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...con Ceravolo

"Giovinco da Barcellona. Perché no alla Juve? Guardate Balotelli. Del Piero, la società sa cosa fare"
09.04.2012 00.00 di Alessio Alaimo    articolo letto 5711 volte
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Prodotto del settore giovanile della Juventus, talento e fantasia. Tutto in centosessantaquattro centimetri. Sebastian Giovinco, la Formica Atomica, è entrato nelle mire del Barcellona. Della squadra più forte del mondo. Per lui, nella Juventus del futuro, pare non possa esserci spazio. A tal proposito TuttoMercatoWeb ha interpellato l'ex responsabile del settore giovanile bianconero, Franco Ceravolo, che ha apprezzato e aiutato l'attuale attaccante del Parma.

Ceravolo, il Barcellona vuole Giovinco.
"Sebastian è cresciuto tanto. L'ho trovato alla Juventus e visto crescere. Capello mi chiese di indicare alcuni giocatori da portare in Prima Squadra, feci i nomi di Marchisio, De Ceglie e lo stesso Giovinco. Il Barcellona come tante altre squadre in Europa è vigile, Sebastian si sta ritagliando un grande spazio nel nostro campionato e per come gioca Guardiola penso che si integrerebbe bene nel sistema blaugrana. Ma può far comodo a tutte le squadre di livello europeo, il calcio non è solo fisico".

Tutto chiaro, ma perché nel suo futuro non può esserci la Juventus?
"Quando sei in un settore giovanile emergere non è facile. Giovinco ha potenzialità, ma la Juventus nel suo ruolo coperto. Quando la squadra è andata in serie B parecchi ragazzi hanno avuto la possibilità di mettersi in vetrina e dimostrare il loro valore. Però le società non possono mica tenere tutti i giovani, vanno salvaguardati anche i bilanci. Dall'esterno posso solo fare i complimenti a Paratici, Marotta e Antonio Conte che stimo tantissimo come allenatore e scopritore di talenti. Poi se Giovinco andrà al Barcellona vorrà dire che Juventus e Parma avranno un ritorno economico. Anche Balotelli è andato via dall'Inter e la società ha tratto dei benefici sotto il profilo finanziario".

La sua idea su Del Piero? A fine anno dirà addio alla Juventus.
"Penso che la Juventus sappia il motivo per cui ha preso questa decisione. Ho avuto il piacere di conoscere Alessandro, è un grande professionista, una persona umile e generosa. Essere disponibile con la gente comune, dopo aver raggiunto certi livelli, non è facile. Lui invece ci riesce. Magari sembro di parte, ma Alessandro è un simbolo del calcio. Certo, vederlo con un'altra maglia in Italia, potrebbe dare fastidio ai tifosi della Juventus. Società e giocatore sanno cosa fare"

E il suo futuro? Perinetti pare destinato al Palermo.
"Ho un ottimo rapporto con Mezzaroma, è un presidente ambizioso. Sceglieranno loro. Con Giorgio ho un'amicizia fraterna, ma sono valutazioni che eventualmente spetteranno a lui e al Presidente. Io sono lieto di aver dato la mano a Mezzaroma, che è una persona per bene. Non so cosa farò in futuro. Ho avuto dei contatti anche con altre società, valuterò quando sarà. Io devo pensare a fare il mio lavoro e se mi sarà chiesto farò di tutto per dare una mano al Siena. Le scelte le farà chi di dovere. Non penso al futuro, anche perché sono sotto contratto con la società toscana".


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