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Il tempismo è tutto: Fiorentina, Napoli e Roma lo hanno capito. E ora possono puntare molto, molto in alto

Nato a Roma, ha vestito le maglie di Parma, Fiorentina, Lecce, Perugia, Reggiana, Roma e Nazionale italiana. Ha vinto una Coppa Italia con la Roma e una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa UEFA e una Coppa Italia, tutte col Parma
23.10.2015 12.45 di Alberto Di Chiara   articolo letto 74931 volte

Che questo sia un campionato equilibrato, fino ad ora, non c'è ombra di dubbio. Non c'è un padrone assoluto, come è accaduto negli ultimi anni e questo consente a qualcuno di approfittare di questo vuoto di potere per provare a coronare un sogno che ora non sembra così impossibile. Un po' come Renzi in politica, si può approfittare della mancanza di personalità di spicco e di spessore nel quadro politico attuale, per far valere la propria personalità e sedersi sulla poltrona più alta e ambita. Ma parliamo di sport, anche se reputo il calcio giocato una vera e propria metafora della vita che viviamo quotidianamente. Il calcio è tutta una questione di tempistica, non è tanto l'essere più veloci di un altro o l'essere più forti fisicamente, bensì è il tempo di intervento sulla palla che decide chi la prende prima. Prendiamo ad esempio un grande giocatore dei miei tempi: Franco Baresi. Lui non era un giocatore veloce, ma arrivava sempre o quasi prima sul pallone rispetto agli avversari, perché anticipava i tempi di intervento intuendo dove il pallone sarebbe andato a finire. Insomma, la capacità di essere al posto giusto nel momento giusto, proprio come nella vita.

Ma torniamo a parlare di campionato. Non un torneo tecnicamente spettacolare, come ormai purtroppo ci ha abituati il calcio italiano in questi ultimi anni. Diciamo che non ci sono più grandi individualità. Per inteso, ci sono si dei bravissimi giocatori, ma non più quei fuoriclasse che possono risolverti la partita da un momento all'altro, come avveniva ai tempi di Maradona, Gullit, Van Basten, Zico, Platini ecc. Proprio per questo, le squadre, sempre composte da ottimi giocatori, ma ben organizzate e ben preparate fisicamente oltre che mentalmente, possono puntare alla poltrona più alta della classifica. Ad oggi, e forse è ancora presto per dirlo, Fiorentina, Napoli e Roma hanno dimostrato sul campo di avere le carte in regola per ambire a ciò. Sommando individualità tecniche non indifferenti, chi più chi meno, alla giusta mentalità, oltre che ad una organizzazione di gioco fatta di aggressività, possesso di palla e tempistica nei movimenti di tutti i reparti.

Torniamo a parlare di tempistica di gioco. Eh sì, l'aggressività e il pressing operato in ogni reparto, lo si deve effettuare all'unisono, tutti in sintonia senza discrepanze come se i giocatori fossero tutti legati da una corda o un filo immaginario che gli consente di tenere le distanze. Un po' come gli allenamenti che Sacchi ci faceva fare soprattutto nel reparto difensivo, attuando i movimenti e le scalature di marcature ai quattro difensori tutti collegati con delle corde: uno tirava l'altro negli spostamenti. Insomma, anche se con caratteristiche diverse, dopo otto giornate di campionato, le squadre che stanno dimostrando di avere il potenziale tecnico-tattico giusto per puntare in alto sono i viola, la Roma e il Napoli. Sono le tre che hanno incarnato al meglio la giusta mentalità, sfruttando, grazie ai propri tecnici, i punti di forza dei propri giocatori. Ma il campionato è ancora lungo, le sorprese sono sempre in agguato, nel calcio come nella vita. Sono sempre gli episodi ad essere determinanti. Ritorniamo alle metafore, ma è così. Un tiro che prende il palo e la palla va dentro rispetto ad un tiro che prende il palo e la palla non entra cambia completamente l'andamento della partita, proprio come nella vita. Organizzazione, mentalità, tecnica... questa è la formula, aggiungendoci un pizzico di fortuna che nel calcio come nella vita ci vuole sempre!

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