio Cesar, giocatori che pesano tantissimo nel rapporto fra costi e ricavi, e i nerazzurri sperano di fare altrettanto con Stankovic. Far dimagrire i conti per accogliere al meglio il fair play finanziario ed impedire che Moratti debba intervenire ogni anno per ripianare le perdite. Un intento scongiurato due stagioni fa grazie agli introiti della Champions ed avviato lo scorso anno con l'addio di Eto'o.
L'Inter conta di vendere anche Pazzini, un'operazione che al momento incontra gravi difficoltà, e in cuor suo accetterebbe di buon grado una possibile, congrua offerta per Sneijder, il top player di casa ma anche il contratto piu' oneroso. Maicon è pronto a raggiungere Mourinho a Madrid. In entrata i contatti con il San Paolo per Lucas sono ad un punto morto, perchè l'asso brasiliano è vincolato da una clausola molto onerosa e non c'è verso che i vertici del club verdeoro cambino idea in proposito. Paulinho ha già preso una decisione e rimarrà al Corinthians. Tutte le squadre italiane, eccettuata la Juventus che però lamenta un non trascurabile numero di calciatori da piazzare, si stanno affannando a risanare i conti o comunque prestano attenzione massima a non fare un passo oltre il dovuto. Quindi Inter e Milan non fanno eccezione, anzi confermano un trend che sta facendo retrocedere il campionato italiano da periferia nobile del calcio a località scomparsa dalle mappe geografiche dello sport.
A metà luglio, in tutta la serie A non si registra un solo arrivo di rilievo dall'estero, ma soltanto un'insieme di partenze illustre alle quali si è aggiunta ieri anche quella di Borini destinazione Liverpool, un affare al momento decifrabile solo con la possibilità per la Roma di effettuare una discreta plusvalenza rispetto al costo del riscatto. Soltanto affari di tono minore per quanto riguarda il mercato interno, con Giovinco tornato alla base e l'asta che sta per scatenarsi per il miglior prospetto italiano passibile di cessione, vale a dire Mattia Destro conteso dalle milanesi e la Roma.
Per il resto nulla assoluto. E' arrivata l'eterna promessa Ederson liberato dal Lione, magari per lui è la volta giusta. O i giovani prospetti Hegazy (Fiorentina), Andy Polo (Genoa) ed il capitano dell'under 19 francese Paul Pogba, nuovo acquisto della Juventus. O interessanti scommesse come il parmense Pabon, i romanisti Dodò e Castan e l'estroso Maicosuel (Udinese). Forse il colpo migliore lo ha realizzato il Palermo con l'argentino Dybala, diciott'anni appena, accreditato di numeri eccezionali in patria e pronto a ripercorrere le orme del concittadino Pastore non appena verrà messo tutto nero su bianco. Ma lo scriviamo sotto voce, per scongiurare che il Paris Saint Germain decida improvvisamente di acquistare anche lui...
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