© foto di Federico De Luca
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Abel Eduardo Balbo, ex attaccante giallorosso ed attuale allenatore dell'Atletico Arezzo, ha parlato della squadra toscana ma anche della Roma di Zeman ai microfoni di forzaroma.info.
A proposito della sua carriera come giocatore, dal 1993 al 1998 e dal 2000 al 2002 ha indossato la maglia giallorossa. Come vede questa nuova Roma?
"La vedo bene, è una squadra che piace, giovane, gioca un calcio propositivo. Credo che questo campionato non sarà il migliore degli ultimi 20 anni, ma la Roma ha una squadra competitiva, ha i mezzi per giocarsela fino alla fine e potrebbe anche pensare di vincere".
Durante la sua prima esperienza nella Capitale in panchina c'era proprio il boemo. Vede uno Zeman diverso, come alcuni sostengono, oppure è sempre lo stesso?
"A me sembra lo stesso, vedendo giocare la squadra la filosofia di gioco è rimasta intatta, cerca sempre di fare gol, verticalizzare subito il gioco. Il primo tempo della prima partita non sembrava una squadra di Zeman, ma nella partita contro l'Inter si vede chiaramente la mano del boemo".
A proposito di Totti, questo è un calcio in cui le bandiere stanno scomparendo. Lei ha conosciuto il calore del pubblico romanista e sa che è una piazza particolare che ha bisogno di avere dei simboli in cui riconoscersi. Totti e De Rossi: per tanti avrebbero potuto vincere di più se fossero andati via, lei che ne pensa?
"Penso che sono due esempi, due tifosi, prima ancora che giocatori, che amano questo sport, la città di Roma e i suoi colori. Non tutti avrebbero fatto questa scelta, specie in questo calcio moderno dove si ragiona molto diversamente rispetto a 20 anni, fa. Per questo ha ancora più valore una scelta così, sono dei modelli da seguire".
A Roma tutti la ricordano ancora con grande affetto. C'è un momento particolare che ricorda della sua avventura alla Roma?
"Non scorderò mai il mio primo gol sotto la Curva della Roma: anno 1993, prima partita in casa contro la Juve, Mazzone allenatore. Io venivo dall'Udinese, una squadra piccola, una realtà diversa, l'esaltazione, quello che ho sentito in quel momento non l'ho mai dimenticato".
Le piacerebbe un giorno tornare a Roma da allenatore?
"Certo che sì, mi piacerebbe moltissimo lavorare per la Roma. Questo non è il momento, ma chi non sogna di allenare la Roma? Specie se è stato a Roma da giocatore, vale per me come per tanti ex, oggi allenatori. Io poi mi sento molto identificato con i colori giallorossi".
Il campionato è appena iniziato, ma qualcosa già si è visto. Mister, quali sono le sue tre favorite?
"Metto la Juve sul gradino più alto, oggi è un passo avanti a tutti, ha vinto lo scudetto, è la più solida, subito dietro metto Roma e Napoli alla pari, possono dar fastidio, praticando un calcio completamente diverso, quasi opposto".