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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Attenzione: la mossa a sorpresa che rilancia Tavecchio. Clamoroso: sono d'accordo con Abodi! Serie A ai minimi storici, retrocesse già a febbraio

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
29.02.2016 13.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 41948 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Da quando Tavecchio si è seduto sulla poltrona di Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha lavorato più per respingere le bordate che gli arrivavano che per cambiare realmente il calcio. Il tempo per lavorare è stato poco e neanche la possibilità di leggere tutte le carte che in un minuto ha dovuto pensare alla campagna elettorale. Stesso discorso per Gravina, nuovo Presidente della Lega Pro. Sta studiando per capire dove mettere le mani in un mare di problemi, ma tra poco dovrà pensare alla prossima tornata elettorale e non a risolvere i problemi di 54 società italiane. La cosa sconcertante sono i regolamenti e gli statuti. Gli uomini passano, ma siamo prigionieri di una legislatura che va cambiata al più presto. Tavecchio torna a sperare. Fino ad una settimana fa era considerato da tutti l'ex Presidente della Figc. Ha contro mezzo sistema del calcio italiano, il Coni spinge in altre direzioni e Lotito non ha più il potere di un anno fa. Infantino Presidente della Fifa, però, è l'ultima carta disperata di Tavecchio. Aveva giurato il voto a Infantino e, nonostante le tentazioni, ha rispettato la parola data. Siccome non siamo alla Caritas ma in un mondo di squali, tra poco Tavecchio si presenterà alla porta di Infantino per chiedere un appoggio ufficiale per le prossime elezioni. Nulla di sconvolgente. Bisogna, però, partire subito per arrivare in tempo al secondo mandato. La posizione di Carraro e Abete, tuttavia, risulta sempre determinante. Per il lettore classico, leggere i nomi di Carraro e Abete rievoca il passato, invece, nei salotti giusti di Roma i due ex Presidenti sono sempre attivi. Oggi più che mai. Carraro spinse Tavecchio alla Presidenza Federale, poi il rapporto si è incrinato. Sembrerebbe che Carletto - dopo l'appoggio ricevuto - abbia pensato più ai fattarelli suoi che a quelli di chi lo ha spinto su quella poltrona. Abete è un nome sempre forte. Il progetto più ambizioso sarebbe: Infantino Presidente Fifa, Abete in corsa per la presidenza Uefa e Tavecchio che scende a compromessi con i primi due che riconferma la leadership nazionale. Non è semplice, ci mancherebbe... Anche perché portare a capo del sistema del calcio mondiale un italiano e mezzo, per noi, sarebbe come fare bingo, ma per gli altri sarebbe come perdere potere. Sullo sfondo c'è Roma 2024: Malagò sta lavorando benissimo in quella direzione e sta cercando di allontanare la candidatura di Parigi, oggi tra le principali minacce per Roma. Il vento sta cambiando, la politica sta facendo passi importanti e l'Italia non sta a guardare. Prendiamo come esempio il golf: il Presidente della Federazione Golf, Chimenti, meriterebbe una statua vicino al Colosseo per aver portato in Italia la Ryder Cup del 2022, quando aveva avversari con più credenziali e più potere. Chimenti ha dimostrato che, con la buona volontà, l'ingegno e la fantasia si possono abbattere muri invalicabili. La politica del calcio è ancora indietro di qualche anno, ma qualcosa sta cambiando. Malagò studia ed esamina se chiude il cerchio con Roma 2024, al Colosseo servirebbe un'altra statua. Preferibilmente non da coprire. Si stanno facendo oggi i giochi anche per l'elezione del Presidente della Lega di serie B. Andrea Abodi è un po' come l'uomo che è sposato con la moglie ma in testa ha da sempre un'altra donna. Quella del piano di sopra. Bene, Abodi sogna la Lega di A ma nel frattempo non vuole perdere giustamente la Lega di B. Allora sta lavorando con i club per la conferma del mandato. Ad oggi manca una candidatura affidabile per la successione di Abodi, anche se il nome che circola potrebbe mettere tutti d'accordo. Il Presidente della Lega di B, settimana scorsa, ha detto una cosa che mi trova d'accordo. Clamoroso. Abodi ha giustamente fatto presente che il paracadute - per come è impostato - non è un principio sano e garante di competitività tra le società. In poche parole il prossimo anno, in B, ci sarà solo una promozione diretta e una attraverso i play off. Il Verona è già in serie A. Il paracadute sul quale potrà contare l'Hellas è di quelli di ferro e basterà costruire una squadra competitiva con i soldi delle Leghe per tornare immediatamente su. Stesso discorso valso due anni fa per il Palermo e quest'anno per il Cagliari. Quello che dice Abodi è giusto e sensato. In occasione dell'ultima assemblea hanno fatto passare per pazzo e visionario il Presidente della Pro Vercelli che avrebbe detto cose che vi raccontiamo da tempo. Ma questo è un altro capitolo. Triste ma vecchio.
In confidenza, vi volevo anche raccontare che, ormai, non dormo più bello e beato come faccio la domenica pomeriggio da 5-6 anni. Aspetto con ansia le partite di serie A della domenica, perché unite al divano e alla copertina conciliano il sonno. Le partite di domenica pomeriggio sono sempre meno, stadi sempre più vuoti, con le piccole che non riescono a riempire neanche metà stadio, e partite di qualità indecente. Ti ritrovi a fine febbraio con i verdetti già segnati per la retrocessione. Signore e Signori vi preannuncio chi retrocederà quest'anno... Verona, Carpi e Frosinone! Ho vinto "quacchecosa"? Bisogna trovare un rimedio serio e concreto. Oggi Crotone sogna e giustamente gode per una promozione storica che sta arrivando, ma faccia qualcosa, da subito, per evitare di essere la prossima vittima sacrificale. I Vrenna e Ursino sono bravi e qualcosa si inventeranno ma chi sale in A, con 4 soldi, non può essere mandato così al patibolo. Le favole degli anni '80 Ascoli, Avellino, Pisa e Cremonese esistevano sul serio. E c'era spazio per i sogni veri. Non mi parlate oggi di favola Sassuolo perché il Sassuolo non ha nulla di provinciale, se non i pochi tifosi allo stadio e lo status sulla cartina geografica. Il Sassuolo ha una proprietà talmente solida che potrebbe prendere, sicuramente, il posto del malandato Thohir.
In attesa di risposte, porgiamo i nostri più cordiali saluti...


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