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Editoriale

Alle 23:00 si chiude la porta del calciomercato: ecco il pagellone di gennaio dei 20 club di serie A

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
01.02.2016 10.50 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 102788 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Un po' li ringraziamo, un po' li detestiamo. I Direttori Sportivi italiani si riducono sempre all'ultimo giorno per completare le varie operazioni di calciomercato. Qualcuno potrebbe pensare ad una tattica per abbassare il prezzo, altri hanno capito che è meglio arrivare all'ultimo giorno per chiarirsi le idee. E' il giorno più bello per gli appassionati di mercato. Ormai l'Ata Hotel è diventato uno stadio, dove in Porta Garibaldi a Milano arrivano tifosi, ragazzini e curiosi. Se siete a Milano passate che ci fa piacere. Se siete di Catanzaro allora avete due grandi opportunità: la prima, aprire la mano e non schiodarvi mai dal vostro telefono con l'applicazione di Tuttomercatoweb che vi regala notizie dalla A alla Lega Pro ogni 2 minuti, se tutto va male; seconda opzione: per un giorno datevi per malati al lavoro che Renzi chiude un occhio, vi piazzate sul divano e con una mano controllate l'app di Tmw e con il telecomando accendete Sportitalia al canale 60 del digitale e 225 di Sky per seguire il live dall'Ata dalle 11 del mattino alle 00:30.
E' tempo di pagelle, come ogni fine mercato che si rispetti. Ovviamente i giudizi sono suscettibili di modifiche in base ai colpi dell'ultimo giorno di mercato. Ma fin qui, per gennaio, i voti sono questi...

Atalanta, voto 4,5
E' stato un mercato completamente al ribasso quello dell'Atalanta e di smobilitazione improvvisa. Il voler cambiare tutto, rispetto al campionato scorso, ci può stare ma la rivoluzione si attua in estate e non a gennaio. La società bergamasca, sempre attenta e puntuale ad ogni operazione di mercato, cede Moralez e Denis in un colpo solo. Prende Borriello e Petagna e gestisce malissimo il caso Stendardo. I panni sporchi non si lavano al mercato ma in famiglia. La squadra si è indebolita ma l'Atalanta ha trovato la forza di fare tutte queste operazioni da un campionato che da qui alla fine non avrà molto valore. Tanto chi va in B già si sa...

Bologna, voto 6
Poche operazioni ma mirate. Zuniga può tornare ai livelli di un tempo e Floccari può essere un attaccante funzionale, anche se spendere 500.000 euro per un calciatore che il mese dopo avresti potuto prendere a zero non ha mai, in linea di principio, molto senso.

Carpi, voto 6,5
Il Presidente Bonacini, con l'aiuto di Romairone e Scala, lavora molto bene e soprattutto dimostra due cose: crede nella salvezza, seppur quasi impossibile, e pensa già al prossimo campionato ricostruendo quanto smantellato in estate. Il rapporto con Giuntoli è tornato ottimo e questo può far sì che il Carpi tragga grandi benefici sia ora che in futuro. De Guzman, Poli, Sabelli, Mancosu e tanti altri... La squadra adesso ha una sua identità e, in caso di retrocessione, sarebbe già pronta per puntare nuovamente al grande sogno. La cessione di Borriello il miglior colpo del Carpi.

Chievo Verona, voto 6,5
Non doveva fare molto ma sono stati intelligenti a non fissarsi con Paloschi. Hanno tirato il prezzo e hanno accettato la proposta dello Swansea. Certe offerte vanno accettate e non rifiutate. Squadra già salva e con intelligenza si punta su Inglese. L'arrivo di Spolli fa felice Maran ma non cambierà gli equilibri della difesa e Nember ha lavorato bene anche sulle uscite minori.

Empoli, Voto 6
Sono stati coerenti con la loro filosofia. Non fanno quasi nulla e cedono Barba allo Stoccarda per fare cassa. Ottima strategia in vista di giugno.

Fiorentina, voto 6,5
Tino Costa può risultare un affare, Zarate è la classica minestra riscaldata e speriamo non faccia male. Giusta la cessione di Rossi se sul ragazzo, ormai, la viola non ci punta più. Mammana sarebbe un grande acquisto perché il calciatore è duttile per il reparto. Tello potrà essere la rivelazione mentre giustamente i tifosi sognavano qualcosa di più vista la posizione attuale in classifica. Ma è giusto che il mercato lo faccia la società e non la curva.

Frosinone, voto 5
Purtroppo, come avevamo pronosticato, ha sventolato troppo presto bandiera bianca. Salvarsi sarebbe stato un compito più che arduo ma qualche bella gara nel girone di andata aveva fatto sognare i ciociari. Tuttavia nel campionato di serie A tutti i nodi vengono al pettine e anche fare mercato a gennaio diventa impossibile. La società ha seguito una linea ben precisa e ha ottenuto una garanzia di dignità ma per salvarsi serviva altro.

Genoa, voto 5,5
Solito cinema di Preziosi. Cerci e Suso dalla vicina Milano, qualche entrata e uscita fatte a caso e un mercato che ormai è diventato secondario. Preziosi deve chiarire e risolvere tutti i suoi problemi finanziari. Il crac del Genoa è sempre più vicino se non si trova una valida soluzione. L'arroganza e maleducazione del Presidente verso i suoi tifosi sono l'emblema di un personaggio che è arrivato alla fine della corsa ma non vuole accettare che il ciclo vincente è finito da un pezzo.

