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Editoriale

Attenzione attenzione: l'insider Inter mi ha detto tutto: la verità su Kovacic e i nomi "veri" degli obiettivi nerazzurri. Juve: c'è chi trema, ma non Allegri (2 in arrivo e per Oscar è fatta!). Milan, da Ibra alla Doyen: c'è qualcosa da dire

16.06.2015 08.11 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 177221 volte
© foto di Federico De Luca

Sono stato a un addio al celibato in una nota discoteca milanese. Non andavo "a ballare" (si fa per dire: mai mosso un piede in vita mia secondo la regola del "magari lo sai fare, ma nel dubbio meglio evitare la figura di merda") dal 1986. Cosa c'entra col mercato? Assolutamente niente. Però ve lo racconto lo stesso perché le dinamiche da "addio al celibato" fanno molto ridere. All'ingresso del locale ci ritroviamo per la consegna dell'immancabile "maglietta celebrativa". Prima domanda: avete mai visto una maglietta di addio al celibato non volgare? No? Neanche io. E infatti anche questa era degna rappresentante del genere. Sull'elegante t-shirt i "fuck" si alternavano ai "suck" e ai "monto" (non nel senso della sedia Ikea, ma in quello di "qualcuna a caso"). Penso tra me e me: "Se l'obiettivo è attrarre la maialona di turno, direi che abbiamo cominciato con il piede sbagliato". Il festeggiato (del quale non svelerò il nome, ma magari in fondo all'editoriale sì) viene quindi omaggiato con un sobrio cappello a forma di condom color fucsia: immediatamente fioccano gli "aò, pari una testa di cazzo". Dentro, Sodoma & Gomorra. Prendiamo possesso del nostro tavolo 1x1 dotato di numero due divani a formare un semicerchio. Un gentilissimo cameriere, vedendomi educatamente seduto mi fa: "Pirla, i divani in discoteca non sono fatti per poggiare il culo come se dovessi bere il tè con tua zia, semmai devi stare in piedi per conquistare una posizione di dominio e far vedere che tu c'hai il divano e gli altri no". Apprendo la lezione e mi guardo attorno: effettivamente moltitudini di maschi in calore devastano con i piedi il rispettivo divano. Penso: "Se li vedesse mia madre verrebbe fuori un casino". Il cameriere, non pago, butta il carico da novanta: "Comunque Biasin alla tua età con la maglietta fuck & suck sei ridicolo". E se ne va. Non faccio in tempo a riflettere su tutta la situazione che arriva la classica "bottiglia da discoteca": trattasi di numero due bottiglie (per l'appunto) di rum marca "Ruhmm". Vi dico solo che al momento dell'apertura delle stesse due cubani presenti nel locale non ce l'hanno fatta e si sono tolti la vita. Pongo il quesito al cameriere: "Scusi, a voi quanto costano queste porcherie di bottiglie?". Lui, elegantissimo: "Si faccia i cazzi suoi e paghi". Paghiamo - perché in fondo siamo dei signori - e beviamo come idrovore. I brindisi si sprecano, le buone maniere (se mai ci sono state) evaporano e - contro ogni mia aspettativa - disadattate a chili si avvicinano secondo l'incredibile logica del "più sei molesto e fai schifo, più la disadattata s'incapriccia". Per intenderci: arriva una tizia, "monta" sul divano con fare da esperta cavallerizza e fa al mio amico Guido (nome fittizio): "Che bello gruppo che siete voialtri ragazzzi. Tutti molto simpattici ed elegganti con cueste maliette". Lui: "Sei straniera?". Lei: "No, analfabeta". Lui finge un mancamento, io un attacco epilettico, lei si frega il nostro "Ruhmm". Ce ne andiamo. Scesi dal "trono" l'amico mio se ne esce con una frase che non sentivo dal "solito" 1986: "Facciamo un giro del locale per vedere com'è". Un grande classico di tutti noi che siamo stati in disco e non beccando una mazza pensavamo "Sarà colpa della geografia del locale, basta cambiare zona e la vita ci sorriderà". E invece non cambiava niente, anzi, al limite tornavi indietro dopo la perlustrazione e ti avevano finito il "Ruhmm". Fatto sta che alzo gli occhi e vedo decine di giovani virgulti marciare in senso orario come soldati, tutti con atteggiamento falsissimo del genere "sto camminando di là perché devo andare proprio di là". E invece sono solo in tipica e fallimentare "perlustrazione maiala". Dall'alto dei miei 3243 anni di esperienza mi viene da sorridere, poi abbasso la testa, mi rendo drammaticamente conto della maglietta che indosso e mi scappa un "che figura da coglione".
Ora il mercato. Anzi, le rogne di mercato.
