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SONDAGGIO
Doppio confronto Napoli-Juventus: come finirà?
  La Juve vincerà entrambe le gare
  Il Napoli avrà la meglio in entrambe le sfide
  La Juve mantiene il vantaggio in A ma perde in Coppa
  Il Napoli recupera in A ma esce in Tim Cup

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Editoriale

Attenzione-attenzione: 10 mosse di casa Inter raccontate da "mister x" (e la richiesta di Handanovic!). Berlusconi ha deciso: svolta totale nel nome dei tifosi. Juve, la partita che vale il Matador. La scelta di Tavecchio sulla maglia 39

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
14.04.2015 08.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 49606 volte
© foto di Federico De Luca

Prima di iniziare un minuto di silenzio per gli arbitri di porta.
(…)
Possiamo iniziare.
Anzi no, prima di iniziare un minuto di silenzio per Paola Saluzzi, che ha superato in scioltezza 10 anni di congiuntivi firmati Luca Giurato, ma è stata sospesa da Sky per il "vaffanzum" ad Alonso.
(…)
Possiamo iniziare.
Anzi no, un ulteriore minuto di silenzio per Pippo Inzaghi, vittima del duo più pericoloso della storia dei commentatori tv: la premiata (e temutissima) ditta Boban-Mauro, quelli che…
Boban: "Bravino questo tizio che fa i discorsi la domenica mattina in piazza, ma si piace troppo: dovrebbe essere più incisivo!".
Mauro: "Hai ragione Zvone, ai nostri tempi c'era più dialogo, meno accento argentino, più colombe a svolazzare per la piazza…".
Dalla regia: "Ma ragazzi, quello è il Papa…".
Boban e Mauro in coro: "Embè? Ai nostri tempi ce n'era uno più bravo, va bene!!!???".
(…)
Possiamo iniziare.
Anzi no, un minuto silenzio per il fratello di Monica Lewinsky. Mi sa che ti tocca fratello…
(…)
Possiamo iniziare.
Anzi no, un minuto di silenzio a noialtri italiani che vogliamo organizzare le Olimpiadi del 2024 alla faccia di Parigi e mentre lo diciamo vengono giù (in ordine sparso): ponti, scuole, strade e gallerie perché – parola di operaio - "abbiamo costruito con meno cemento". Che Dio ci perdoni.
(…)
Bene, possiamo iniziare.
L'altro giorno uno mi fa: "Oh ma è vero che l'Inter prende Yaya Toure? E Toulalan? E Dybala? E Perin? Eh? E' vero? Dai dimmelo orcatroia! Arrivano? Eh? Comunque questi non bastano, Thohir deve cacciare le palanche che bisogna vincere lo scudetto!". Detto che io non c'ho una lira, posso per una volta essere meno minchione e farmi forza con una serie di notizie fresche-fresche che mi sono arrivate da casa-Inter. Non mi è permesso rivelarvi la fonte, ma con l'aiuto di qualche... giro di parole posso ragionevolmente assicurarvi che:
1) Il prossimo mercato nerazzurro non sarà quello dei milioni spesi per prendere i fenomeni di cui sopra. Alla casa madre hanno ricevuto ordini ben precisi "Senza le coppe si spende quel che si riesce ad incassare". Alternative non ce ne sono. Dice il tifoso affamato di toppppleier: "E Yaya? E Dybala? E i fenomeni a mazzi?". Semplice, non arriveranno, a meno che Thohir non prenda un'insolazione a Giacarta e decida di immettere sul mercato diverse decine di milioni di euro, cosa che al momento possiamo escludere.
2) Icardi non si muove da Milano, il ragazzo cazzeggia un po' ma sia lui che la moglie sono felici di restare. Il problema da risolvere è sempre relativo al nuovo contratto: Mauro vuole che valga "da subito", l'Inter per questioni di bilancio punta a farlo partire dalla prossima stagione. Alla fine le parti si verranno incontro e Wanda immortalerà il tutto con un selfie celebrativo.
3) Handanovic è lontano ma non lontanissimo come molti vogliono far credere. La faccenda è la seguente: il portiere chiede un adeguamento del contratto a 3 milioni l'anno, l'Inter è disposta ad aumentare l'attuale ingaggio ma non fino ai 3 di cui sopra. La situazione è "congelata" soprattutto perché al momento nella sede dei nerazzurri non è arrivata alcuna offerta per lo sloveno che – ricordiamo – ha il contratto in scadenza nel 2016. Alternative a Samir? Nessuna: l'Inter è moderatamente convinta di poter trovare un accordo con il suo portierone.
4) I dirigenti nerazzurri hanno messo nel mirino i giocatori dell'Udinese Widmer e Allan ma: A) Non intendono spendere 12 milioni per l'esterno che invece si avvicina al Napoli. B) In mezzo al campo preferiscono puntare su un centrale più dotato fisicamente. In pratica uno tipo… Tourè.
5) Questione Tourè: per vederlo giocare con la maglia dell'Inter ci vuole (parole della fonte) "Un miracolo. Diciamo pure che è molto improbabile… ma non impossibile". Un specie di supercazzola mercatara. L'affare ci sembra francamente irrealizzabile, ma eravamo ugualmente certi che fosse impossibile entrare in tribunale con una pistola, e invece…
6) Ranocchia ha già rinnovato il suo contratto. L'annuncio è stato rimandato a fra pochi giorni per mere questioni burocratiche.
7) Obi, Kuzmanovic, Andreolli sono tra quelli che faranno le valigie. I nerazzurri sperano nella salvezza del Sunderland per incassare gli 11 milioni di Alvarez e nella promozione del Bologna per i 3,9 di Mbye.
8) Per Hernanes si cercano acquirenti. Guarin e Kovacic dovrebbero restare, ma in questo caso il condizionale è d'obbligo.
9) A domanda precisa ("Come è possibile rivoluzionare la squadra a queste condizioni?") mi è stato risposto con discreta convinzione che "non sarà semplice, ma per fare una rivoluzione non si devono per forza cambiare tutti i giocatori. L'anno scorso la Lazio è arrivata nona eppure Biglia c'era già, e anche Keita, e pure Felipe Anderson. Sai che lo scorso autunno la Lazio aveva chiesto al procuratore di Felipe Anderson di trovarsi una squadra? Poi si è fatto male Candreva e il ragazzo è sbocciato… A volte basta poco…".
10) Su Jonathan non mi è stato detto niente, il ché mi ha fatto parecchio rimanere male. #iostoconjonny

