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Berlusconi, il problema non è Sinisa... Inter, uno tra Miranda e Icardi se ne andrà

23.03.2016 07.34 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 36383 volte
© foto di Federico De Luca

Ovunque mi volto, sento parlare di errori arbitrali. Tutti si lamentano... Fa parte del nostro DNA. Ora che il "gol-non gol" non è più argomento di discussione, c'è rimasto solo il direttore di gara e le sue nefandezze... Alla 007, vediamo complotti ovunque, non riusciamo ad accettare che quell'arbitro non sia in malafede. Non ci voglio neppure entrarci, fedele alla mia teoria: tutti sbagliamo, nessuno si diverte ad essere inchiodato per gli errori che commette e, soprattutto, mille volte gli arbitri italiani dei colleghi stranieri (regola che vale anche per diversi calciatori provenienti dall'estero). Quindi passiamo ad altro. Tre tappe in questo editoriale... Prima tappa: casa Milan. Io considero Silvio Berlusconi un benefattore, calcisticamente parlando. Ha portato il Milan sul tetto del mondo ma, come tutti i grandi condottieri, quelli che hanno assaporato la gloria vera, non accetta il "ridimensionamento". Secondo il suo personale punto di vista, il Milan è, a prescindere, la squadra più forte del mondo. Barbara vede il Diavolo, giustamente, da Europa League, Silvio si sorprende del fatto che non sia in corsa per vincere la Champions League. Presidente, il Milan di oggi non è il Milan di Sacchi o Capello, tanto per intenderci. E il problema non sta in chi lo guida in panchina... Mihajlovic non ha colpe, i difetti sono a livello di rosa. E' un Diavolo con poca qualità, senza fuoriclasse autentici, con giocatori normali che, alla fine, portano, correttamente, ad una classifica normale. Tutto qui. Cambiare Mihajlovic non porterà a nulla, anzi potrebbe costringere il Milan a ricominciare nuovamente da zero... E come andrà a finire? Che tra qualche mese, se la rosa resterà la medesima, si parlerà dell'ennesimo, nuovo, allenatore... Comprendo che non debba essere facile ma il Signor Berlusconi deve cominciare ad accettare la dura realtà, ossia che il Milan di oggi non è quello di ieri... Ecco, dovesse tornare Re Zlatan, qualcosa potrebbe anche cambiare ma serve uno di questa levatura per ambire al top. Seconda tappa: Inter. Ormai è sicuro. Il pareggio con la Roma ha complicato enormemente la corsa al terzo posto. Un big, senza Champions, se ne andrà. Chi? Uno tra Miranda e Icardi. Il primo piace, molto, al Barcellona. Costato 15, potrebbe essere rivenduto a 25/30 milioni. Il secondo intriga moltissime squadre ma attenzione al Manchester United. Qui ballano 40 milioni di euro. Personalmente, se fossi costretto a scegliere tra i due, venderei Miranda, solo per una questione di età (il brasiliano va per i 32 anni). Mancini, invece, ritengo, dovesse scegliere, sacrificherebbe Icardi... Terza tappa: Roma. Il patron Pallotta sta, di fatto, dando a Spalletti più poteri di Superman. La Roma è nelle sue mani, sempre di più. Decide tutto il buon Luciano, anche il colore della carta igienica da impiegare nei bagni di Trigoria. Ora pure Sabatini lascerà la società giallorossa. E, onestamente, credo sia un grave errore. Che abbia sbagliato diversi colpi di mercato non c'è dubbio (pesa la mancata esplosione di Dzeko, arrivata dopo i flop di Iturbe e Doumbia) ma, signori, averne di direttore sportivi come Sabatini. Ogni giocatore che ha rivenduto, ha fruttato soldi a palate (Lamela, Benatia, Marquinhos, tanto per fare qualche esempio). Ha scommesso su giocatori sconosciuti, rendendoli nomi di prima fascia. Ricordo un certo Pjanic, arrivato, nel 2011, come possibile buon giocatore (costo: 11 milioni di euro) e ora cercato da mezza Europa (valore: non meno di 30 milioni). Idem per Manolas: costato circa 15 milioni, ora ne vale circa il doppio. Insomma, la Roma ci ha guadagnato nei cinque anni di regno di Sabatini. Comunque sono tranquillo. Uno come lui resterà poco senza lavoro, anzi, probabilmente ha già un nuovo incarico (Bologna?). Curioso di vedere chi prenderà il suo posto a Roma e se sarà abile come Sabatini... Magari deciderà tutto Spalletti...

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