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Editoriale

A gennaio altra invasione di stranieri, ma perché? Servirebbero le scuse a Benitez...

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
12.11.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli  articolo letto 26269 volte
© foto di Federico De Luca

Sono oltremodo preoccupato. Non per il maltempo (anche) ma per la prossima finestra di mercato. Mentre tutti, il nostro Ct Conte in testa, si affannano a ribadire come sarebbe vitale dare più spazio a giocatori di patria italiana, sento miriadi di nomi stranieri pronti ad invadere la nostra serie A. Inter, Milan, Roma, Napoli, Juventus, tutte sono già al lavoro per strappare il giovane talento estero o il "bollito" campione che vuole sperimentare, prima della pensione, il nostro scalcinato campionato. La domanda è d'obbligo: ma perché? Onestamente fatico a darmi e darvi una risposta sensata. Ultimamente mi sto appassionando al campionato Primavera e, ve lo assicuro, ne vedo parecchi di giovincelli che, se ben pungolati, potrebbero far bene anche in Serie A (soprattutto quella di adesso, decisamente di bassissimo livello). E allora perché svenarsi per campioncini nati fuori dal Bel Paese? Mi pare che tutti stiano seguendo il sogno Pogba. La Juventus, con il francese, ha fatto il colpaccio. Lo ha pagato zero e ora vale un fottio di milioni. Ma per un Pogba preso ci sono tantissimi Alhassan o Saviola (non me ne vogliano i due diretti interessati, ho nominato i primi due che mi sono venuti in mente come rappresentanti di news e old generation estera) che non hanno, diciamo così, lasciato il segno. Mentre, lato azzurro, quando si decide di investire veramente sui giovani, i risultati non sono poi tanto male, come ci dimostrano nomi nuovi come Coda, Bonazzoli, Romagnoli e tanti altri. E allora, su dai, proviamo a rischiare un po', no? Penso al Milan. Kramaric e Suso per gennaio? Ma anche no, due della Primavera che fu di Inzaghi no? Stesso discorso vale per le altre big italiane. Ripeto, sono preoccupato... Passiamo ora ad un altro "caso scottante". Benitez. Per settimane ho assistito ad un impietoso attacco nei confronti dello spagnolo. In un amen sembrava che Rafa fosse diventato un incapace totale. I mali del Napoli erano tutti colpa sua e delle sue troppo rigide certezze tattiche. Adesso, d'improvviso, Rafa è tornato genio assoluto. Ragazzi, basta (e mi ci metto pure io). Smettiamola di giudicare un calciatore per uno stop sbagliato e un allenatore per un cambio non indovinato. Il Napoli era forte prima e lo è adesso, così come Benitez è un grande allenatore, a prescindere dai risultati che conseguirà in questa e nelle prossime stagioni. Quando uno ha vinto tanto, non può esserci riuscito per caso. Questa è l'unica verità che vale per il mondo allenatori. Guardate Allegri. Ha vinto con il Milan, eppure ha dovuto aspettare mesi per ricevere i complimenti della piazza. Non va bene. Dovremmo avere più pazienza e giudicare l'operato di chiunque al termine della stagione e non dopo ogni 10' di partita. Mal costume nostro? Sì, purtroppo sì. Tanti dicono: "E' il mestiere dell'allenatore, sanno i rischi a cui vanno incontro". No, sbagliato. L'allenatore, per definizione, è uno che allena i giocatori. Per noi, invece, sono o santi o boia, dipende da che momento accendiamo la TV...

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