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Il campionato ha infine due regine. Fiorentina, manca l'anima e quella al mercato non si trova. Qualcuno dia un bacio a Ranocchia!

Nato a Roma, ha vestito le maglie di Parma, Fiorentina, Lecce, Perugia, Reggiana, Roma e Nazionale italiana. Ha vinto una Coppa Italia con la Roma e una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa UEFA e una Coppa Italia, tutte col Parma.
04.02.2016 10.46 di Alberto Di Chiara   articolo letto 52491 volte

Il campionato equilibrato ed imprevedibile fino a qualche giornata fa, almeno per quanto riguarda la corsa scudetto, comincia a delineare una sorta di fuga a due.
Il Napoli e la Juventus, con una marcia inarrestabile, ne sono gli indiscutibili protagonisti. Il Napoli di Sarri fa sette vittorie consecutive, non accadeva da 28 anni, con Higuain ed Insigne assoluti protagonisti. La Juventus di Allegri, alla tredicesima vittoria consecutiva, conferma il suo stato di grazia anche se con qualche segno di stanchezza contro il Genoa. E dire che sono le due squadre che hanno operato meno in entrata nel mercato di gennaio. Forse perché avendo già fatto bene nel mercato estivo non avevano, come altri, motivo di intervenire. Ma anche perché credo che in questo mercato dei saldi, come l'ho già definito altre volte, c'era poco da scegliere qualitativamente parlando. C'è il rischio di prendere qualche cantonata pur di accontentare la piazza, vedi la Samp con Ranocchia... a proposito qualcuno gli dia un bacio per ritrasformarlo in un difensore vero. Quelli bravi costano e in Italia la disponibilità economica è limitata per molte società e per altre, come la Fiorentina, il rigore finanziario deve essere rispettato senza fare il passo più lungo della gamba.

Per i viola appunto serviva come il pane una vittoria in casa contro il Carpi, in primis per mantenere il terzo posto ma anche per prendere un po' di aria dopo le polemiche avvenute in settimana, riguardanti proprio lo scarso impegno economico da parte della società nell'intervenire in maniera qualitativamente più consona alla posizione che la squadra occupa in classifica. La vittoria è arrivata con grande fatica, proprio da un acquisto di gennaio. Il calcio è bello anche per questo. Il nervosismo nell'ambiente comunque è tangibile. Ma come è possibile che una società in salute, economicamente parlando, al terzo posto in classifica, riesca a creare malumore tra i propri tifosi? Possibile che la proprietà non si interroghi sul perché di tutto ciò? Non posso credere che possano rimanere indifferenti a quello che gli accade intorno. Quello che Firenze non sopporta, non è tanto il fatto che non tirino fuori più soldi del dovuto, ma è l'atteggiamento sbagliato nei confronti di una città e una tifoseria che ti ha seguito anche quando dovevi ritornare su dagli inferi da categorie inferiori. Manca la comunicazione. I conti tornano certo, ma le emozioni mancano, manca empatia, dialogo. Mancano all'interno della società uomini di calcio che possano trasmettere qualcosa, avere dialogo nei momenti difficili. Che sappiano entrare nelle vene della gente.

Il calcio, a differenza di altre aziende, necessita di emozioni. Sono parole già dette ma sempre vere. Poi la gestione di situazioni e di rapporti avvenute in questi anni legate al dirottamento aereo di Berbatov, alle denunce nel caso Salah, al caso Milinkovic-Savic, a quello di Joaquin ritornato a casa dopo la preparazione, alla gestione Prandelli, quella Montella, per passare a Neto, fino alle ultime gestioni di mercato Lopez-Mammana... Che dire, i Della Valle che sull'immagine hanno costruito un impero, si perdono in situazioni quasi demenziali. Peccato, perché ci sarebbero, mai come in questo campionato, le possibilità di togliersi qualche soddisfazione importante. Ci sarebbero tutti gli ingredienti, ma manca l'anima e quella purtroppo non si compra ne nel mercato estivo e nemmeno in quello di gennaio.

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