Hellas Verona, voto 5
Marrone, Marcone, Emmanuelson e un segno della croce. Se il Verona fosse stato realmente astuto avrebbe sfruttato questa sessione invernale per comprare calciatori di serie B, funzionali al ritorno in serie A. Avrebbero sfruttato sei mesi per ambientarsi e si sarebbe ripartiti il prossimo anno alla grande. Di questi acquisti approviamo solo Ante Rebic, talento da non sottovalutare.

Inter, voto 5,5
Il derby e l'umiliazione sono la dimostrazione che mettere tutto nelle mani di Mancini è stato un grave errore. L'Inter prende i calciatori che vuole l'allenatore, li acquista, li fa giocare, li brucia e li vende. Eder l'unico a salvarsi nel derby, per il resto c'è poco o nulla. Mercato deficitario e confusionario. Unica nota lieta la cessione cinese di Guarin a 12 milioni. Mancini come Manager fa pena.

Juventus, s.v.
Con molta coerenza e giusta arroganza dimostra che gennaio è roba da deboli. Guarda e non si muove. Opziona una decina di giovani in serie B e controlla il territorio sfruttando l'assenza di Milan e Inter. Marotta e Paratici guidano e comandano con intelligenza il mercato italiano. Le rivali sono rimaste cinque anni indietro.

Lazio, voto 5
Il solito mercato di Lotito e Tare. Al risparmio, lanciando la monetina in cielo sperando che cada dal verso giusto. Per questa Lazio ci vuole un progetto e non una serie di scommesse.

Milan, voto 5,5
La fotografia di come lavora il Milan sul mercato è stata proprio il derby. Decisivo Niang, virtualmente ceduto nella settimana del derby. Balotelli dovrebbe fare le valigie e, invece, gira ancora a piede libero a Milanello. Buone le cessioni di Cerci e Suso ma tirata troppo per le lunghe l'uscita di Nocerino. Luiz Adriano gestita male da tutti. Squadra da rinforzare in tutti i reparti e il derby deve servire da slancio per la stagione e non da presunzione per sperare di essere quelli che, comunque, non si è.

Napoli, voto 6
Era giusto fare poco perché in questi casi si rischia di alterare gli equilibri. è altresì vero che, se sei in lotta per lo scudetto, forse, valeva la pena fare uno sforzo maggiore. Barba sarebbe stato meglio di Regini. Grassi va bene per il futuro ma Giuntoli ha apparecchiato sapientemente la tavola per la prossima stagione anche se quest'anno c'è il rischio del rimpianto. Voto 10 al mercato in uscita. Giuntoli fa miracoli a piazzare tutti i bidoni di "Bidon".

Palermo, voto 5,5
Cionek e Cristante sono due ottimi rinforzi invernali. Arteaga non ci convince del tutto e Balogh non lo conosciamo bene. Zamparini poteva fare qualcosa in più ma si avvicina alla sufficienza. Almeno è coerente con se stesso.

Roma, voto 6
Zukanovic arrivato dagli amici di Genova, El Shaarawy scartato dal Milan e poco altro. Il mercato della Roma è al punto più basso della storia americana ma potrebbe comunque risultare funzionale al progetto di Spalletti. Non c'erano i presupposti ora per una rivoluzione. La Roma ha contenuto il danno della scorsa estate e in questa ultima giornata di mercato prova a piazzare ancora un colpo. Tante le uscite minori che comunque andavano fatte. Sabatini è stato professionale a non fare mille operazioni che poi la società, a giugno, rischiava di stravolgere in caso di nuovo Direttore Sportivo.

Sampdoria, voto 4
"Non vendo nessuno". Ecco la credibilità di Ferrero è tutta nel mese di gennaio. Adesso anche i tifosi della Samp più innamorati del personaggio pittoresco hanno aperto gli occhi. Lo criticano su twitter e lui insulta i tifosi della sua squadra. La Lega non interviene e la Federazione tace. Siccome non stimiamo il Presidente Ferrero (non giudichiamo le qualità morali della persona perché non la conosciamo) vorremmo delle risposte da Garrone, persona stimata e onorevole. Hanno stravolto la Samp e l'unico che non ci fa pena è Montella, un folle ad accettare questo progetto. Osti, il direttore perfetto per un presidente come Ferrero. "Sì capo, sì signore" e andiamo avanti con una serie di debiti che non fanno dormire sogni tranquilli.

Sassuolo, Voto 6,5
Poche operazioni ma mirate al futuro. Seguendo una propria linea di principio. Acquistati Sensi e Trotta, il primo per giugno. La società si muove bene e i risultati sul campo sono evidenti. Unica cosa: siamo sicuri che il Presidente di Confindustria Squinzi sia informato di tutto?

Torino, voto 6
Ottimo colpo aver riportato Immobile in Italia. Cairo, pur avendo bisogno di rinforzi, non si fa prendere dal collo dai tifosi ed è sereno perché ha portato in porto un'altra salvezza. Servono un portiere e un regista in mezzo al campo. Aspettiamo per giugno.

Udinese, voto 5
La squadra è in difficoltà e la nuova Dacia Arena meriterrebbe uno spettacolo migliore, ma non tutte le annate nascono perfette. Halfreddson, Kuzmanovic e Matos... Come pronto soccorso è ancora un po' poco. Il rischio più grande per il futuro: i Pozzo si innamorano sempre di più del Watford perché giustamente in Premier si fanno affari veri e i tifosi friulani si disinnamorano della propria squadra di calcio. L'Udinese ha regalato pagine di storia importanti e ci auguriamo che continui a scriverle. Anche senza l'eterno Totò.

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