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Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

TMW Mob
Editoriale

Allarme rossonero: il Milan cambia tutto, prende il bomber ma riflette seriamente su Inzaghi. Inter e l'improvvisa "morattite" di Thohir (un altro colpo per Mancini!). Spesa Juve: quel che so di Balo e Mkhitaryan

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
13.01.2015 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 81098 volte
© foto di Federico De Luca

Come ben sapete Cristiano Ronaldo è innamorato della mamma. Cioè, appena può la ospita a Madrid con gran gioia di Irina a cui istantaneamente viene la pellagra. Sapete anche del terzo Pallone d'Oro dal manzo portoghese, vinto in contemporanea all'altra premiazione, quella che ha decretato Messi trionfatore indiscusso per il nono anno consecutivo al concorso "Vestito Brutto d'Oro 2014". Mi immagino la signora Ronalda al ritorno del figlio a casa. Signora Ronalda: "Ascolta figliolo, 'sti maledetti Palloni d'Oro non so più dove metterli, portano via un sacco di spazio e poi lo sanno tutti che son di finto oro. Non potevi lasciarlo a quello là, al tedesco pacioccone? Ah, comunque dì a Irina che stasera ho fatto i Sofficini col purè e che non rompesse le scatole. Se non le piacciono vada pure fuori dalle balle: lei, il Pallone di finto oro e quella forma di Reggiano che ti ha regalato il cicciabomba Ancelotti". In ogni caso io, nei panni di Ronaldo, avrei regalato il trofeo a Jonathan che poi è il mio preferito. Ah, Johnny, chissà se il Mancio ti darà un'occasione…

