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Allegri, serve coraggio. Dybala deve giocare, è la coppia Morata-Mandzukic che non funziona. Milan tiene Mihajlovic e aspetta Conte. Inter, i conti non tornano

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
23.10.2015 19.48 di Enzo Bucchioni   articolo letto 86313 volte
© foto di Federico De Luca

Dybala dentro? Dybala fuori? E' questo l'interrogativo che sta turbando le notti bianconere di Allegri. E il tecnico ha preso la strada più facile: non decidere. O meglio, decidere per un dentro-fuori che non aiuta né la crescita né l'inserimento di questo talento pagato 40 milioni di euro e dico poco.

Il pareggio in Champions con il Borussia ha riproposto i soliti problemi della Juventus, uguali a quelli del campionato, vale a dire la difficoltà di fare gioco e trovare spazi negli ultimi trenta metri. Di muovere palla con intelligenza e velocità. Se in Europa il problema era stato mascherato grazie a due squadre scellerate come il City e il Siviglia che hanno offerto alla Juve il contropiede e grandi spazi, quando è arrivata una squadra come il Borussia M. che si difende bene e chiude le linee di passaggio, le difficoltà sono diventate uguali a quelle del campionato.

Proprio per questo un giocatore come Dybala, rapido, capace di saltare l'uomo, imprevedibile nell'ultimo passaggio, dovrebbe ormai trovare un posto fisso. Ha fatto bene Allegri a inserirlo gradualmente, a insegnargli cosa significa essere alla Juve, ma ormai la gavetta l'ha fatta e pochi minuti in tutte le gare non lo aiutano. Dybala deve giocare con continuità. Se il turn-over deve essere fatto, riguarda invece Mandzukic e Morata, due giocatori individualisti, egoisti, che difficilmente riusciranno a dialogare e lo si è visto chiaramente anche l'altra sera.

In un attacco a due la coppia giusta è Dybala più uno degli altri due. In un attacco a tre è diverso. Se Morata accetta di fare l'esterno e si sacrifica può essere una soluzione con Cuadrado a destra e Mandzukic in mezzo, ma comunque sarebbe una Juve sbilanciata.

Era chiaro già in estate che senza un centrocampista come Pirlo capace di lanciare lungo e di cambiare gioco, senza il trequartista non arrivato dal mercato, questa squadra avrebbe faticato a trovare soluzioni offensive. Marchisio, Khedira e Pogba sono centrocampisti importanti, ma tutti di gamba, di geometria. Ecco allora che un giocatore diverso serve. E non può essere neppure Cuadrado se viene usato come esterno nel 3-5-2, al massimo quando salta l'uomo può andare al cross.

Allora da Allegri mi aspetto soluzioni tattiche e moduli diversi. Il 4-3-2-1 con Cuadrado e Dybala dietro l'unica punta può essere una soluzione. Ma una intuizione decisiva potrebbe anche essere Dybala vertice alto del rombo se mentalmente viene preparato e istruito, il ragazzo ha tanta voglia, con Morata e Mandzukic davanti e Cuadrado abbassato sulla linea dei terzini dove ha giocato spesso e bene.

Juve spregiudicata? In Europa molte squadre giocano in questo modo quando gli allenatori ottengono dai giocatori umiltà e disponibilità. Tanto nel mercato invernale sarà difficile portare a casa quel grande trequartista che Allegri vuole e per Tevez (comunitario o no, la soluzione si può trovare) dopo una prima analisi, crescono le perplessità sulle sue eventuali motivazioni per un ritorno. Insomma una Juve che ha bisogno di trovare coraggio perché in campionato per me è impossibile risalire, ma una chance ci può essere solo giocando in modo meno tattico e sfruttando più le qualità dei singoli che sono tante e varie.

