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Editoriale

A Milano si indaga su una pericolosa baby gang. Rizzoli? Vado controcorrente. Samp, Osti se non l'hai capito te lo spiego io. Rivelazioni su Tavecchio: la banana era l'ultimo dei problemi

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
24.10.2016 13.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 77319 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Solitamente il week end di calcio lo preferisco trascorrere negli stadi di B, Lega Pro, serie D e vedere in tv la Primavera e la serie A. Questo week end, invece, tra Novara-Avellino e un po' di serie D, mi sono dato alla pazza gioia di San Siro. Tanta gente, mille ore per uscire, una gran confusione; diciamo che vedere, da tifoso, una partita così è spettacolare, ma se non tifi per nessuna puoi pensare "ma chi me l'ha fatto fare". Sabato, invece, ne è valsa la pena. Se un americano fosse andato a San Siro, non avrebbe trovato nulla in meno rispetto agli spettacoli di Nba e Mlb. Stadio stragremito, organizzazione perfetta e partita bella e ricca di intensità. Merito del Milan, non della Juventus che - da favorita indiscussa del campionato - ha fatto un bel giro palla, un gol su punizione (ne parleremo tra poco) e niente di più. Le pagelle di alcuni colleghi, non giudico ma analizzo, fanno sorridere. Locatelli migliore in campo. Mah. Non confondiamo le due cose: Locatelli ha fatto un gol pazzesco, Locatelli ha deciso il match, Locatelli ha dimostrato di avere grandissima personalità ma certamente non è stato il migliore in campo. Se non avesse fatto l'eurogol avrebbe raggiunto a fatica la sufficienza per 2-3 palloni velenosi persi davanti alla difesa che stavano per far venire un attacco di colite a Montella. Chiusa la parentesi delle pagelle, c'è da dire grazie al Milan. Ha regalato una notte da Milan ai milanisti e ha ridato la speranza anche a chi (Napoli, Roma e lo stesso Milan) una speranza difficilmente potrà portarla avanti a lungo. Mi spiego: la Juventus è partita male in questo campionato e non brilla per come dovrebbe, dopo il mercato faraonico della scorsa estate, ma il campo conferma quanto vi dicevamo a fine agosto. La Juventus si è dimenticata di sostituire Pogba. Il centrocampo di Allegri non è messo bene e andavano fatti investimenti diversi. La vera notizia è, però, che a Milano gira indisturbata una baby gang pericolosa. Il ragazzino del '98 in mezzo al campo ha grande personalità e tira delle mine negli incroci dei pali ai limiti della legalità. Se passa un vigile gli toglie il pallone e glielo sequestra a vita. Quel biondino lì pensa di essere a casa sua e di sparare pallonate in faccia al dio della porta. Roba da altri mondi. Il ragazzino ricciolino, lo scorso anno giocava in Primavera e quando trasmettevamo le partite su Sportitalia sembrava giocasse ad un altro sport. Una gazzella a centrocampo. Per fortuna che il Milan è andato in crisi economica, altrimenti a quel bambinetto neanche maglietta e pantaloncini gli avrebbero dato. Poi c'è quello ancora più piccolo che si permette di volare da un palo all'altro e non ha neanche la patente, se volesse invitare una fidanzatina a cinema a vedere un film di Natale. Deve andare in motorino, in attesa di compiere i 18 anni. Quel ragazzo così grosso ma così piccolo, se ci pensate, la domenica sera non lo fanno neanche entrare all'Hollywood. I compagni organizzano la serata, lui deve restare fuori perché è minorenne. Resta fuori e sta zitto. Non può andare a casa in auto e, quasi quasi, quando c'è il bollino rosso sui film deve essere accompagnato dai genitori. Non può, per ora, godere di tutte le cose normali di cui godiamo noi comuni mortali ma può godere davanti a 80.000 persone che urlano il suo cognome perché ha regalato un'impresa alla sua squadra. Vive il presente e sogna il futuro. Questa baby gang che potrebbe ampliarsi maggiormente perché in giro c'è tanta gente come Donna e Loca. E poi diciamocela tutta: Galliani ci starà anche poco simpatico, però, vedere a fine partita un dirigente esultare con quella voglia di vittoria dopo 30 anni, dopo aver vinto tutto al mondo e dopo aver saputo che tra un mese c'è il closing per la trattativa con i cinesi un po' ci fa rappacificare con il personaggio. Siccome tutti hanno detto la loro su Nicola Rizzoli, una la dico anche io. Tanto la democrazia a questo serve. Tanti fessi insieme che parlano. Sparare su Rizzoli fa notizia, sparare su un assistente, di cui molti non conoscono neanche il nome, o sull'addizionale Massa non ha fa notizia. Vuoi mettere in prima pagina dopo un Milan-Juve? "I disastri di Rizzoli" con "Cariolato induce Rizzoli all'errore" o meglio ancora "Gli addizionali servono solo a creare confusione e a buttare più soldi". Io ero a San Siro e non alla tv, come solitamente faccio sul divano di casa mia per seguire la serie A. Ho notato subito i movimenti dell'arbitro. Ho controllato come si muoveva e cosa faceva. Rizzoli ha assegnato subito il gol, mano rivolta a centrocampo e amici come prima. Poi qualcuno gli avrà parlato in auricolare, i giocatori del Milan hanno protestato, l'assistente chissà cosa gli avrà detto e il pubblico di San Siro che si scalda come un'Arena. Sicuramente sarà sbagliata la mia interpretazione ma credo sia andata così: Rizzoli assegna, Cariolato lo chiama ed evidenzia un presunto fuorigioco, in cuffia Massa mette il carico da