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Allegri non firma, aspetta il Real? Il Chelsea offre 130 milioni per Pogba. Cavani resta al Psg, l'idea è Pastore. Doping, altra bufera. Con i cinesi Moratti rimette le mani sull'Inter. Ora è certo l'addio di Higuain e Adl snobba Sarri

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
08.04.2016 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 54569 volte
© foto di Federico De Luca

La Juventus sta per mettere in bacheca il più incredibile dei suoi cinque scudetti consecutivi. A proposito, ho sbagliato le previsioni, ma rimontare partendo da dodici punti dopo dieci giornate è una impresa da fantascienza. I bianconeri e in particolare Allegri, meritano i complimenti.

Ma allora perché il tecnico non firma il contratto che la Juventus gli ha proposto con un allungamento fino al 2019 con opzione sul 2020 e pesante adeguamento fino a cinque milioni di euro? Ufficialmente non é il momento, c'è uno scudetto da vincere e una coppa Italia da conquistare, ma in realtà Max Allegri sta aspettando per capire cosa sta succedendo al Real.

Qualche voce da Madrid era già filtrata nei mesi scorsi, Zidane non convince appieno, non ha cambiato i Blancos dopo l'esonero di Benitez e se dovesse finire fuori dalla Champions nei quarti il suo destino sarebbe segnato. Per Florentino Perez le strade sono due, o un tecnico che lavora in Spagna (Emery?) o ributtarsi su un italiano che ormai si è capito sono tatticamente i più bravi.

Allegri piace anche se è considerato troppo difensivista, ma è stato fatto notare al presidente che fa giocare la Juve con il 3-5-2 soltanto perché non ha i giocatori (soprattutto il trequartista) per fare il calcio che più ama. Situazione in stand-by. Il ragionamento di Allegri non è sbagliato. In Italia ha vinto con il Milan e con la Juve, ora è sulla cresta dell'onda, alla lunga se dovesse rimanere a Torino potrebbe finire l'interesse dei grandissimi club europei e la sua carriera potrebbe subire uno stop. Importante come la Juve, ma sempre uno stop. Come finirà?

La Juve insiste per firmare a breve e comunque Allegri vuole una clausola liberatoria nel caso di un interessamento di un grande club straniero. Una storia da scrivere.

Il mercato comunque è partito sottotraccia e neanche tanto. Marotta è bravo a programmare, ha già preso giovani interessati dalla B come Mandragora, Ganz, Lapadula e Caprari. Ha in mano un accordo con Benatia e un'intesa di massima con il Bayern per uno scambio alla pari con Coman, come vi avevamo rivelato qualche settimana fa. Invece non riuscirà a trattenere Cuadrado che Conte voleva nella sua Juve e ora avrà nel suo Chelsea. Però con la società inglese potrebbero uscire i veri colpi dell'estate. E' ormai noto che il primo nome nella lista degli acquisti di Conte è Paul Pogba che lui ha cresciuto molto bene. I tabloid inglesi hanno lanciato ieri una cifra stratosferica, l'ultima offerta sarebbe attorno ai 130 milioni di euro, roba da capogiro. Del resto Abramovich vuol tornare a vincere subito e vuole costruire la squadra giusta per Conte. Come dire no a cifre del genere?

La Juve finirà per accettare, ma il Chelsea non ha solo soldi, alcune contropartite tecniche potrebbero essere interessanti come Oscar che piace ad Allegri, ma alcuni ritengono poco adatto al campionato italiano. Ma ci sono anche altri che potrebbero far comodo, se ne parlerà quando e se la Juve si siederà per parlare di Pogba.

Nel frattempo Paratici sta girando l'Europa per capire come sostituire Morata che sarà riscattato dal Real per trenta milioni. E anche qui potrebbe esserci dietro Allegri. La pista Cavani è intrigante, nessun dubbio tecnico. Ma il Psg sembra più orientato a tenere l'uruguagio che rinnovare il contratto a Ibra. Poi come fa la Juve a pagare certi ingaggi top del Psg non è dato sapere. Più facile che Paratici stia cercando di prendere Pastore che guadagna meno o stia lavorando per la cessione di Pogba. Il Psg è un'altra delle società interessate al francese, non è un mistero che la Juve vorrebbe Verratti. Verratti, Pastore e cinquanta milioni per Pogba si può fare? Sarà questa la storia dell'estate. Prepariamoci.

A proposito di storie, come se non bastassero le polemiche su Bonucci e Higuain, ieri è arrivata dalla Svezia la denuncia-bomba di un professore di educazione fisica che ha rivelato la presunta assunzione di sostanze dopanti da parte di Ibra durante il periodo bianconero (2004-06). Ibra, tramite Raiola, ha annunciato querela. La Juve tace, ma immaginiamo l'irritazione. Al professore, se le ha, non resta che produrre delle prove altrimenti per lui la questione sarà seria.

