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Editoriale

Benitez docet: all'Inter e al Milan non gioverà aver preso i campioni in questa campagna invernale. Strinic e Gabbiadini più utili per le carenze manifestate dal Napoli che deve tornare in Champions

01.02.2015 00.00 di Raffaele Auriemma  articolo letto 34611 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

"Prendere un giocatore famoso può essere utile nell'immediato, poi in futuro chissà". La teoria di Rafa Benitez è apprezzabile, condivisibile, anche se lascia aperto il dubbio ad una considerazione supplementare: e se al Napoli avessero detto sì elementi del calibro di Lucas Leiva...? Battuta a parte, sarebbe stato diverso per le caratteristiche di un centrocampista che avrebbe arricchito un organico già forte, ancorché carente proprio in cabina di regia ed in difesa. Gli azzurri terzi in classifica e con ambizioni anche maggiori, forse non hanno nulla in meno rispetto a Roma e Juventus, entrambe battute in questa e nella passata stagione, e diventa spontaneo il pensiero che basterebbe uno sforzo sul mercato per battersi davvero alla pari in previsione scudetto. I campioni, i calciatori di qualità, quelli che ti permettono di fare la differenza, bisogna essere bravi a convincerli, anche quando non ti chiami Barcellona, Chelsea o Psg. È ciò che hanno fatto Inter e Milan ingaggiando Shaquiri e Podolski, Cerci e Destro: di certo non sarebbe stato sufficiente esporre il marchio del casato per strappare il sì a calciatori che vorrebbero lottare per qualcosa in più della modesta ipotesi di una futura partecipazione in Champions, gli avranno mostrato prospettive e cachet più ricchi di quanto attualmente esprima quella realtà. Su questo punto ha ragione Benitez, trattandosi di acquisti che fanno rumore eppure sono accompagnati dal sospetto che poco possano fare per raddrizzare la stagione di Inter e Milan. Insomma, i classici "colpi" di rabbia, effettuati dalle due dirigenze principalmente per raffreddare gli animi delle tifoserie in subbuglio. Molto più razionale finora il mercato di riparazione del Napoli, caratterizzato dalla scelta ponderata per ognuno dei nomi che poi vestono la maglia del Napoli. Può piacere o meno, ma Strinic e Gabbiadini rappresentano il meglio di questa finestra di mercato, e non tanto per il loro valore, ma per il contributo ulteriore che potranno dare ad una formazione che palesava delle carenze prima del loro arrivo. Soprattutto l'ex doriano, è destinato a diventare un Big nel Napoli del futuro e quasi certamente andrà a prendere il posto di Callejon il cui desiderio di tornare a Madrid è ormai noto a tutti. Oppure chissà, Gabbiadini potrebbe essere utilizzato anche come seconda punta, l'anno prossimo, da un altro allenatore, giacché sembra sempre più concreto il rischio che Rafa Benitez decida di non rinnovare il contratto con il Napoli. Sta accompagnando la gente di Napoli gradualmente verso questa soluzione, con il sorriso sulle labbra, utilizzando al meglio ognuna delle parole che pronuncia nelle conferenze stampa trasformate da tempo in agorà con discepoli trasognati, a bocca aperta nell'ascoltare il Verbo sulle cose del pallone. Parole e parabole, con un retrogusto di concretezza che non guasta: la continuità dei risultati è la vera, grande rivoluzione che Benitez ha annunciato e che dovrà completare per riportare il Napoli in Champions League.

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