mille e Rizzoli, troppo umile anche se è il migliore del mondo nel suo mestiere, si è fidato di due collaboratori e non della sua lettura. Rizzoli ha poche colpe. Le colpe sono di chi per buttare via milioni di euro mette gli arbitri (che fanno solo danni) anche all'entrata degli spogliatoi. Rizzoli è l'unico che parla con i calciatori con educazione e senza presunzione né arroganza. L'unico, anche sabato, a far giocare a calcio perché è dotato di buon senso. Ad esempio c'erano due palloni in campo, ad un certo punto, e ha gestito bene l'azione che partiva da Buffon senza interrompere il gioco. Da questi particolari si giudica un grande arbitro. La distribuzione dei cartellini è stata perfetta e anche la gestione della gara. Se poi nelle orecchie gli mettete gli imbranati, puoi chiamarti Rizzoli, Collina o Rosetti l'errore lo commetti. Ai tempi di Collina comandava Collina, ai tempi di Rosetti comandava Rosetti, ai tempi di Rizzoli tra poco in cuffia gli mettono anche la mia telecronaca dalla tribuna per fargli perdere ulteriormente la testa. Finitela e rivedete il modello arbitrale. Vi ribadisco, per chi segue solo Milan-Juve, che in serie D, ad una partita del Nord viene sempre mandato un arbitro del profondo Sud. Che significato ha? Buttare via soldi e non fare economia del sistema, quando poi ai club non viene distribuito neanche un euro dalla ricca Lega.
Complimenti alla Sampdoria per la vittoria del derby, potremmo fare una battuta: si vede la mano di Pradè. Ovviamente è una battuta ma ci leghiamo ad una sciocchezza per entrare nel merito della verità. Carlo Osti è convinto di restare Direttore Sportivo della Sampdoria, gli hanno detto che la figura di Pradè non sarà assolutamente sostitutiva al suo ruolo ma complementare. Pradè arriva perché probabilmente l'Avvocato Romei cambierà ruolo o avrà incarichi più prestigiosi. Premesso che Romei merita ruoli e palcoscenici più importanti, a Carletto va detta la verità: gliela spiego io. Ti hanno già fatto fuori! Alla Sampdoria Pradè ha preso il tuo posto. A campionato in corso e a mercato chiuso non si può sostituire il Direttore Sportivo ma alla Samp stanno facendo quello che hanno fatto due anni fa all'Atalanta durante il periodo di convivenza Sartori-Marino. Uno dei due è di troppo. E se Pradè è appena arrivato chi è di troppo, Carletto? I problemi di Osti sono due: il suo Santo in Paradiso a Roma non c'è più e in questi anni il suo dire sempre "Sì, signore" non l'ha portato da nessuna parte. Ha un contratto e la Samp vuole che sia lui ad andare via. A Genova per lui non c'è più spazio. Inizia l'era Pradè che sicuramente, rispetto a Osti, potrà dare un contributo maggiore e diverso in termini di esperienza e qualità.
L'argomento più delicato lo teniamo alla fine. Con questi missili ho scoperto che Belpietro ha fondato un giornale che si chiama "La Verità". Sono partiti missili terra-aria nei confronti del numero 1 della Figc, Carlo Tavecchio. La redazione di Sportitalia ha contattato Giacomo Amadori, giornalista che sta tirando fuori cose indecenti e lo ha invitato a partecipare ad una trasmissione in settimana. Scrive e prova cosa inaudite per un Presidente Federale. Cose da fare un baffo anche al miglior Blatter. Ovviamente Tavecchio ha querelato, ma essendo il Presidente della Figc gli chiediamo che dimostri con i fatti che i fatti (voluto gioco di parole) testimoniati da Amadori sono frutto della fantasia dell'autore. L'inchiesta è troppo dettagliata, fa nomi e cognomi, parla di conti e cifre. Questo è il giornalismo che ci piace e la cosa che fa riflettere è che a tirare fuori queste notizie non sia un giornale sportivo ma un giornale appena nato. Quando sono due anni che Tavecchio lo crocifiggiamo solo per la famosa banana di Opti Pobà, ultimo dei mali. A quanto pare. L'inchiesta torna indietro di 17 anni. Tavecchio era Presidente della Lega dilettanti. In sintesi Tavecchio fa fuori la vecchia agenzia assicurativa della LND, la Reale Mutua assicurazioni. L'anno dopo la Lega indice una gara per stipulazione di una nuova polizza e alla fine vince una società della banca Carige, a cui Di Cola aveva fatto da broker. Nel pezzo la figura di Di Cola è fondamentale. Ex arbitro che gestisce e porta i soldi delle assicurazioni dei dilettanti in paradisi fiscali. Le provvigioni sono di 6,6 miliardi di lire. Altri 1,85 miliardi di lire finiscono ad una società offshore, la Regalpart limited. Questo è un copia e incolla del pezzo pubblicato da Amadori. Noi non sappiamo se sia frutto della verità o della fantasia. Stiamo facendo rassegna stampa. Certo che ci vuole una bella fantasia a scrivere nomi, numeri e fatti così precisi. Dal canto nostro ci aspettiamo solo chiarezza da Tavecchio che sicuramente saprà dare, in fretta, le risposte giuste a questo scandalo che - se confermato - sarebbe da intervento non solo della Guardia di Finanza ma anche della Fifa dell'amico Infantino. Accuse gravissime al sistema calcio. Fa specie che ad occuparsene sia solo il giornale di Belpietro appena nato. Vogliamo capirci di più. Per ora possiamo solo complimentarci con Amadori per aver svolto la professione di giornalista. Se non dovessero essere confermate queste notizie ci complimenteremmo comunque con Amadori, per aver svolto la professione di regista cinematografico per un nuovo thriller in tutte le sale italiane.

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