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SONDAGGIO
Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

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Editoriale

Berlusconi spariglia: arrivano i capitali. Brozovic: l'ultima psicosi rossonera. Juve: Pazzini "no", Cassano no. Canada: Borriello come Giovinco. Viola: Gilardino e Aquilani ok

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
24.01.2015 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 42500 volte

La settimana iniziata all'insegna del Berlusconi che ci hanno raccontato, furioso e torvo all'indirizzo dei suoi giocatori, si è conclusa con un presidente visto all'opera in carne e ossa: saldo nelle sue convinzioni sulla rosa rossonera, indisponibile ad arretrare anche di un solo millimetro rispetto alle cose pensate e dette nelle scorse settimane. Di più: comprensivo, protettivo, fiducioso verso i suoi giocatori. La settimana proseguita con un Berlusconi fatto trapelare stanco, preoccupato e crepuscolare sul tema Milan si è infranta sulle parole di Tarak Ben Ammar. Il quale, nelle sue dichiarazioni e sul suo lavoro di finanziere (a lui si deve la brillantissima partecipazione di Al Walid alla quotazione di Mediaset), non solo è attendibile. Ma è il più attendibile di tutti. Mai messo piede a Milanello, Tarak. Lo ha fatto ieri, per dare un segnale fortissimo e chiarissimo. I sentimenti non si quotano, è stata la posizione storica di Berlusconi sul Milan in Borsa. Vero, ma era un mondo diverso da questo. Ecco cosa significava "Sono preoccupato per il Milan...": non si stava piangendo addosso...era l'urlo di battaglia. Borsistica ma pur sempre battaglia. Bisogna saperlo capire il presidente Berlusconi...e non è da tutti...In ogni caso l'energia di ieri a Milanello, tra i corridoi, i vialetti e la sala da pranzo di Silvio Berlusconi verso Tarak era fuori dall'ordinario. Lo chiamava, lo cercava, lo voleva. La quotazione del Milan nei paesi ben noti a Tarak, non solo Hong Kong e Dubai ma anche Shanghai e Singapore, può portare capitali molto ma molto importanti. E' la svolta buona. La proprietà resta, come da smentita dell'altro giorno fatta a questo punto non a caso direttamente da Silvio Berlusconi, quella storica e inimitabile del Milan, ma contaminata in positivo dallo sbarco azionario nei Continenti in cui il Milan è una reliquia. I tifosi rossoneri ne devono essere felici. Con buona pace di tutte le "sole" sulla vendita del Club che dall'Ottobre 2009 ci siamo dovuti sorbire, ogni qual volta il Milan è andato male per tre, quattro partite.

Brozovic all'Inter ha scatenato e avvelenato i tifosi rossoneri. Ecco, loro sì e noi no. A parte che dopo Bonaventura e Cerci, ci sta un Brozovic, ma non intendiamo cavarcela a buon mercato. L'Inter sta rischiando tanto e con coraggio. Mancini, il cui contratto è un contrattone da quasi 4 milioni di euro tutto sommato, era un segnale. E lui ci sta mettendo del suo, nel far giocare all'attacco anche la dirigenza e non solo la squadra. Complimenti, e senza rosicamenti. Veniamo al Milan. Sono giorni e giorni che i mezzi ufficiali del Milan raccontano di un mercato privo di illusioni, senza mai far cenno ad un centrocampista. Il Milan e il centrocampo, dunque: per tre giorni a inizio Gennaio, Axel Witsel era stato un sogno, ma Witsel, non Brozovic...E Adriano Galliani con gli amici era stato molto chiaro: "I sogni muoiono all'alba"...Più o meno lo stesso dicasi per Mario Suarez. Il Milan c'è, sa tutto di tutti i giocatori, ma il capitolo Borsa è la dimostrazione che Arcore non vuole comprare e sperare in Dio, ma lavorare e attrezzarsi per il futuro. Senza salti nel buio. Per il bene del Milan negli anni. Non fino a Giugno.

Antonio Cassano, in questo momento in tutt'altre faccende affacendato con il Parma, non andrà alla Juventus. Massimiliano Allegri non ha dimenticato la sua scarsa riconoscenza verso un Milan che lo aveva riportato due volte in azzurro, e la seconda volta all'Europeo, ma non solo. La linea societaria juventina non ammette deroghe. Curiosamente, quello che accadde fra lo stesso Cassano e Pazzini, fra Milan e Inter nell'estate 2012, riguarda anche oggi la Juventus. E cioè dalla sponda pugliese a quella carrarina. Pazzini non è sul mercato. Il Milan non ha allacciato trattative per la sua sostituzione e Pazzini non accetta offerte per sei mesi. Tutto chiaro e tutto trasparente. Perché allora la Juventus, in giro, chiede di Pazzini, fa domande su di lui e si informa a fari spenti?

Notizie da Firenze. Il ritorno di Gilardino viene dato per fatto in città e magari tutto questo ha messo un po' di pungolo e di sano prurito a Mario Gomez come abbiamo visto in Coppa Italia contro l'Atalanta. Strano calcio quello italiano, strani giri e strani amori. Perché far partire Gila nel 2012 se poi lo si va a riprendere nel 2015? L'altra notizia riguarda Alberto Aquilani, alla fine prolungherà il suo contratto in viola. E anche questa è una buona notizia in chiave Fiorentina, perché Aqua è persona seria e giocatore di qualità.

Non solo Sebastiano Giovinco. Ma anche Marco Borriello. L'attuale attaccante della Roma in scadenza a Giugno veleggia non verso Toronto, ma verso Montreal. L'attracco di Di Vaio e Nesta è tutt'altro che un ripiego per Borriellone. Tra Cesena e Montreal, con tutto il rispetto per la bellissima realtà romagnola, gli Impact sono anche un scelta di vita e non solo uno snodo calcistico. Quindi per Borriello, in questo momento alla Roma, niente Genoa e niente altro. Il Canada l'aria è buona, il calcio in crescita e non manca la possibilità di stringere mani importanti per il futuro. Borriello e Montreal ci stanno pensando.

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