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Inter, GL Rossi "Le crisi non si risolvono cambiando allenatore"

27.11.2016 07.21 di Redazione TMW  Twitter:    articolo letto 5947 volte
Fonte: Gianluca rossi.it

Prima capivo e provavo a spiegare ai più che certe crisi non si risolvono ogni volta cambiando l'allenatore ogni tre mesi o riversando nuovi giocatori in rosa ad ogni calcio-mercato. Ora, dopo una partita come quella con l'Hapoel, anzi due mezze partite, visti i due tempi in completa antitesi, non capisco più, perché uno scempio del genere non ha logica. Un primo tempo più che discreto, chiuso sul 2-0 per noi grazie ai due gol anche pregevoli di Icardi e Brozovic e una ripresa finita 3-0 per gli israeliani con gol di Maranhao, Nwakaeme e Sahar : segnateveli questi nomi perché non li sentirete mai più ed il primo, tra l'altro, suona pure come una presa per il culo! Chi mi conosce, sa che quando ci vuole la tocco piano: la ripresa è stata da Ufficio Inchieste!!!
Come sia possibile passare dalla squadra compatta con soluzioni offensive persino nuove nel primo tempo e una difesa in sufficiente controllo all'Armata Brancaleone, ma almeno quelli hanno fatto la storia del Cinema, degli ultimi 40 minuti non è dato di sapere. Cos'è successo nell'intervallo? Ovviamente nulla se non la presa di coscienza che lo Sparta Praga stava già vincendo e che quindi qualificarsi sarebbe stato praticamente impossibile. Ma esistono anche le vittorie di dignità, visto che non possiamo parlare di prestigio su una squadra, quella israeliana, che finora aveva segnato solo due gol in Europa League, quelli a San Siro contro l'Inter. Al fischio finale i gol sono diventati cinque, ovviamente tutti contro l'Inter. Le vittorie di dignità sono però possibili solo che hai giocatori con amor proprio e senso di rispetto per chi li segue con passione.
L'Inter è uscita definitivamente dal campo all'8' della ripresa, quando Icardi in girata ha colpito la traversa. Da lì hanno ceduto prima delle gambe, poi soprattutto la testa. Al di là di un derby pareggiato all'ultimo secondo, continua ad esserci un problema fisico, perché Brozovic e soci alla fine si trascinavano stravolti dalla fatica, ma questo viene dopo la totale mancanza d'intelligenza calcistica evidenziata da certi interpreti. Quando nel finale la partita è diventata da calcetto del giovedì sera, mi è toccato di raccontare di chi non è in grado neppure di fare quello che si fa noi quando al calcetto tra amici si è inchiodati sul pareggio e sta per suonare la campanella con quelli dell'ora dopo a bordo campo. Mi riferisco a Carrizo che anziché rinviare lungo e centrale ha cercato la giocata laterale su Perisic come se si fosse al 10' del primo tempo. Risultato? Palla in fallo laterale, con tutti i nostri avanti e 3-2 israeliano. Mi sono chiesto in quel momento se Carrizo prima che nell'Inter abbia mai giocato in Serie A. Tralascio Murillo e, ahimé, pure Miranda fermi come palme nel deserto del Negev - ci sono stato - sul primo gol loro. Tralascio la folle uscita di Murillo sul pareggio che ha esposto Handanovic al secondo cartellino giallo. Il primo per la verità era stato assurdo perché nessun arbitro al mondo ha mai punito con ammonizione una perdita di secondi nel primo tempo: lì l'arbitro Estrada ha esagerato.
Poi hanno esagerato i nostri nel dimostrare ancora una volta che non meritano il seguito che hanno.
Inutile ora risalire coi soliti commenti in fotocopia sulle macerie lasciate da de Boer, da Mancini fino alle Calende Greche. Non pubblicherò chi illustra ogni volta problemi che conosco a menadito, perché è tempo di parlare di soluzioni. Non pubblicherò nemmeno quelli fuori dal mondo che ti raccontano che l'Europa League in fondo non è poi così importante, come la Coppa Italia e manco si rendono conto che, guardando la classifica, per l'Inter non pare importante neppure il Campionato. C'è un minimo di professionalità da richiedere in ogni partita, decisiva o meno, dalla quale non si può più prescindere.
Ora abbiamo fino a giugno per sollazzarci con Simeone e coi migliori giocatori del mondo in orbita Inter, col rischio che vada in vacca anche il Campionato già a novembre. La società lavori fin da ora, senza dirlo ai quattro venti, sulla drastica riduzione della rosa non convocando per scelta tecnica almeno una decina di giocatori inutili e demotivati: tranquilli, so io quali sono e parecchi nemmeno hanno giocato con l'Hapoel. Non se ne andranno mai, perché nessuno li vuole, ma li si accompagni serenamente alla scadenza dei loro contratti trasformandoli a loro volta in spettatori dell'Inter.

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