Un voto di piena sufficienza, un 6,5 che premia rigore aziendale, attenzione ai costi e investimenti pregiati. Per il Cagliari del presidente Massimo Cellino la pagella lusinghiera arriva da repubblica.it. Il sito del quotidiano conferma la virtuosità espressa anche dalla Covisoc, l’organo di controllo contabile della Figc: in viale La Playa si spende con oculatezza e si guarda al futuro.
Il club di Cellino, con sei milioni di euro al passivo (il doppio se si tiene conto dell’intera posta in gioco) in una stagione segnata da poderosi investimenti, si ritrova a ridosso delle big.
Un apprezzamento che fa il paio con classifica sontuosa, applausi per gioco e risultati, attenzioni. Infatti, pare sia tornato alla carica l’imprenditore italo-argentino Carlos Bulgheroni. Se anche fossero veri i suoi interessi per il Cagliari, è folle pensare che il patron voglia disfarsi del giocattolo.
Modello vincente. Con circa 19 milioni di budget dedicato agli stipendi, il club di Cellino ha inaugurato in Italia il salary cap. Il modello - adottato dagli Usa - è seguito anche da Lotito e, in parte, da altri presidenti. Cellino è stato attento a non sforare. Ha puntato sui giovani: da Pisano a Ragatzu fino a Gallon, il vivaio è doc. Ha costruito sulla credibilità con gli staff tecnici e medici, e soprattutto con i calciatori, la sua forza contrattuale. Al Cagliari - altrove si viaggia con mesi di ritardo - gli stipendi sono puntuali. Non è un dettaglio.
Campagna acquisti. E’ una stagione che dal punto di vista degli investimenti, per la società rossoblù rappresenta il culmine. Dall’aver puntato, e vinto, su Allegri (biennale che scade nel 2011) passando per tre rinnovi pesanti (Marchetti, Lazzari e Astori), acquisti impegnativi (Nenè, Dessena, Brkljaca, Matri, Agazzi, promettente portiere lasciato in prestito alla Triestina) e prestiti lussuosi (Lupatelli, Barone) il Cagliari ha scritto una pagina volta al futuro. Per repubblica.it il passivo che merita un plauso è di appena 6 milioni. Ma la cifra raddoppia se si tiene conto dell’intera partita estiva. Un discorso impegnativo che mette il Cagliari, assieme al Bari, tra le più virtuose della A, dopo Inter, Milan e Fiorentina. Una filosofia opposta, ad esempio, a quella del Parma, diretta concorrente per la salvezza.
Bulgheroni. Del magnate con interessi nel gas e nel petrolio che si interessa al Cagliari si parla nel 2008. I siti internet rilanciano un contatto, con l’editore Nicola Grauso che fa da intermediario, con Cellino. Il patron rossoblu pare intenzionato a cedere il timone. Ma l’idea di lasciare dura poco. E così, oltre a quella su Bulgheroni, presidente del gruppo Bridas e amministratore della Torno costruzioni, si chiudono tutte le voci sui probabili acquirenti del club: anche il terzetto di imprenditori locali formato da Porcedda, Cerina e Giannuzzi, si mette l’anima in pace.
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