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Pino Taglialatela: "Per il Napoli rifiutai le big"

06.02.2009 08.19 di Redazione TMW.  articolo letto 16508 volte
Fonte: di Salvio Passante per TUTTONAPOLI.NET

Intervista esclusiva della redazione di Tuttonapoli.net all'ex storico portiere del Napoli, Pino Batman Taglialatela. Il portiere, che per anni è stato bandiera e capitano del Napoli, ha militato ad inizio carriera dopo l'esordio con la maglia azzurra nel Palermo, prossimo avversario del Napoli.

Juventus-Napoli 4-3 d.c.r. sfortuna o inesperienza?
"Mancanza di freddezza. Con un pizzico di convinzione in più questa partita si portava a casa senza problemi. Ho visto un Napoli vivo, atleticamente pimpante, alla distanza sono venute fuori anche le qualità di questo gruppo che hanno contraddistinto questa prima parte di stagione. Purtroppo è un periodo dove gira tutto nel verso sbagliato. L'applicazione alla partita mi è piaciuta, ma non vorrei che fosse un avvenimento causale scaturito dal blasone della squadra avversaria. Se così fosse sarebbe la prova tangibile che questa squadra mentalmente non è ancora pronta ad affrontare partite di grande livello, poichè non riuscirebbe a mantenere sempre la giusta tensione mentale. Sarebbe un grande limite. Nonostante l'eliminazione dalla Coppa sono fiducioso, questa squadra ha le potenzialità per rimettersi sui binari giusti".

Nella seconda parte del match gli azzurri hanno cambiato modulo, a tratti la squadra ha assunto le sembianze del 4-4-2 e le occasioni da gol sono fioccate a raffica. Secondo te i cattivi risultati in trasferta sono causati dall'inesperienza oppure da una mentalità troppo difensiva e prevedibile?
"Mentalità tattica sbagliata. Purtroppo il mal di trasferta è una costante che questa squadra si trascina dietro da due anni. Sarebbe opportuno fare in alcune partite dei piccoli accorgimenti tattici perchè le altre squadre si preparano e impostano la gara sui nostri limiti. Un pò di spregiudicatezza in più gioverebbe a questa squadra, che ha nel suo dna la predisposizione a essere corsara"

Azzurri sconfitti ai rigori, ma nella serata stonata c'è stata una nota lieta, Nicolas Navarro. Credi che il Napoli debba puntare sul'argentino già da quest'anno?
"L'investimento Navarro è stato consistente, alla lunga le qualità però stanno venendo fuori. Ha personalità, grande forza fisica e si muove bene tra i pali. Sta migliorando anche nelle uscite e nei rinvii, è dotato di un grande calcio. Gli errori di mercoledì calciando da fondo campo nascono da problemi fisici, e non da carenze tecniche di base. L'argentino è il futuro del Napoli, ma il presente si chiama Gennaro Iezzo".

Jesus Dàtolo è stato l'unico acquisto di gennaio, da tifoso ti aspettavi qualche acquisto in più?
"Credevo non arrivasse nessuno. Anche la società aveva lanciato segnali in questo senso. La sentenza Mannini ha cambiato tutte le strategie di mercato ed è arrivato Dàtolo anticipando i tempi. Il suo arrivo era previsto per fine campionato. Condivido in pieno il progetto societario, sposo anche io la politica dei giovani ma secondo me questo organico necessita di tre rinforzi di grandissima qualità e esperienza, per poter compiere il salto di qualità che tutti si auspicano da tempo. Occorrono un difensore carismatico che sappia guidare da leader un reparto arretrato troppo distratto, un centrocampista di qualità che possa dettare i tempi giusti, un attaccante alla Milito che sappia trasformare in gol tutte le invenzioni di Lavezzi. Con questi tre innesti questa squadra può battere chiunque".

Ennesima prova straordinaria di Lavezzi secondo te può rientrare tra i primi cinque giocatori di serie A?
"Sicuramente. Il suo rendimento è eccezionale. L'anno scorso è stata la vera sorpresa del campionato, inizialmente non era preso in considerazione, ha strabiliato tutti. La cosa più difficile nel calcio è ripetere le buone prestazioni, Lavezzi lo sta facendo alla grande"

Domenica a Palermo che gara ti aspetti?
"Il Palermo è in salute, una squadra ostica guidata da un allenatore intelligente che prepara bene le gare. Se gli azzurri giocano con lo stesso spirito visto con la Juventus non c'è partita. Non esiste in serie A una squadra che abbia la stessa forza fisica del Napoli. Questo è un esame importante".

Negli ultimi tempi gira la voce secondo cui il rapporto tra Facciolo (preparatore portieri) e la società azzurra non sia proprio idilliaco. Se arrivasse un'offerta da Marino accetteresti?
"La mia aspirazione è sempre stata quella di lavorare con i giovani. Mettere a disposizione la mia esperienza, lavorare con i portieri del Napoli per me sarebbe il massimo. Napoli è la mia vita, e inutile dire che andrei anche a piedi a Castelvolturno".

Dopo tantissimi anni l'ambiente partenopeo è stato rivalutato dallo staff della nazionale, come mai Batman non è mai stato convocato?
"Le stagioni 94, 96 e 98 ebbi il miglior rendimento. Ero al centro dell'attenzione, ma avevo davanti a me portieri come Pagliuca, Peruzzi e Marchegiani. Era difficile entrare nel giro della nazionale. Nel '96 fui invitato da Sacchi a Coverciano che mi disse che se si fosse infortunato uno dei tre avrei preso parte agli europei come terzo. Purtroppo il mio Napoli lottava già per la retrocessione, mentre gli altri portieri disputavano le coppe europee, questo fattore influì sulle scelte del mister. Nel 2002 il mio sogno tricolore si stava per avverare poichè Trapattoni mi preannunciò che sarei stato il terzo portiere della nazionale nei mondiali in Korea e Giappone. Purtroppo ebbi un infortunio al ginocchio e tutti i miei sogni svanirono".

La parata più bella?
"Ne ricordo due in particolare alla Lazio. Una su un calcio di punizione di Nedved destinata all'incrocio dei pali, l'altra su una conclusione a colpo sicuro di Winter. Due autentici miracoli e a fine gara Castellini mi fece i suoi complimenti, per me fu un grande onore perchè è da sempre il mio grande maestro".

Gioie e dolori, i tuoi anni in azzurro.
"Ho difeso la porta del Napoli nel periodo del declino. Ricordo ancora con tristezza le lacrime di Parma per la retrocessione. Spesso mi capita di svegliarmi in piena notte per ricordare quell'anno sfortunato che ha stravolto la mia carriera. Feci fatica a riprendermi a livello psicologico. Quando tieni alla maglia il dolore è più forte, non avrei mai immaginato un Napoli in B. Puntavo a battere il record di Juliano delle 500 presenze, avevo rifiutato negli anni precedenti tre offerte da Milan, Inter e Roma ma poi la società operò malissimo. Però non ci sono solo dolori, restano indimenticabili le vittorie contro le big".

Chi è stato il tuo scopritore?
"Il mister Sandro Abbondanza".

Come è nato il soprannome Batman?
"Dopo un Milan-Napoli terminato 0-0 dove parai un rigore a Baggio con un volo incredibile e a fine partita Raffaele Auriemma mi etichettò come il noto supereroe. Dopo qualche mese nacque la mia maglia di Batman".


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