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Allarme Milan: Inzaghi cambia e prepara il 4-2-3-1 dopo il richiamo di Berlusconi. Juve, Mata o Pastore per gennaio. Inter, Thohir promette Lavezzi. Fiorentina, piace Di Francesco

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
26.09.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 38571 volte
© foto di Federico De Luca

Quelli che guardano solo la classifica e di calcio sanno poco, avevano già scritto che il Milan era da scudetto dopo le prime due giornate e i sei punti conquistati. Fesserie. I rossoneri sono semplicemente una squadra in ricostruzione dopo un anno disastroso, per di più con un allenatore giovane che è bravo, ma manca di esperienza.

Quindi, altro che scudetto o Champions, il Milan ha molti problemi da risolvere e dirà pur qualcosa un dato allarmante: era dal 1983-84 che i rossoneri non prendevano così tanti gol nelle prime quattro giornate di campionato. Allora furono dieci e resta il record, ma quest'anno sono già otto, due a partita, una enormità.

Ma quelli che vedono solo i numeri e non capiscono di calcio, diranno che è colpa della difesa, che i difensori sono scarsi e storie del genere. Altre fesserie.

Il problema del Milan è il centrocampo, il vero reparto scarso numericamente e come qualità, è proprio quello centrale che conta di tre giocatori che sanno rompere il gioco (De Jong, Muntari, Essien) più Poli e il giovane spaesato olandese Van Ginkel. Montolivo tornerà (se va bene) a fine anno.

Un centrocampo così poco assortito, senza un uomo-squadra, con poca qualità nel far ripartire l'azione, fatica a stare alto, si schiaccia a ridosso della difesa e non fa filtro. E' questo il vero motivo dei tanti gol presi ai quali va aggiunto anche lo scarso apporto degli attaccanti in fase di pressing.

Berlusconi è stato chiaro, in una società tutti devono lavorare assieme e anche la formazione non può essere un'esclusiva dell'allenatore, certe scelte vanno condivise. Il presidente non è contento per come giocano i rossoneri, non riescono a imporre il gioco, non fanno quello spettacolo che a lui piace, mentre i giocatori d'attacco ci sarebbero. Il suo orrore è scattato nel vedere contro la Juve una squadra fatta di mezze punte senza un attaccante vero. E non ha torto.

Che fare allora quando ci sono tante mezze punte e attaccanti e pochi centrocampisti? Cambiare modulo e proprio per questo motivo, Inzaghi sta preparando una rivoluzione.

Il tecnico sta lavorando sul 4-2-3-1 che, secondo i piani, potrebbe consentire un migliore equilibrio con una protezione maggiore alla difesa. A centrocampo la coppia ideale dovrebbe essere De Jong-Muntari con l'alternativa Poli, mentre dietro Torres unica punta, dovrebbero giocare sulla destra Honda, al centro Menez o El Shaarawy e sulla sinistra Bonaventura. Soprattutto da quest'ultimo Inzaghi si aspetta molto. L'ex atalantino ha personalità, sull'esterno attacca, ma sa anche dare una forte mano a centrocampo. Con questo modulo abbassando i due esterni in fase difensiva, si ottiene un 4-4-1-1 che consente una migliore copertura del campo e degli spazi.

Per il Milan una autentica novità che dovrebbe essere varata quanto prima con l'avallo del presidente.

Se la passa meglio l'Inter che svuotato lo spogliatoio dagli ingombranti eroi argentini del triplete, consente a Mazzarri di lavorare con un gruppo che sente più suo.

Thohir è soddisfatto, ha speso poco e i risultati sono ottimi. Soprattutto l'Inter dimostra una buona solidità e ha davanti tre giocatori offensivi di grande potenzialità con Icardi, Palacio e Osvaldo. A centrocampo c'è da sistemare la convivenza tra Hernanes e Kovacic, ma quando il brasiliano sarà in forma tutti i problemi svaniranno.

E' talmente contento il magnate indonesiano che ha promesso un regalo a Mazzarri. Se a gennaio l'Inter sarà in buona posizione di classifica, la terza forza del campionato dopo Juve e Roma, Thohir farà di tutto per rientrare sul mercato e potenziare la squadra perché il terzo posto e quindi la Champions, è un grande obiettivo. Riavere l'Inter nell'Europa che conta sarebbe anche un affare economico per la sua immagine internazionale e per il merchandising nel sud est asiatico e non solo. Quindi un investimento si farà e Mazzarri punta sempre l'obiettivo su Lavezzi, un uomo capace di portare fantasia e quantità, in grado di saltare l'uomo per dare imprevedibilità a una squadra che ha bisogno soltanto di una scintilla in più.

Grandi movimenti anche per Marotta che è sempre sul mercato. Ora ha messo nel mirino l'attaccante Gignac dell'Olimpique di Marsiglia, 29 anni, capocannoniere del campionato francese, con il quale ci sarebbe già un accordo per la prossima stagione. Gignac è in scadenza e l'operazione a parametro zero piace molto. Gignac non è un campione, ma un uomo esperto e di grande affidabilità, in grado di aumentare il peso in zona gol.

Ma si cerca soprattutto un trequartista di fantasia, un giocatore che consenta ad Allegri di cambiare modulo in certe occasioni e di passare al 4-3-1-2 che ha sempre preferito.

E' chiaro che oggi l'efficacia della Juve è la coda del lavoro di Conte e Allegri è stato intelligente a non cambiare l'assetto alla squadra, ma ogni allenatore vede il suo calcio e con il tempo anche all'ex milanista piacerebbe far diventare più sua la Juve.

In organico però, i trequartisti non ci sono. Si potrebbero adattare Giovinco o Tevez, ma sono più attaccanti. Ecco allora il pensiero che corre a Mata del Manchester. Lo spagnolo, 26 anni, è il profilo ideale. Non lega con Van Gaal, ha già fatto sapere di essere pronto per un'esperienza in Italia. L'affare potrebbe chiudersi a gennaio, ma è chiaro che quando ti avvicini al Manchester, loro butteranno sul piatto un'opzione su Pogba o l'ipotesi di ingaggio di Vidal l'anno prossimo. La Juve è pronta a parlare.

Un altro obiettivo è Pastore, un giocatore che è sempre piaciuto ad Allegri (lo voleva anche al Milan) che potrebbe utilizzarlo sia come trequartista, ma soprattutto come esterno nel tridente. Anche Pastore gioca poco nel Psg, ma si tratta di capire quando reggerà Blanc. La Juve, comunque, è in agguato, mentre tiene sempre banco la vicenda Rabiot anche se li pista è complicata per l'inserimento della Roma.

Per la serie il mercato non si ferma mai, la Fiorentina sta osservando attentamente, ma non da oggi, il lavoro dell'allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco.

Il problema non è Montella che ha il contratto e la panchina (per ora) solida, ma siccome nel calcio è bene farsi trovare sempre pronti, qualora a giugno Fiorentina e Montella decidessero di separarsi, Di Francesco ha il profilo giusto per la società viola. Situazione da tenere d'occhio.

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