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Editoriale

Alla Juve serviva un trequartista, non Rincon. La Roma con Pellegrini migliora, ma le opzioni di controriscatto devono valere sempre. Mercato soporifero, mentre in Cina si scatenano le spese pazze. Chi si prende Zaza?

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
30.12.2016 09.43 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 76146 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Sono le 20.24 di questo giovedì sera, dopo una giornata di mercato alquanto fiacca. Pochi abboccamenti, qualche trattativa già intavolata da giorni e conclusa nelle ultime ore, per il resto movimento strisciante, fatto più al cellulare che non negli hotel milanesi, luogo di ritrovo (una volta) di chi voleva davvero chiudere trattative. Certo, si può eccepire che ci sono le ferie un po' per tutti, un mercato di gennaio ancora in cantiere e la Serie B aperta fino a oggi. Che è pur sempre riparazione e non di costruzione, quasi per chiunque. E allora via libera a Felipe Melo, che all'Inter certo non serviva più molto - voluto fortemente da Roberto Mancini - e dentro Lucas Leiva, possibile l'alter ego di Medel in una difesa a tre, considerato che al Liverpool ha giocato solo lì, ultimamente. Fuori Iturbe dalla Roma - finirà al Torino, ma non è ancora ufficiale, lo diventerà - mentre un colpetto si deve aspettare: non sarà Lorenzo Pellegrini, almeno per il momento, perché il Sassuolo è in difficoltà e non ha necessità di monetizzare quanto di fare punti. C'è un errore, nella lungimirante gestione dei prestiti giallorossi, quando puoi diventano riscatti da parte dei club: il controriscatto dovrebbe valere sempre, a una cifra già fissata, così da evitare problemi e grattacapi. Così Pellegrini arriverebbe subito e la Roma potrebbe avere un'alternativa di qualità assoluta per il proprio centrocampo senza dovere ricorrere a toppe.

E non sarà neppure Rincon, arrivato ieri mattina al J-Medical per le visite, passate brillantemente per il miglior giocatore della scorsa Copa America. Valutazione da circa 10 milioni di euro, un acquisto interessante ma forse quasi di troppo. Perché - e vuol essere una provocazione - Rincon è come Padoin qualche anno fa: buon giocatore, adatto a diventare un comprimario ma non il titolare assoluto di una casacca. Dove c'era Vidal non puoi mettere Rincon, almeno non con costanza. Sarà una buonissima alternativa che, in questo momento, mancava alla Juventus perché capace di giocare sia da mezz'ala che da incontrista, ma non è quello che serviva. Perché i bianconeri sono alla ricerca di un trequartista da tempo immemore, perché Allegri giocherebbe così - sempre che ci sia la possibilità - e nemmeno Pjanic può considerarsi così. Il tridente può essere una bella soluzione, anche vintage, in ricordo dei tempi di Del Piero (Dybala), Ravanelli (Mandzukic) e Vialli (Higuain). A parte le querele che potrebbero partire - confidando nel buon cuore di chi può sentirsi insultato, da un lato o dall'altro - è chiaro che Marotta giochi alla volpe e l'uva con Draxler, soprattutto quando arriva il Paris Saint Germain che con 45 milioni di euro chiude l'operazione. È mercato di riparazione, ben venga Rincon, mica uno che ti sconquassi gli equilibri. Allegri invece dopo la Supercoppa sta pensando di cambiare, anche per una questione ambientale: la Juventus fra poco sarà una squadra che dovrà vincere la Champions, con tutte le pressioni che ciò comporta. Può essere una sfida affascinante, ma non è semplice pensare di doversi imporre sempre e comunque.

Il Napoli dopo Pavoletti dovrà cedere Gabbiadini, quindi niente Zaza. L'ex Juventus dovrà trovarsi una sistemazione, in Premier League oramai è bruciato e il West Ham non ha nessuna intenzione di riscattarlo. Il Valencia di Prandelli vorrebbe portarlo nella Liga, ma in Serie A servirebbe a più di qualche squadra, anche per rilanciarsi in un mercato che, giocoforza, lo rivedrà da protagonista. Così la provocazione può essere che finisca in una squadra di medio alto livello, ben sapendo che la Juventus non rinforzerà un club di primissimo piano. Niente Roma, quindi, ma nemmeno Inter e Milan. Possibile la Fiorentina, dovesse andare via Kalinic, ma sarebbe perfetto in un club come l'Atalanta: ottimi rapporti con i bianconeri, Gagliardini in ballo - dopo Caldara - ha già giocato nella Primavera e, in caso di stagione super, anche la possibilità di guadagnarsi nazionale e un'altra chance in un grandissimo club. Zaza è l'identikit perfetto per un'Atalanta che cederà Pinilla e, forse, Paloschi: uno sforzo per una città che sogna l'Europa andrebbe fatto, ben sapendo che le offerte per Kessie e Gagliardini, in estate, saranno fantasmagoriche.

Il mercato sonnecchiante riporta il Milan che cede Luiz Adriano, in Russia, forse Niang - non si sa dove, Premier League o Italia? - e blinda Bonaventura. Non ancora Donnarumma, che aspetta il closing, mentre la Lazio può consolarsi con Paloschi e probabilmente Sportiello, due che potrebbero rilanciarsi anche bene. Per la Fiorentina dipenderà da Kalinic: ecco, il terremoto rischia di arrivare dalla Cina, dove i soldi ci sono - e pure parecchi - per pagare cartellini e soprattutto stipendi. Ecco, sono le 20.52, in questi 28 minuti Tevez ha guadagnato 2199 euro e 12 centesimi. Beato lui.

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