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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Balotelli, i segreti di una giusta cessione voluta da Inzaghi. Cerci più vicino all'Atletico, Jackson Martinez sogno Milan. Vidal, giorni decisivi. Napoli, i dubbi di Higuain

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
22.08.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 60252 volte
© foto di Federico De Luca

L'amore tra Balotelli e il Milan è durato poco, un lampo. I rossoneri hanno fatto bene a cederlo, non c'era altra strada o soluzione per una storia finita da un pezzo e duratA lo spazio di cinque mesi. I primi cinque mesi. E tornano alla mente le parole di Berlusconi....<è una mela marcia>. E' finita senza rimpianti. Del resto tira una brutta aria per i bad boys. In tempi di crisi, società e allenatori vogliono andare sul sicuro, preferiscono l'uomo al talento calcistico senza regole. Si spiega anche così questa cessione dell'ex Supermario, ora semplicemente Mario, al Liverpool. Una sorta di blitz che però covava da tempo nella testa di Galliani e Inzaghi, con Mino Raiola debitamente informato per cercare una soluzione al problema.

Il mondiale sicuramente infelice, la bocciatura di Prandelli che ha usato Balotelli anche come giustificazione a un suo fallimento, hanno messo in crisi e rallentato una operazione che era stata programmata da tempo. Tra giugno e luglio i potenziali acquirenti, le società che avevano pensato a Mario, dall'Arsenal al Monaco per sostituire Falcao, si sono eclissati uno dopo l'altro.

Galliani ha fatto finta di togliere il giocatore dal mercato ben sapendo che soltanto una sua cessione gli avrebbe consentito di trovare liquidità per poter portare a casa qualche pedina vera e non soltanto parametri zero come Alex o Menez.

Soprattutto ha lasciato a Inzaghi l'ultima parola, la valutazione definitiva sulla volontà o meno del giocatore di rimettersi in discussione, di lavorare con profitto assieme alla squadra. Inzaghi è sempre stato un atleta modello, sa che i gruppi funzionano se ci sono le regole, se c'è la cultura del lavoro. La tuornèè all'estero, il primo mese di lavoro assieme, è servito a Superpippo per capire se c'era ancora spazio per far tornare Balotelli un giocatore importante per il nuovo Milan. La risposta è no. Per rilanciarsi, per provare a rimettersi in discussione, l'attaccante ha bisogno di una nuova piazza, di nuovi stimoli. Una scelta difficile, ma alla fine giudicata utile sia per il giocatore che per il Milan. Una squadra che deve ricominciare con umiltà, che deve provare a giocare da squadra vera, dove tutti lavorano per tutti, come il Milan non può permettersi un Balotelli.

Anche Mino Raiola è d'accordo per il bene del suo assistito. Dopo il mondiale il già difficile rapporto di Balotelli con le tifoserie italiane sicuramente sarebbe stato ancora più complicato. Ne avrebbe fatto le spese il suo rendimento (Balotelli è uno che somatizza) e quello del Milan.

Raiola ha trovato in fretta la soluzione, il Liverpool doveva sostituire Suarez e loro sono abituati a gestire bad boys. L'Inghilterra la conosce bene, la Premier pure, parla la lingua, operazione più giusta non ci poteva essere.

Con i venti milioni che porta a casa Galliani sta provando a prendere Jackson Martinez che da tempo ha chiesto al Porto di avere un'altra occasione professionale. L'anno scorso la trattativa con il Napoli è arenata, quest'anno il prezzo dell'attaccante è sceso da 40 a 25 milioni e spalmandoli, Galliani spera di farcela. Una punta centrale in grado di garantire la doppia cifra servirebbe al Milan che ha solo Pazzini e tutti attaccanti esterni.

Inzaghi può giocare con il 4-3-1-2, ma anche con il 4-3-3, è vero che i rossoneri non avranno le coppe, ma un centrale solo sembra davvero poco. A meno che non si pensi di giocare a volte con il falso nove, da El Shaarawy, passando per Menez o Niang, altre soluzioni ci sono.

Il vero obiettivo di Inzaghi, per la verità, è sempre stato Cerci. Con Cerci a destra, Pazzini centrale e El Shaarawy a sinistra, il Milan avrebbe penetrazione, ma anche tre attaccanti che tornano e lavorano molto per la squadra. Cerci però è ormai molto vicino all'Atletico. Dalla Spagna rimbalzano notizie di una operazione già conclusa, Cairo ha aspettato quasi due mesi il suo amico Galliani, ma la decisione spagnola dovrebbe essere stata presa anche per una offerta che supera i 15 milioni. Le prossime ore dovrebbero essere decisive per capire se c'è ancora spazio di manovra per il Milan che ha sicuramente bisogno di Cerci ma anche di un altro centrocampista. Dzemaili è in arrivo, ma al centrocampo rossonero manca la qualità. Vedremo.

Stanno scappando in tanti da questo nostro campionato povero. Benatia è praticamente del Chelsea e Sabatini cerca il sostituto sperando di strappare alla Juventus il giovane Nastasic del City. Gli inglesi da tempo hanno in piedi questa operazione con i bianconeri che avrebbero l'ex viola in prestito in cambio di una opzione futura su Pogba. La Roma, però, si è inserita offrendo dieci milioni per rilevare tutto il cartellino e il City ora ci pensa.

Sempre in tema Juve, nonostante le smentite continue, Vidal non ha ancora deciso se rimanere o meno: sarà decisiva l'ultima settimana e l'ingaggio che il Manchester offrirà al giocatore. Questa è una partita ancora giocare, non è un caso se Allegri ha bloccato la cessione di Marrone e la Juve si sta ancora guardando intorno. Sostituire Vidal è impossibile, nella rosa della Juve attuale anche Asamoah potrebbe essere una pedina utile tornando a giocare centrale come faceva nell'Udinese. Con Pirlo, Pogba e Marchisio il terzetto titolare di centrocampo regala comunque ampie garanzie, un problema non da poco sarebbe il turn-over.

Resta un dato di fatto inconfutabile: in Italia non restano più o restano controvoglia i giocatori migliori. Anche la Fiorentina vorrebbe tenersi Cuadrado, per ora un'offerta che tocchi i 40 milioni chiesti da Della Valle non è arrivata e le speranze di trattenere il colombiano ci sono, ma se dovesse arrivare il Barcellona con la cifra giusta, anche Cuadrado se ne andrebbe volentieri per guadagnare di più e provare vincere in Europa.

Proprio per questo è in ansia anche il Napoli. Se non dovesse passare il turno e rimanere fuori dalla Champions, anche Higuain potrebbe diventare un problema. Era venuto a Napoli dal Real per provare a vincere lo scudetto e avere un posto fisso, ritrovarsi ancora in Europa League non lo renderebbe felice considerato che in giro ha tanti estimatori importanti. A cominciare da Messi.


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