Quindi il Milan. Inutile ripetere le solite cose a proposito di cessione a questa e quella cordata orientale. Sappiamo che i cinesi hanno operato il sorpasso sui thailandesi, sappiamo anche quali sono le loro intenzioni: quattro magnati (più uno thailandese) garantirebbero il 50% del capitale necessario per convincere l'attuale patron a mollare l'osso, il resto sarebbe garantito da un mastodontico azionariato popolare composto da 500mila cinesi innamorati del Diavolo (parola di Fu Yixiang, vice presidente della Camera di commercio italo-cinese che domenica su Libero ha rilasciato un'interessante intervista all'ottimo Francesco Perugini. Francè, mi devi una birra…).
Il domandone è sempre lo stesso: cosa farà Silvio? Chi scrive resta convinto che il patron mai abbandonerà la barca e che al limite sarà disposto ad "appaltare" agli interessati la costruzione del nuovo stadio (con relativi introiti). La questione però è un'altra: che Silvio decida per una cosa o per l'altra è giunto il momento di regalare una speranza al popolo rossonero, stremato da mesi (anni?) di promesse fatte e non mantenute e da settimane di silenzi assordanti. Berlusconi ha il diritto di andare avanti per la sua strada ma - soprattutto per il suo bene - è giusto che lo faccia "alla Berlusconi". Solo lui sa quanto possa essere "pesante" la gestione di un club condannato a vincere, solo lui sa se può reggere l'urto di quella parte della famiglia che, invece, spinge per la cessione. Il problema non è vendere o rilanciare (i tifosi accetterebbero di buon grado entrambe le soluzioni), il problema è il "limbo" attuale, quello dei mercati improvvisati, quello dei giocatori che si impegnano al massimo ma che non hanno quell'"identità rossonera" vero punto di forza negli anni dei trionfi, quello di un allenatore che prova a difendere con le unghie il punticino conquistato con la Sampdoria dai Mauro e dai Boban di turno. Legittimo da parte dell'allenatore mostrare i denti di fronte agli ex giocatori con la puzza sotto al naso che "eh ma ai nostri tempi…" (azzardare paragoni con gli squadroni Anni 80 e 90 non ha alcun senso), ma solo fino a un certo punto. C'è solo una cosa peggiore di un tecnico che prova a difendere una squadra che ha disputato una partita mediocre: un tecnico che si compiace perché assuefatto dalla mediocrità. (Twitter: @FBiasin).

Il resto in pillole.
- Questa sera la Juve gioca la prima di due partite che valgono una ventina di milioni. L'eventuale qualificazione alle semifinali di Champions (gli interessati si tocchino pure i gioielli di famiglia) porterebbe i ricavi stagionali del club a sfondare quota 300 milioni di euro (tra sponsor, premi di qualificazione ecc ecc). Non siamo ancora ai livelli dei primi club d'Europa, ma sono numeri sufficienti per permettere alla Signora di trattenere – se vuole – tutti i big in rosa (Pogba compreso) e di azzardare l'assalto a tal Cavani. La logica del "chi più spende (possibilmente bene) meno spende" funziona sempre, purtroppo in Italia prevale quella del "spendiamo poco e male per incassare ancora meno".
- Ho telefonato a Lotito. Volevo parlare di Lazio. Il suo monologo richiederebbe altre 20mila battute e davvero non voglio rovinarvi la digestione. Mi ha parlato del "metodo Lazio" e del fatto che un giocatore per essere scelto deve assommare tre caratteristiche: 1) Quella fisica (in pratica deve correre) 2) Quella morale (in pratica deve essere un bravo ragazzo) 3) Quella finanziaria (in pratica deve costare il giusto). Io non so se basta per stare al secondo posto in serie A e per portare la Salernitana in serie B, ma a lui la cosa sta riuscendo discretamente bene. Applausi.
- C'è solo un modo per rispondere agli scellerati che si ostinano a inquinare il ricordo dei 39 dell'Heysel: convincere la federazione a ritirare la maglia con quel numero sfortunato a 30 anni dal fattaccio. Carlè, se ci sei batti un colpo.
- Domenica c'è il derby. Nessuno pretende uno spettacolo degno dei bei tempi andati, ma almeno ricordatevi di pagare la bolletta della luce. Grazie. (Twitter: @FBiasin).

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