Dunque, ieri a ore pasti penso: "Come lo organizzo il Tmw di questa settimana? C'è troppa "ciccia", non posso cazzeggiare più di tanto". Bello deciso prendo in mano il cellulare e scrivo alla mia mega-fonte interista ("interna" e SUPER attendibile, fidatevi) : "Ciao Xxxxx, domani esce il mio consueto editoriale pieno di minchiate. Per evitare di scrivere boiate di qualsiasi genere (tra l'altro la mia specialità) chiedo un minuto della tua pazienza. "Se" e "quando" puoi ovviamente". Passano le ore, non mi risponde. Proprio mentre stavo per scrivere "Quello stronzo di Xxxxx non mi ha risposto" (l'avrei scritto perché sono un fetentone), mi arriva la chiamata. Precisa, netta, chiara. Ecco il succo: 1) l'Inter non ha mai trattato la cessione di Kovacic, mai. Il club sa dell'interesse del Liverpool (e di almeno un altro club...) ma non ha mai ricevuto alcuna chiamata né ha intenzione di lasciare partire il ragazzo. Solo di fronte a proposte indecenti verrebbe presa in considerazione l'eventuale cessione, ma per cifre "indecenti" si intende molto superiori ai 25 milioni sparati in questi giorni su alcuni organi di stampa. Ergo, l'agente del calciatore probabilmente si è fatto qualche chiacchierata con il club inglese, ma il ragazzo resta a Milano. 2) La stragrande maggioranza delle decine di nomi accostati in questi i giorni alla Beneamata sono colossali "bufale". La "fretta mediatica" non si sposa con il modo di lavorare dei dirigenti nerazzurri che hanno in testa pochi ma chiari obiettivi. Per la difesa si prova per il centrale Abdennour del Monaco, un sondaggio è stato fatto anche per Miranda, restano vive ("ma solo perché lui vorrebbe tornare in Italia, il prezzo è troppo elevato") le speranze per Benatia. A centrocampo arriveranno "uno, massimo due giocatori": si cerca di fare l'impossibile per Kondogbia (sì, c'è anche l'Inter...) e Imbula, nulla di vero su Allan (con mia immensa delusione) dopo che nel recente passato l'affare poteva andare in porto. In attacco arriverà un solo giocatore per completare il reparto. 3) Punto dolente. Chi parla di "tesoretto stanziato da Thohir" non sa quello che dice: l'Inter deve autofinanziarsi. Si compra solo ed esclusivamente con quel che si incassa. Alternative non ce ne sono, anche perché l'Uefa "osserva ogni mossa". 4) Con Zukanovic e Murillo il mercato finisce lì per un totale di sei acquisti. 5) Handanovic rinnoverà senza pretendere i famosi 3 milioni di ingaggio anche perché "non è arrivata alcuna offerta per lo sloveno". 6) In uscita i vari Campagnaro, Jonathan (sigh...), Obi, Andreolli e uno - udite-udite - tra Juan Jesus, Ranocchia e Vidic. Fine. Mi rendo conto che molti penseranno "tutto qua? Come si fa a tornare in Champions?". Non lo so, per una volta faccio la persona seria e mi limito a riportare informazioni fresche e garantite. In ogni caso Mancini al di là di quel che si dice è d'accordo su tutto. Toccherà a lui fare una magia...
Ora il Milan, ovvero l'altra sponda del Naviglio. Sapete bene che il sottoscritto è spesso stato molto severo a proposito della gestione delle cose rossonere di questi ultimi due anni. Non in questo momento però. I critici "a prescindere" sono una razza pericolosa, almeno per come la vedo io. L'operazione Berlusconi-Bee - ancora in fase di definizione ma più che concreta - è semplicemente una genialata, tanto che il sottoscritto si è permesso di definire Berlusconi il nuovo Mago "Silvian". Quelli che "eh ma la Doyen fa cose sporche..." o "eh ma bisogna vederci chiaro, c'e qualcosa che non va..." fino a "eh ma così si fanno entrare le mafie nel calcio italiano" non sanno quello che dicono/scrivono. Non più tardi di un mese fa il Milan di Berlusconi era un club allo sbando, in difficoltà, contestato, criticato, deciso a ripartire da una squadra "italiana" dove per italiana si intendeva "a basso costo". Un mese dopo Galliani (insisto, dovrebbe delegare qualche operazione e prendere qualche volo in meno, ma se ce la fa buon per lui) tratta i seguenti nomi: Jackson Martinez, Ibra, Kondogbia, Hummels, Luiz Adriano. Poco? Con un triplo salto mortale si è passati dal dire "Beh l'anno prossimo Niang e magari Destro potrebbero costruire una coppia dignitosa" a "Ibra e Martinez insieme vanno bene, anche se a guardar bene lo svedese potrebbe un po' pestargli i piedi...". Praticamente l'universo alla rovescia. Eppure... eppure c'è chi storce il naso perché "i soldi chi li mette... com'è possibile... ma la Doyen i giocatori te li affitta e poi te li porta via... Guardate che brutta fine ha fatto l'Atletico Madrid". Brutta fine? Io guardo l'Atletico e vedo un club che fino a 5 anni fa lottava per il 5° e 6° posto e un lustro dopo ha messo in bacheca una Liga (battendo Real e Barça, mica il Grumello) e disputato una finale di Champions persa solo Dio sa come. La verità è che chi fa il mio mestiere troppo spesso non può fare a meno di "pensar male", non riesce/vuole credere che a un signore un po' in là con l'età sia riuscita una "magia", ovvero convincere un broker catalizzatore di milioni che "Milan è bello" ma che se si vuol far parte della "famiglia" bisogna sottostare a tutta una serie di condizioni: 1) Il padrone è e sarà sempre Berlusconi. 