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7bello Juve ma a gennaio serve un difensore. Parma, cambia ora Donadoni. Conte, ti sei già arreso allo sponsor? Un invito alla Lega. Modena, problemi in campo ed al Comune

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983 è Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb. Vive e lavora a Milano dal 2004. mcriscitiello@sportitalia.com Twitter: MCriscitiello
10.11.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 46683 volte
© foto di Federico De Luca

Sembravamo la Liga, dove ogni tanto il Real Madrid ed il Barcellona macinano gol in 90 minuti. Solitamente, in Italia, almeno la faccia la salviamo. La Juventus brilla di luce propria e, soprattutto, dei suoi talenti. Rispetto ad un anno fa non sembra cambiato molto a Torino. In Europa si fa una fatica pazzesca, in serie A si passeggia, anche se Allegri quest'anno ha accusato due giri a vuoto: Genova e Reggio Emilia. Con il Parma è arrivata la conferma della forza degli attaccanti: doppiette per tutti, da Llorente a Tevez (straordinarioooo) fino a Morata che gioca poco ma segna tanto. La difesa ha retto, anche per l'inconsistenza del Parma, ma a gennaio, o al massimo in estate, Marotta e Paratici devono intervenire per rinforzare la retroguardia. Se uno tra Barzagli e Bonucci non sta bene le alternative non sono all'altezza e la scommessa Ogbonna è stata vinta solo a metà. Le prospettive erano eccezionali per l'ex difensore del Torino, il quale però non ha avuto una crescita esponenziale da meritarsi la maglia da titolare fisso e leader indiscusso. Sarà l'ennesima settimana di trattative per i rinnovi e il lavoro più duro è stato fatto. Resta da decidere il futuro di Giovinco, anche se l'indicazione è chiara: non rientra nei piani futuri. Andrea (D'Amico n.d.r.) fattene una ragione. Complimenti ad Allegri che, nonostante avesse tutto il popolo contro, ha saputo lavorare tappandosi le orecchie. I tifosi di Conte, poco alla volta, sono diminuiti. La gente non ha l'anello al naso e ha capito che questa Juventus aveva e ha grandi individualità. Allegri sta seguendo lo spartito, un lavoro che gli riesce bene. Non vuole stravolgere una squadra che vince perché non ce n'è bisogno. Al Milan ha pagato sulla sua pelle, prima errori suoi poi la mancanza di investimenti del suo club. A Torino deve continuare un ciclo e dovrà essere bravo, dal prossimo anno, a gestire il rinnovamento. Ogni anno questa Juventus ha bisogno, in estate, di un pezzo nuovo; a patto che sia da 90.
Un consiglio, anche se non ne ha bisogno, al mio amico Pietro Leonardi: Donadoni va cambiato e anche subito. Inutile aspettare due settimane. Il Parma deve sfruttare la sosta della prossima settimana per provare a ripartire. La vittoria con l'Inter aveva illuso un po' tutti ma quella più della vittoria del Parma fu la sconfitta dell'Inter. Donadoni ha attenuanti importanti: mercato al risparmio, tanti infortunati e la società in difficoltà economica. Da tempo, però, diciamo che con queste difficoltà un allenatore come Donadoni non è il meglio che si possa ottenere dal mercato. La sua personalità e il suo carattere ti fanno abbattere ancora di più, servirebbe un condottiero di maggior polso e influenza. Il Parma non può essere abbandonato e, soprattutto, umiliato così.
Mentre scrivo sono arrivate le convocazioni di Conte in Nazionale. L'uomo tutto d'un pezzo, colui che non deve chiedere mai e che si presentò in conferenza stampa dicendo "le convocazioni le decido solo io e mai gli sponsor" al terzo giro si è già inchinato. Dentro Balotelli ma anche El Shaarawy. Ma come, Don Anto', non eri quello che non si faceva imporre le convocazioni? Perché ridare l'azzurro a Balotelli? Ne avevamo davvero bisogno? L'Italia no, chi ti paga lo stipendio sì. Non meravigliamoci più di questo calcio ma neanche di Conte e delle sue frasi ad effetto. I proclami lasciano il tempo che trovano, servono i fatti e Conte viene smentito dopo circa 2-3 mesi di titoli ad effetto. La sua immagine la cura benissimo, la stampa gli è sempre favorevole ma dall'addio improvviso alla Juve dopo due giorni di ritiro alla precoce convocazione di Balotelli, il Conte nazionale rischia di perdere colpi e soprattutto stima.
Solo due righe per fare un appello alla Lega Calcio, al Presidente Beretta e al Direttore Brunelli: cortesemente, potreste evitare che le società facciano quel che vogliono con le maglie da indossare? Non ci riconosciamo più in questo calcio. Ad inizio anno pretendete le divise ufficiali in base ai colori sociali e non alle esigenze di marketing. Juventus-Parma era un pugno nell'occhio, oltre che nello stomaco di Ghirardi. Le bandiere in curva bianconere erano per la squadra in divisa poliziesca, i ducali gialloblù erano verde addirittura da farmi piangere: prima di gioia perché credevo che il mio Avellino fosse ritornato in serie A, in un colpo solo dopo la vittoria di Modena, e poi di disperazione perché preferisco restare in B che prendere 7 pappine. A Roma la Curva sventola bandiere giallorosse, Totti e compagni sono in divisa nera. Certo snellisce ma preferiamo la classica. Basta! Abbiamo una crisi di identità. Salviamo solo il gessato dell'Inter. Anche perché qualcosa dobbiamo salvare per forza in questa squadra.
In chiusura pillole di B e Lega Pro, un appuntamento che ormai stiamo facendo diventare quasi fisso.
Il piattino che stanno servendo a Tesser a Terni è disgustoso, così come il gol preso contro l'Entella. Io e Attilio ci sentiamo frequentemente e, probabilmente, sente più me che il suo Direttore Cozzella, vero guaio della Ternana in una società dove la proprietà è sempre più distante e i guai del Direttore si ripercuotono su squadra e allenatore. Ancora tanti complimenti a Rastelli e all'Avellino che vincono, a Modena, senza 7 titolari. Il Carpi ci fa impazzire, speriamo duri. Il Latina è messo male, imbarazzante. Il Crotone paga il non mercato estivo e la presunzione di Vrenna mentre il caos totale è a Modena. Caliendo ha gettato a mare, in pochi mesi, l'ottimo lavoro svolto dietro le quinte da Beppe Cannella. In società ha messo tutto il suo albero genealogico, a Novellino ha consegnato una squadra non adeguata e il risultato sul campo è figlio della cattiva gestione societaria. Di questo passo il Modena non ha un presente ma soprattutto un futuro. Il Sindaco di Modena, invece, dovrebbe dare delle risposte alla comunità visto che la res pubblica è più importante della squadra di calcio. A che punto è Caliendo con il pagamento del mutuo dello stadio? Perché il Sassuolo è fuggito? Perché a questa società il Comune dovrebbe concedere delle agevolazioni sui pagamenti? Nessuno ha obbligato Caliendo a diventare proprietario di una società di serie B. Poteva tranquillamente continuare a vivere nella splendida Montecarlo e a fare quello che gli riusciva meglio: il procuratore! In C, il Benevento legittima il primato, la Salernitana non molla e tifiamo tutti per Armandino. Nel girone A, il Bassano prova la fuga ma il Real Vicenza è una bella e piacevole conferma. Onore a Pea e ai calciatori del Monza che, nonostante le sciagure societarie, onorano la stagione. Almeno fino a gennaio quando è annunciata la fuga dalla Brianza.
Buona settimana...

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