Bando alle ciance, passiamo alle cose semiserie. E cioè al calcio.
La tiritera di Seedorf che ha messo insieme 35 punti in un girone con un Milan non suo, mentre Inzaghi appena 29 ma solo se batte l'Atalanta domenica prossima, la conoscete già. Sapete anche come è andata a finire a suo tempo: olandese cacciato perché si faceva portare gli ovetti sodi in camera (buonissimi, beato lui), si sparava le pose tipo Valeria Marini quando improvvisò un tango bestiale a Ballando con le Stelle, ed era brutto, cattivo oltreché gran visir di tutti i culoni. Al suo posto 'o mago Pippo, colui che ha vinto il Viareggio con i ragazzini neanche fosse un novello Capitan Findus, non ha mai avuto problemi di gnagna (il che lo rende ancor più intrigante e arricchisce il curriculum), Allegri a parte va d'accordo con tutti, agli ovetti preferisce la bresaola che fa bene alla salute e, soprattutto, è stato baciato dal dio della lavagnetta.
Il risultato di cotanta scelta è sconfortante. Da una parte c'era un tecnico detestato dalle maestranze e da buona parte dello spogliatoio che però aveva un'ambizione: costruire un Milan degno di cotanto nome. Voleva il preparatore per i portieri, quello per i difensori, quello per i centrocampisti, quello per gli attaccanti, il parrucchiere per El Shaarawy, l'insegnante di scuola guida per Niang, voleva Stam, Crespo, Davids, avrebbe smantellato la vecchia rosa, preteso altri giocatori, probabilmente avrebbe insistito con gli ovetti in camera che tanto gli piacciono, avrebbe tra l'altro preteso ciabatte in quantità (le adora) e due o tre panchine rialzate. Tutto questo perché era un po' strampalato e certamente visionario. Sarebbe stato un Mancini un po' snob, insomma, ovviamente senza l'esperienza del pettinatissimo, ma con le medesime idee chiare: "Se si vuole stare lassù bisogna stravolgere, altrimenti colcaiser vado in conferenza a dire che va tutto bene e che Niang è un grande bomberone". Berlusconi c'aveva visto giusto, probabilmente gli avrebbe anche dato parte del grano necessario per costruire il "suo" Milan, solo che a un bel punto ha cambiato idea spaventato dal fatto che 5 o 6 giocatori dalle dubbie doti tecnico-tattiche iniziarono a dire "con quello lì non andremo da nessuna parte".
Il repulisti ha portato a Torino-Milan 1-1, ovvero al punto più basso della storia recente dei rossoneri. È vero, tutti quanti vogliono bene a Inzaghi che è un po' il Garrone tra i tecnici di serie A: lo apprezzano in società, nello spogliatoio, gli vogliono bene i tifosi e anche gran parte della stampa. È, insomma, l'anti-Seedorf per eccellenza. Solo che qui non siamo a Miss Italia, qui si tratta di far vedere se si dispone di coraggio e competenze per guidare un gruppo di giocatori mediamente bravi, ragazzi che singolarmente hanno anche un senso, ma messi insieme a 11 per volta paiono elettroni impazziti.
E arriva il momento delle domande retoriche. Domanda: una squadra che non contempla l'utilizzo di una vera punta può raggiungere il terzo posto? Risposta: no. Solo il Barcellona di Pep giocava in siffatto modo, ma perché a centrocampo disponeva di Mazinga Zeta e di 4 o 5 Cavalieri dello Zodiaco. Il Milan con tutto il rispetto si deve arrangiare con Doraemon e con Masha di "Masha e Orso" (straordinario cartone animato russo, guardatelo).
Domanda: Mancini o lo stesso Seedorf, pressati dal Toro Scatenato (e in superiorità numerica), avrebbero inserito l'ennesimo perticone in area o piuttosto avrebbero pensato "vinciamo 1-0 ma stiamo facendo una figura da pifferai, quasi quasi meglio mettere Pazzini o una qualunque delle 1233 mezz'ali per provare a far respirare la squadra"? Risposta: avrebbero osato.
Domanda: Berlusconi che ha sempre preteso le due punte, che si è accontentato della punta singola nell'"albero di Natale" di Ancelotti, che ha abbozzato al modulo col "falso nueve", cosa avrà pensato del nuovo 4-5-0 detto anche "albero di Natale mozzato o tronchetto dell'infelicità"?. Risposta: si sarà incazzato.
E infatti cosi è. Il presidente e molti milanisti si domandano: 1) Perché il mister ha insistito tanto con Cerci se poi lo lascia in panca a contemplare lo straordinario striscione "Bentornato nel calcio che non conta?". 2) Se prima il problema era Torres, ora il problema chi è, Cicciopasticcio? 3) Se il Milan ha il terzo monte ingaggi della serie A (94 milioni) perché al terzo posto ci sta la Lazio che ha il 7° (55 milioni)? 4) El Shaarawy che problema ha? Il mister ti risponde: "Lasciatelo in pace". E infatti in pace sta: in panchina. 5) De Sciglio è in difficoltà, sabato ha giocato a destra e Darmian gli ha fatto girare la testa. Perché quando a destra lo metteva Seedorf il tecnico veniva accusato con frasi tipo "questo qua fa giocare i giocatori nel loro ruolo! Pazzo! E mangia gli ovetti in camera! E il colesterolo? Eh? Lo prende il Danacol?" e ora invece è tutto ammesso? 6) Quando si interromperà il processo di "Inzarrimento", ovvero il tentativo di Inzaghi di trasformarsi in novello Mazzarri con frasi tipo "Col Toro abbiamo pareggiato ma se vincevamo non pareggiavamo e in quel caso staremmo parlando di una vittoria e non di un pareggio"?
Ieri nella conferenza pre-Sassuolo ha parlato Abbiati, segno che Pippo ha preferito riflettere un po'. Oggi in campo probabilmente il Milan cambierà tatticamente in attesa che arrivi la punta indispensabile per poter procedere alla ricostruzione. Da qualche settimana il sottoscritto ripete la cantilena: Destro è l'obiettivo, ma di grano non ce n'è. Il Milan attende speranzoso che arrivino offerte per El Shaarawy che, nel caso, verrebbero reinvestite nel puntero in questione.
Per il momento la società ha dettato alla rosa i comandamenti da seguire sui social network, imponendo divieti di sorta per tenere sotto controllo quantomeno lo spogliatoio virtuale. La moglie di Pazzini e la fidanzata di Cerci hanno immediatamente chiesto di essere cedute.

La situazione è decisamente cambiata dalle parti di Appiano Gentile. Si diceva: "Grazie a Mancini l'Inter farà mercato" e così è stato. Arriverà anche un centrocampista, non una punta (Palacio non sarà operato). L'impresa è quella di tentare una riappacificazione tra tecnico e Osvaldo per il bene della squadra. Pare che il Mancio abbia dato l'ok ma solo a patto che l'attaccante decida di partecipare "all'andreollata", ovvero il gioco più in voga di inizio 2015: la vittima si mette contro un muro e Andreolli comincia a calciare missili ad altezza muso finché non colpisce il bersaglio.
Boiate a parte sappiamo che Ausilio cercherà di completare il terzo miracolo del mercato di riparazione, ovvero portare Mario Suarez in nerazzurro con la formula del "datecelo che poi un accordo lo troviamo con calma". Più probabile che alla fine la scelta cada su Allan dell'Udinese, anche se in Friuli preferirebbero rimandare a giugno. La certezza in ogni caso è che Thohir dopo un anno di ambientamento si sia ammalato di "morattite", ovvero la temibile malattia che ti impedisce di dire no al tuo tecnico.