Serissima la pista che dovrebbe riportare Moratti alla presidenza dell'Inter. Un importante gruppo cinese che opera nell'elettronica, Juning Commerce Group, ha chiesto tramite Goldman Sacks di poter acquistare una quota rilevante dell'Inter, la metà del 70 per cento ora in mano a Thohir. Con il 35 dei cinesi unito al suo 29,5 per cento, Moratti potrebbe tornare così a gestire in prima persona il club del suo cuore e, magari, tornare a fare il presidente.

Come abbiamo già scritto, qualche mese fa Moratti aveva avuto l'idea di mettere in piedi una cordata di imprenditori vicini all'Inter per un'operazione simile, ma l'impresa non è riuscita. Con i cinesi, se tutto si chiuderà in fretta, il discorso diventa fattibile. Prende così contorni più netti l'operazione Thohir. Si è trattato in sostanza di un affitto finanziario. L'indonesiano infatti non ha alleggerito i 230 milioni di debiti, ma non ha fatto altro che spalmare il debito fino al 2019 grazie alla sua solvibilità economica, cosa che non era riuscita a Moratti. L'ultima rata dovrà essere pagata appunto nel 2019 ed è di 184 milioni.

Sulla gestione Thohir ha anticipato del suo, ma attualmente dall'Inter vanta 108 milioni di crediti per interessi. Come dire mi compro qualcosa senza investire e ci guadagno pure. Però grazie a Thohir nel 2013 l'Inter si è salvata e adesso senza l'ossessione imminente delle banche e l'ingresso dei cinesi, potrebbe esserci una ulteriore svolta anche se i conti spaventano sempre. In questa incertezza Mancini resterà? E' uno dei tanti dubbi che aleggiano attorno all'ennesima primavera calda dei nerazzurri.

Caldissima a Napoli. L'affare Higuain ha fatto scatenare i napoletani che hanno ragione per molti aspetti della vicenda, ma l'argentino non può comportarsi come ha fatto. I campioni devono saper gestire anche i momenti negativi. Ora vincere lo scudetto è diventato difficile, anche se non impossibile. Questa vicenda, comunque, rischia di diventare il passo d'addio del Pipita che voleva salutare con lo scudetto in mano e invece probabilmente se ne andrà soltanto dopo una stagione straordinaria. E' normale che un giocatore come lui, non più giovanissimo, vada a cercare gloria, soldi e trofei in uno dei grandi club d'Europa che lo vogliono. Sono in coda Chelsea, City e United. La clausola è di 94 milioni, preparatevi al botto. Costringere l'argentino a rimanere contro la sua volontà sarebbe un nonsenso calcistico e Adl lo sa benissimo. L'importante è che i soldi in arrivo vengano reinvestiti. Proprio Higuain arrivò con la cessione di Cavani, la storia può ripetersi.

Preoccupante però è anche il rinnovo di Sarri. Il contratto scade a giugno, Adl ha la clausola a suo favore e può rinnovare (secondo lui) automaticamente. C'è un piccolo particolare, Sarri guadagna soltanto 700 mila euro e ha chiesto l'adeguamento per il livello del club e la sua stagione di primissimo piano. Il problema sta qui?

In certi momenti delicati le squadra avrebbero bisogno di certezze e la pratica Sarri andava risolta prima. Magari contribuiva a dare serenità. Oppure De Laurentiis ha dei dubbi sull'allenatore? Vedremo.

Dubbi sull'allenatore ne ha pure la Fiorentina. Nonostante gli annunci ufficiali di Adv è tutt'altro che scontata la riconferma del portoghese. Servirà una nuova intesa, un incontro per chiarire diversi aspetti di questa annata per certi versi molto buona, per altri meno. I viola sono convinti che Sousa abbia fatto bene e possa fare ancora meglio con un anno in più di esperienza italiana, ma serve un'intesa forte con la società per evitare le polemiche sul mercato e non solo, che hanno molto infastidito Diego Della Valle. Comunque una cosa è certa, Sousa ha un altro anno di contratto e sa benissimo che dalla Fiorentina non avrà mai l'ok per andare, per esempio, alla Juventus che qualche mese fa l'ha contattato per un eventuale dopo-Allegri o al Milan che ci sta facendo un pensierino.

Se non si dovesse rinnovare l'intesa, cosa possibilissima, piuttosto che farlo andar via così, i Della Valle sono disposti a tenere Sousa fermo pagandolo lo stesso. Montella docet.

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