Problemi diversi, ma alla fine simili, in campionato li ha pure il Milan. Dopo aver speso 100 milioni sul mercato e non potendosela prendere con Galliani come sarebbe giusto, Berlusconi avrebbe voglia di scaricare tutto su Mihajlovic. In effetti dall'allenatore mi aspettavo di più anch'io, ma evidentemente è dura chiedere umiltà e sacrificio ai giocatori rossoneri. Anche qui sarebbe il tempo delle scelte drastiche, magari andando contro il mercato. E i giocatori di maggiore personalità come De Jong dovrebbero giocare sempre, mentre di quelli banali come Montolivo forse si può fare anche a meno. Di sicuro, però, Mihajlovic non sarà esonerato. Cambiare tecnico ora servirebbe a poco e questo lo sa bene anche Berlusconi. L'operazione si farà a giugno e Galliani ha una missione sola da compiere ora: convincere Conte. Berlusconi vuole solo il Ct sulla panchina con tutte le sue forze. E' convinto che solo Conte possa far tornare squadra questo povero Milan. Contatti con l'entourage del Ct ci sono già stati e pregiudiziali non ne esistono, Conte ha deciso di lasciare la Nazionale dopo gli Europei e il Milan è di sicuro una delle piazze che più lo stimolano. Quando c'è da ricostruire dalle macerie, come successe con la Juve cinque anni fa, è una impresa che piace molto a Conte.

Sotto questo aspetto, Mancini non ha problemi. La sua Inter gioca bene a tratti, a volte meno bene, ma la squadra c'è. Anzi, a gennaio Thohir vuole tornare sul mercato. Dalla Francia ieri rimbalzava ancora con insistenza un interessamento per Lavezzi. Possibile. Intanto il gioiellino Pjaca, 20 anni, esterno d'attacco, è stato valutato dalla Dinamo Zagabria 25 milioni cash e il buon Ausilio un po' si è spaventato. Basta aspettare.

Meno spaventati dai conti dell'Inter sono alcuni tifosi e forse fanno bene. I soldi non sono mica loro e poi qualcuno (se scattasse l'allarme) ci penserà.

Ma chi ha la testa sul collo e ha letto due cifre del bilancio, non può stare cosi' sereno. E' chiaro che Thohir ha scommesso sulla conquista della Champions per puntare a un incasso di circa 50 milioni e rimettere la società nel circuito virtuoso del grande calcio che porta sponsor e soldi.

Se non dovesse riuscirvi? E poi: come mai Moratti ha messo il vendita il suo trenta per cento nonostante il folle amore per l'Inter? Un altro elemento da valutare. Forse Moratti teme un aumento di capitale prossimo venturo con suo pesante esborso senza contare nulla a livello societario.

E perchè Pirelli sta decidendo se mollare o meno la sponsorizzazione? E poi la domanda delle domande alla quale nessuno mi sa dare una risposta convincente: forse sono duro io, ma non ho ancora capito perché Thohir sia entrato nell'Inter fortemente indebitata (300 milioni) con le banche alle porte. Il suo ingresso per ora è servito a consentire la ristrutturazione del debito, ma quale interesse ha spinto il magnate indonesiano a imbarcarsi in una impresa in rimessa con un ritorno di immagine assolutamente irrisorio? Certi giocattolini (ammesso che sia così) non se li può più permettere nessuno.

Quelli che sanno di finanza spiegano che tutto torna, ma dentro certe scatole cinesi i debiti restano e il futuro legato ai successi sportivi mi sembra molto rischioso. Auguri.

Rischiosissima invece la posizione di Delio Rossi che resta alla guida del Bologna tristemente ultimo, solo perché i probabili-possibili sostituti nicchiano. Il Carpi deciderà il futuro del tecnico, almeno si dice, ma una vittoria cosa può cambiare?

La verità è che Guidolin ha rifiutato. Delneri è in parola con il Verona per il dopo Mandorlini. Donadoni ha dettato delle condizioni che per ora non sono state accettate, mentre sull'idea Prandelli ci sono fortissime perplessità dopo il crac mondiale che l'ha ferito, il flop con esonero dal Galatasaray e la sua capacità di rituffarsi nelle difficoltà e nelle tensioni del campionato italiano dal quale manca ormai da cinque anni. Altri in attesa sono De Carlo e Cavasin. Un bel dilemma, con il bolognesissimo Colomba sempre all'orizzonte

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