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Coppa d'Africa all'insegna delle sorprese. La generazione di Drogba ha perso

a cura di Malù Mpasinkatu
06.02.2013 00.00 di Gaetano Mocciaro  Twitter:   articolo letto 27680 volte
© foto di Bianca Pasquinucci

Questa edizione della Coppa d'Africa è all'insegna delle sorprese. Partiamo dalle eliminate. C'è stata una débâcle del Maghreb che ha visto tutte le squadre eliminate al primo turno. Algeria, Marocco e Tunisia erano partite con grandi ambizioni, le loro stelle non hanno deluso ma allo stesso tempo non sono state in grado di far fare il salto di qualità. Penso a Barrada, che ha fatto assist e giocate oppure Fegouli dell'Algeria, che è stato la luce della squadra, ma da solo non poteva fare più di tanto. Il problema è stato dei collettivi di tutte e tre le squadre.

Per quanto riguarda le altre nazionali il mio Congo ha peccato di presunzione. La partita col Niger era da vincere per ottenere la qualificazione e invece è stata solo pareggiata. È mancato quel pizzico di umiltà mista all'esperienza della competizione. Note positive della selezione Mulumbu e Makiadi. Lo Zambia campione in carica è uscito al primo turno ma non è una sorpresa. La squadra è arrivata al torneo scarica e il fatto di dover ripetere il miracolo di un anno fa ha fatto arrivare i giocatori scarichi e i risultati si sono visti. L'eliminazione era nell'aria.

Passando alle sorprese in positivo: Capo Verde era considerata da molti una squadra di "bagnini" e ha dimostrato invece di essere una squadra di giocatori che sanno giocar bene a calcio. Sono arrivati alla partita contro il Ghana stanchi perché sono arrivati stanchi fisicamente e mentalmente. Complimenti all'Etiopia che a livello tattico è stata paradossalmente la migliore. E poi ha mostrato individualità interessanti come Said e Teshome. Applausi al Togo che nonostante tutto, senza Adebayor, è arrivato ai quarti in un girone difficile da passare. Ovviamente benissimo il Burkina Faso che con un mix di giocatori giovani con vecchi marpioni si trova a giocarsi la possibilità di finire sul podio e questo dimostra come il calcio africano in questo momento non abbia una leadership.

A conferma di ciò abbiamo assistito all'eliminazione inaspettata della Costa d'Avorio, che era la squadra maggiormente attrezzata per vincere la competizione. La generazione di Drogba, Kolo Toure, Zokora ha perso. Una squadra che anche a tratti non è parsa la solita Costa d'Avorio ma a livello di individualità aveva qualcosa in più. La squadra ha incontrato una Nigeria che partiva come una squadra qualunque col ct Keshi che ha preferito puntare sui giovani vedi Musa, Onazi, Igiebor. Questo risultato ha confermato come il calcio africano sia un calcio dove non sempre i valori tecnici vengono rispettati. Applausi al togo che nonostante tutto è arrivato ai quarti in un girone difficile da passare.

L'unica che ha mantenuto fede ai pronostici è il Ghana. Squadra costante e ribadisco quanto sia importante Badu, che in nazionale fa vedere cose che all'Udinese non fa vedere. Chiudo con un pensiero sul Mali, che è arrivata alle semifinali giocando d'esperienza, ma soprattutto col cuore, vista la guerra civile che sta devastando il Paese. I giocatori stanno provando a dare una gioia al popolo maliano e proveranno a regalare loro la Coppa d'Africa.

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