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Editoriale

Antonio, spiegaci perché l'hai fatto! Napoli, aspettiamo un segnale. Roma, bene Iturbe ma le commissioni sono troppo alte. Macalli ha ragione, la B a 21 è un suicidio

Nato ad Avellino il 30-09-1983 vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb. Organizzatore e conduttore del Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
21.07.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 63166 volte
© foto di Federico De Luca

Antonio, secondo me hai già nostalgia del tuo lavoro. Quando ti svegli la mattina cosa fai? Va bene coccolarsi figlia e moglie ma tu sei uno da battaglia. Non ti vedo proprio al sole 12 ore al giorno, anche se nell'intervista di addio ero nero più per la rabbia che per l'abbronzatura. Detto tra noi, Antonio da Lecce, hai fatto una grande fesseria. Almeno, spiegaci perché l'hai fatto. Una tua creatura non puoi abbandonarla così al secondo giorno di ritiro. Non è da te. Manda a quel paese Marotta, prendetevi a pugni a Vinovo ma non puoi prendere una decisione così drastica a stagione già iniziata. Quando un progetto va bene e due si lasciano, ci perdono entrambi anche se con percentuali diverse. Hai l'obbligo morale di spiegare a 14 milioni di persone che ti amano perché sei andato via. Morata ed Evra sono arrivati lo stesso, Pereyra te lo hanno chiuso tre mesi fa, forse, ti avrebbero preso anche Lavezzi non puoi andartene in silenzio. Con un'intervista che non ha detto nulla. Non puoi far passare in archivio l'ultima intervista da allenatore che ha vinto tutto con la Juve, dove sembri un cane bastonato. Ti hanno detto che ti avrebbero venduto Vidal? O Pogba? Incazzati ma non andare, perché la Juve può fare a meno di tutti ma non degli uomini vincenti. Ora ci devi dire cosa ti é saltato in mente e non fare la fesseria di allenare l'Italia perché non puoi, caro Antonio, pensare di sederti in panchina 7-8 volte all'anno. Ci mancheranno i tuoi "agghiaccianti" commenti, le urla, le incazzature di un animale da panchina. Chi lotta, vince. Vince chi ha fame. Non puoi alzarti da tavola quando c'è ancora tanto nel piatto. Dovevi vincere la tua sfida europea. Te ne sei andato da vincitore italiano e da sconfitto europeo. La Juve ti ha tutelato quando per scommessopoli ti hanno sbattuto nel gabbiotto, oggi dovevi restare per aiutare a crescere l'intera società. In attesa che tu faccia chiarezza, ti auguro buone vacanze. Devono approfittare di questo cambiamento Juventino, Napoli e Roma. Se De Laurentiis crede che si avvicina ai bianconeri con acquisti di secondo piano ha sbagliato parrocchia. Deve sferrare due-tre acquisti da Napoli. Rinforzi subito la difesa e cerchi un centrocampista che faccia la differenza. Lo faccia per il campionato italiano, in modo da farlo diventare sempre più interessante. Giusto ascoltare Benitez ma non disegni la squadra a completa immagine e somiglianza dell'allenatore. Napoli ha bisogno di calciatori pronti a vincere nel campionato italiano e che conoscano la Serie A. La Roma ha approfittato del caso bianconero, anche se Iturbe è costato di commissioni quanto costò Zidane nel passaggio dalla Juventus al Real Madrid. É diventato più ricco Mascardi che un vincitore alla lotteria del 6 gennaio. Non è un modo per fare cinema ma la verità. D'accordo le commissioni ma non le follie. Sabatini ha chiuso un'operazione eccellente, a livello tecnico, ma gli americani si staranno chiedendo perché Mascardi debba guadagnare quanto guadagnerà Iturbe in tre anni. Walter il magnifico è magnifico anche per questo. In chiusura spazio dedicato alla politica del calcio. Mario Macalli, spesso, viene etichettato come una mina vagante del nostro calcio. Attacca il Palazzo e lo manda giù, attacca gli Agnelli e non conta fino a 10 ma l'altro giorno, su Tuttomercatoweb, ha rilasciato dichiarazioni davvero interessanti sulla serie B a 21 squadre. "Sarebbe come tornare indietro di 20 anni". No, caro Presidente. Di più. È dal 1967 che non si gioca con la X. Siamo sicuri che il Presidente Abodi darà priorità alla credibilità del campionato e non alla burocrazia delle carte che ammazzano l'Italia. Macalli ha raggiunto il suo obiettivo, le 60 società in tre gironi, dopo anni di duro lavoro e campionati anonimi. La B a 20 la vogliamo tutti, a 21 nessuno. Immaginate se il Pescara di turno è in corsa per la promozione e viaggia a mille ed è reduce da 4 vittorie consecutive. Deve fermarsi per la sosta del campionato e subito dopo deve fermarsi per la X sul calendario. Chi lo spiega a Baroni che la sua squadra sta perdendo il treno mentre viaggia a 200 km/h? È una follia ed è per questo che alla fine prevarrà il buon senso e la voglia di Abodi (a proposito auguri per i 4 anni di presidenza compiuti sabato scorso) di andare oltre una stupida assemblea che tre mesi fa ha varato qualcosa che oggi non è più di attualità. Liberiamoci da un'Italia burocratica e guardiamo all'interesse del calcio. Proposta: assemblea straordinaria della Lega, per alzata di mano vediamo chi vota per la B a 21 e chi per la B a 22. Facciamo decidere ai club di che morte morire. A vincere sarebbe la democrazia. Buona settimana a tutti.

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