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Arcore-Pechino Express: Montella ha perso il volo. Sebastiani, questa volta non hai scuse. Gabbiadini-Ranocchia: che pasticcio. Cara famiglia Donnarumma, Mino vi ammazza

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
06.02.2017 13.18 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 38258 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Non è stato un week end italiano. Partite finite 1-7 e 2-6 è roba da Spagna o da Germania. Stiamo cambiando e in peggio. Donadoni che, a fine gara, parla dell'arbitro significa che gli arbitri potranno sempre sbagliare all'infinito tanto i nostri allenatori perdono di credibilità se con una partita persa per 1-7 si parla anche un solo secondo dell'arbitro. Donadoni avrebbe fatto meglio a chiedere scusa alla storia del Bologna e a dire che una partita così non dovrebbe mai capitare ma nel calcio tutto può succedere. Avrebbe fatto più bella figura. Il periodo di crisi del Milan, nel frattempo, continua e adesso inizia a perdere anche partite che non meriterebbe di perdere ma, come già abbiamo detto un mese fa, se la squadra fa i punti e la società non la segue è giusto che la squadra si perda nel tempo. Paradossale l'ultimo giorno di mercato in cui un club glorioso come il Milan, nonostante la fortuna nella sfortuna degli infortuni capitati a mercato ancora aperto, non sia intervenuto. Serviva un terzino, forse due, e serviva un sostituto di Bonaventura, la cui stagione è finita a gennaio. Se non puoi permetterti due operazioni di mercato così, è giusto che anche quest'anno finisca come i precedenti. Adesso non addossate la croce su Montella se da Arcore a Pechino non si parlano. Galliani voleva prendere Caceres, a mercato chiuso, parla con Fassone, Fassone parla con Mirabelli e alla fine (giustamente) Caceres a un milione da qui alla fine non arriva. Che senso avrebbe avuto prendere un calciatore fermo da quasi un anno e dargli un milione di euro per puntare, se tutto va bene, all'Europa League? La gestione Arcore-Pechino è stata disastrosa e i ritardi del closing hanno ammazzato quanto di buono aveva fatto, fin qui, questa squadra che è andata oltre ogni proprio limite e a gennaio avrebbe meritato rinforzi diversi. Di chi è la colpa? Di tutti e di nessuno. Forse del buon senso ma sicuramente adesso non sparate su allenatore e squadra. Il Milan avrà poco da chiedere a questo campionato e, se volete sentire il mio pensiero, meglio così. Non serve a nulla fare l'Europa League per una squadra che dall'estate dovrà ripartire da zero. Meglio costruire una casa nuova che buttare giù i muri e poi farla ex novo. Si fa prima. Certamente la stagione da positiva passerà a negativa; l'ennesima. Più giù torneremo a parlare del Milan ma solo di Donnarumma. Restando sul campionato, il Pescara non può trovare alibi e, sinceramente, il vero e unico responsabile è Daniele Sebastiani. Il Pescara, in un mese, ha bruciato tutto ciò che di buono aveva fatto lo scorso anno in B. Se al Crotone possiamo concedere l'attenuante della prima volta, al Pescara no. Il Pescara ha fatto anche peggio della prima volta. Dove sono finiti i soldi della mutualità e i tanti soldi incassati per la cessione dei giocatori? E' giusto fare cassa, tanta se sei bravo, ma quando arrivi in A devi avere rispetto della città e dei suoi tifosi che ti consentono di fare calcio vero. Il Pescara quest'anno ha preso a schiaffi la passione dei tifosi. Oddo ha poche responsabilità. Come allenatore non mi entusiasma, ma se lo scorso anno non era fenomeno, quest'anno sicuramente non è un incompetente. E' un allenatore giovane, bravo, che deve sbagliare nel tempo. Farà una bella carriera ma Sebastiani avrebbe dovuto gestire tutta l'annata diversamente. Acquisti sbagliati, reparti mai completati e anche in panchina serviva un tecnico con una base di esperienza. Avrebbe fatto anche il bene di Oddo, il quale avrebbe dovuto avere la lucidità di fermarsi e disputare un altro campionato di B. E' vero che Sebastiani è il Presidente ma non è il capo assoluto della società. Questo va specificato. I Presidenti commettono degli errori così come gli agenti. Due potenziali talenti italiani sono passati come scarti del calcio inglese. Da top club, come Napoli e Inter, sono finiti in squadre di Premier che lottano per non retrocedere. Quando c'è da fare la differenza i procuratori non la fanno mai. Gabbiadini sognava la sfida al Real Madrid, adesso è ripartito da un Genoa inglese qualsiasi. Poi ti rispondono: ma come, guadagna anche più soldi e allora alzi le mani e capisci che la carriera non conta più ma contano solo i soldi. Perché, a questo punto, non mandare Gabbiadini in Cina? Manolo è un attaccante forte e lo ha dimostrato subito anche in Premier. Farà benissimo e - proprio perché ha un valore inestimabile - non avrebbe dovuto aspettare il 30 gennaio a fare le valigie e soprattutto non si sarebbe dovuto accontentare di così poco. Avrebbe meritato molto di più. Doveva andare via la scorsa estate. Non a gennaio. Ma capiamo che ci voglio determinate qualità per fare una trattativa con De Laurentiis. Ranocchia è finito addirittura ultimo in Premier con l'Hull City. Una miseria per l'ex capitano dell'Inter. Un altro bravo ragazzo, giovane educato, come Gabbiadini. Educati ma senza cazzimma, con carriere che rischiano di essere compromesse se parliamo di top club.
Come dicevamo, i procuratori a volte fanno il bene dei calciatori (poche volte), altre volte (spesso) fanno autentici disastri. Mino Raiola è il Re. Sicuramente. Ma facciamo un'attenta analisi. Quando Raiola passa alla cassa e crea valore? Quando ha in mano calciatori già fatti e maturi, quando devono iniziare a fare più giri per essere sempre più ricchi. Con Ibra, Balotelli e Nedved, Raiola non ha eguali. Pogba diventa grande e Raiola fa la differenza. Ma con i giovani, tendenzialmente, Raiola non fa il bene del ragazzo. Con Donnarumma sta sbagliando politica, approccio e gestione. La famiglia di Gigio dovrebbe iniziare a riflettere. Con le sue dichiarazioni e le sue minacce al Milan sta creando aspettative e pressioni sul ragazzo e al primo errore viene incolpato anche di colpe non sue. Sbaglia, poche volte, Buffon figuriamoci se non può sbagliare 2-3 partite un bambino del '99 che, al posto di giocare con le macchinine e andare al cinema con la fidanzatina, difende la porta di un malandato Milan. Raiola deve capire che non tutti i calciatori vanno gestiti alla stessa maniera. Donnarumma, ora, non ha bisogno di clamore ma di tranquillità e serenità. I soldi li guadagnerà. Non oggi ma tra un paio di anni. Se crede realmente nel suo portiere non deve avere fretta di rifare il contratto o di piazzarlo alla Juve. Donnarumma deve crescere con il Milan e il Milan deve tornare grande con Donnarumma. Guadagnerà giustamente tanto ma non può mettergli nella testa che il suo futuro dovrà essere lontano da Milano. Caro Mino, fai il bravo e pensa alla prossima squadra di Ibra...

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