Faccende juventine. Se Thohir ha la "morattite", Marotta rischia seriamente di contrarre la "raiolite". La questione è chiara: Raiola non sa a chi smazzare Balotelli. Ci ha provato con l'Inter e ha incassato un "no" galattico, ha tentato con la Juve e la risposta è stata la stessa. La porta è chiusa, ma con Minone i contatti restano intensi per riuscire a dare una mano ad Allegri e assecondare la sua famelica voglia di fantasista. Con Sneijder ormai lontanissimo, il nome è quello di Mkhitaryan del Borussia: il giocatore in Germania è un separato in casa, ma al momento i tedeschi hanno sparato cifre che neanche Sergio Baracco quando in tv provava a piazzare i mitici rubini Burman "sangue di piccione". Come nel caso di Baracco la cifra potrebbe poi scendere clamorosamente (i rubini Burman passavano da mille euro l'uno a 29,99 per tre parure e un paio di orologi). In ogni caso con lo scontro di Champions incombente (e anche se l'armeno in Europa non sarebbe utilizzabile), difficilmente si troverà un accordo. A meno che… A meno che Marotta e soci decidano di accontentare il solito Raiola con un "parcheggio" a Torino di Marione. Le possibilità tendono allo zero, ma con Mino di mezzo e Pogba da tenere tranquillo non si sa mai…

In chiusura spazio alla consueta rubrica "Cose che non c'entrano una fava ma che Biasin riprende dal suo Facebook e incolla qui per fare il figo". Ecco quel che penso dei fatti francesi e di tutto il bailamme che hanno generato tra quelli che fanno il mio mestiere. A settimana prossima (Twitter: @FBiasin).

"Sono una bestia.
Sono una bestia perché quando in Francia schioppavano giornalisti come pop corn su padella rovente ci son rimasto male, malissimo, mi sono indignato e ho gridato alla libertà maxima, ma poi a un incrocio uno mi ha urlato "coglione" e l'ho mandato affanculo augurandogli di schiantarsi contro un muro, cristiano o islamico che fosse.
Sono una bestia perché subito dopo son tornato a credere di essere migliore, e ho pensato "basta, ora noi illuminati dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo fermare la barbarie", ma poi all'Esselunga una stronza sovrappeso mi ha superato alla cassa e le ho detto "ué ciccia, mangi come un torello ma sgusci come un'anguilla eh?".
Sono una bestia perché davvero ho pensato alle famiglie delle vittime, al senso di impotenza, al fatto che "loro" potevamo essere "noi", ma poi mi sono accorto che in realtà stavo pensando da un'ora quale pensiero elaborare per partecipare al gran concorso "scrivi una cosa intelligente sui morti in Francia altrimenti non vali un cazzo".
Sono una bestia perché in questo preciso momento ho davanti la foto dell'attentatore che spara al tizio a terra e di fianco uno schermo con un foglio di Word. E l'orrore si mischia alla voglia di esserci, al fatto che se tra 5 minuti arrivasse la notizia di un nuovo attentato in un altro angolo d'Occidente non so se sarei realmente preoccupato o piuttosto elettrizzato perché avrei qualcosa di cui parlare con gli amici, soprattutto domani che è sabato. E si sa che il sabato sera se non hai un'Avetrana, un dramma di Ragusa o caro vecchio caso Cogne sul quale dire la tua, ti rompi giustamente il cazzo.
Sono una bestia perché seduto al desk in redazione mi son trovato a pensare "se entrano qui mi butto a terra, mi fingo morto e gliela metto in quel posto", ma poi alla macchinetta del caffè mi sono accorto che tutti avevano avuto la stessa pensata e non è che gli attentatori ci cascano, eddai.
Sono una bestia perché ogni giorno faccio di tutto per far credere agli altri di non esserlo, ma poi mi ritrovo in mutande sul divano con il telecomando in mano. E il cervello dice "guarda lo speciale sull'attentato", ma la bestia vuole Masterchef. E ancora una volta mi ritrovo a pensare "bisogna assolutamente risolvere il problema islamico", ma d'improvviso sullo schermo appare una padellata di molluschi cucinati accazzo e non posso fare a meno di gridare "minchia Bastianich dammele a me le cozze anconetane! Vedi che ti faccio leccare anche i baffi che non hai!". E subito mi salta in mente quel che mi ha detto una mia cara amica: "Tu più che Charlie sembri Snoopy". Che poi è una bestia".


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