2) Troppa pubblicità non piace al padrone. 3) Lo sfruttamento del marchio è consentito a patto che nell'immediato venga immesso nelle casse un quantitativo notevole di "grano". E' esattamente quello che sta accadendo: il Milan farà mercato con 150 milioni, un terzo della somma totale che il thailandese Bee è disposto a pagare per avere il 48% della società. Il resto lo farà la Doyen, ovvero il fondo che gli amanti del mercato "vecchia maniera" valutano come il male del calcio, mentre non si rendono conto che il "male del calcio" dipende proprio da chi opera "alla vecchia maniera", di chi promette e non mantiene, di chi si frega anche i resti in pizzeria. È vero, la Doyen "affitta", ma affitta prodotti extra-lusso e paga subito. A quelli che... "c'è qualcosa di losco" consigliamo di andare a vedere qualche partita del Milan il prossimo anno, probabilmente potranno guardare una squadra di valore europeo che magari non vincerà, ma di certo non avrà lasciato nulla di intentato. In fondo è quello che chiedono i tifosi: impegno, poi le cose possono andar bene o male. Ma forse mi sbaglio io, forse era meglio proseguire con lo stadio vuoto e gli allenatori che alla fine delle partite ti guardano e dicono "eh, ce l'abbiamo messa tutta ma siamo quello che siamo, portate pazienza...". Mah...
In chiusura la Signora, ovvero il club più bersagliato di offerte dell'universo mondo. Dopo la minchiata galattica sui 200 e passa milioni per Pogba (è più affidabile Schettino di un tabloid inglese, soprattutto nell'edizione domenicale), tocca a Zizou: "Anche noi vogliamo Pogba". E fin qui... Il fatto è che anche la mia squadra di calcetto vorrebbe il francesino, così come tutte le squadre del pianeta. La verità è che ad oggi nessuna offerta ufficiale è stata formulata per il fuoriclasse bianconero, né la Juve ha intenzione di farlo partire perché non ha alcuna urgenza di incassare il "malloppone". Con 100 milioni di premi-Champions il problema non è "vendere per incassare", semmai capire cosa vogliono fare i soliti Tevez e Pirlo. Con il secondo "più fuori che dentro", concentriamoci sul primo: qualche settimana fa scrissi che l'addio dell'argentino non per forza sarebbe stato un disastro per i bianconeri. Confermo e sottoscrivo: i dirigenti della Signora sanno che non avrebbe senso ripartire da un giocatore che sì, è straordinario, ma evidentemente a Torino dopo due anni ha esaurito la sua riserva di "fame". Se così non fosse Marotta e soci avrebbero proposto un rinnovo sontuoso, invece - saggiamente - si sono limitati a "passare la palla". Il problema è che l'argentino a sua volta ha preso tempo, il ché ritarda l'operazione "rimpiazzo". Guai seri? Neanche un po'. La Juve (Allegri), ha le idee chiarissime: arriverà il famoso fantasista (Oscar era un sogno, ora è vicinissimo!), con lui Berardi, uno che se solo avesse nome straniero sarebbe già definito "futuro fenomeno" (perché lo diventerà, poco ma sicuro). Infine Mandzukic, ma solo se l'Apache sceglierà Madrid a completare "lo scambione" (più conguaglio). Mettiamola così: se questi sono "problemi" ben vengano...

Fine dei giochi. Con la promozione del Como in serie B la stagione è ufficialmente conclusa. Vi chiedo un timido applauso alla squadra della mia città, promossa grazie a 4 soldi (ma proprio 4...) ben spesi, a un gruppo meraviglioso e a un mister (Sabatini) che somiglia tanto al direttorissimo della Roma, forse perché "è" il fratello del direttorissimo. Ora, direttorissimo, cosa vogliamo fare con questo Strootman? Non lo vorrà mica far recuperare nella pericolosissima serie A dove tutti picchiano come fabbri! Lo presti a suo fratello, da bravo. Magari insieme a Ljajcic. E a Gervinho. Ah no, quello se ne va dagli sceicchi, beato lui...

E ora, a grande richiesta, il nome dello sposo! No, dai, non posso, mi mena. Però posso regalarvi la maglietta! "Venghino signori venghino su twitter! @FBiasin"


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