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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

TMW Mob
Editoriale

Bigon ha cambiato il Verona... ma soprattutto il Napoli. Giuntoli, miglior DS italiano per conoscenza di calciatori. Milan, non sei guarito. Buffon ha fatto bene, basta finti moralisti. La Primavera ha bisogno della riforma

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
09.11.2015 10.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 57746 volte
© foto di Federico De Luca

Nel calcio di oggi i direttori sportivi contano più degli allenatori. L'allenatore incide al 20%, un bravo DS al 30%. La squadra, ovviamente, fa il 50%. Se il tifoso crede che un Direttore sia bravo solo da giugno ad agosto per la campagna acquisti e cessioni, allora, è fuori strada. Ci sono due categorie di Direttori. Quelli che fanno da talent scout che girano i campi e cercano calciatori e quelli che devono far quadrare i conti ma soprattutto devono parlare tre volte al giorno con l'allenatore ed occuparsi della gestione del gruppo. Il quotidiano è fondamentale. Un Direttore che neanche entra nello spogliatoio si può considerare un impiegato bancario. A Napoli erano abituati a Riccardo Bigon. Lui la gavetta l'ha fatta, eccome. In poco tempo è passato da consegnare a Reggio Calabria la lavagna luminosa al quarto uomo a comprare calciatori per il Napoli. Adesso che non c'è più se ne stanno accorgendo i napoletani e i napoletani intelligenti oggi capiscono che negli ultimi anni non parlavamo male del Napoli per partito preso ma perché avevamo un'idea precisa di come veniva gestita quella società. A Verona, negli ultimi anni, andavano forti come un missile. Quest'anno sembrano una vecchia 500 con il motore ingolfato. Eppure non è cambiato nulla. Cooooosa? Mandorlini è lo stesso degli ultimi 5 anni, la squadra non è stata smantellata e per chi crede che Toni fosse mezzo Verona sarebbe giusto ricordare che Pazzini è costato un capitale e Toni non poteva essere eterno. Siccome non vogliamo mettere la croce addosso a Bigon dobbiamo anche essere onesti con noi stessi. A Verona ci sono un po' di anomalie. Non sappiamo come viene gestita la parte economica del club, non conosciamo i movimenti della proprietà e non sappiamo se le colpe tra Bigon e Gardini vadano divise al 50%, oppure debbano essere attribuite a quest'ultimo all'80%. Mandorlini non è uno dei nostri allenatori preferiti, sia chiaro, ed è anche un grandissimo rompiscatole, ma che sia solo lui il problema del Verona è abbastanza riduttivo. Verona rischia di fare la fine del Cagliari. Il Carpi non si è goduto neanche un giorno della sua serie A e il Frosinone vive sperando che qualcuno faccia peggio e che quest'anno possano bastare 38 punti per salvarsi. Napoli sogna. Napoli ha finalmente scoperto il valore di un vero Direttore Sportivo. Cristiano Giuntoli oggi è l'unico Direttore Sportivo in Italia a conoscere i calciatori. Alt: un altro fenomeno è Paratici ma dopo tanti anni di Juventus, Paratici è più orientato verso l'estero, mentre Giuntoli ha ancora la polvere in bocca e conosce meglio di tutti gli altri anche i calciatori delle categorie minori. Quando fai un nome a Giuntoli di un calciatore di serie C lo conosce, gli altri non li hanno neanche sentiti nominare o al massimo si informano attraverso i procuratori. La grande forza di Giuntoli che gli ha permesso di arrivare al Napoli è la concorrenza scarsa di Direttori mediocri e presuntuosi. Abbiamo addetti ai lavori che non conoscono i calciatori, grazie a quel fenomeno di Campodonico vivono su wyscout e credono di sapere di calcio. Mentre il Milan ha l'oro in Bacca... il Napoli ha l'oro in bocca. Avere Giuntoli è garanzia sul futuro. E' come pagare bollo e assicurazione. Giuntoli è bravissimo nella gestione della settimana e riesce ad avere calciatori che altri club ignorano. Entro dicembre avrà una rete scouting personalizzata e quella sarà la vera svolta del Napoli di De Laurentiis. Introduciamo l'argomento Milan: ma secondo voi è normale che Galliani sia rimasto a Gullit, Savicevic, Kakà e Gattuso? Se oggi parlate con Galliani di qualche talentino internazionale e fate le stesse domande ad un 17enne di Meda, il ragazzino vi saprà dare delle risposte più dettagliate. Perché? Semplice. Si aggiorna con i giochini, li studia su internet e vede le partite a scrocco sui siti pirata. Il ragazzino di Meda non ha la preparazione ma ha la conoscenza e il grande Direttore Sportivo non ha la conoscenza perché gli manca il tempo per lo studio di tutti i giorni. L'aggiornamento. Quando parliamo dei mali del Milan, si punta sempre il dito sul fattore economico. Fesseria. Il problema della società è che negli anni non si è evoluta e non si è mai posta il problema di organizzare una rete di osservatori in giro per il mondo. L'unico punto di incontro è Raiola che giustamente fa i suoi interessi e non quelli del Milan. Braida era il valore aggiunto e lavorava molto con Oscar Damiani e Fabio Parisi. Andato via Braida è venuto meno anche quell'aggancio con il calcio francese che avrebbe potuto portare ancora dei benefici ai rossoneri. Sinisa sta lavorando intensamente e crede fortemente nel progetto. Il giorno di Milan-Atalanta va a vedere la Primavera che gioca contro il Perugia e ha il grande merito di aver lanciato Donnarumma per convinzione e non per necessità. Il problema, come dimostrato in passato, non è l'allenatore ma l'organizzazione societaria. Sono tante le società con un presente e senza futuro. Con Direttori fantocci che pensano solo al loro guadagno, a nero attraverso giri di procuratori, e non al bene della società. Ne parleremo più avanti, con nomi e cognomi e con fatti e non con le chiacchiere. Prima, però, dovranno uscire di scena Presidenti o pseudo tali.
Andiamo sulla Juventus: qualcuno ha avuto da ridire per lo sfogo di Gigi Buffon. Sinceramente siamo stanchi dei professori e dei falsi moralisti. Ci lamentiamo che i calciatori parlano come un registratore in automatico dove basta premere Play Rec, poi dicono cose giuste e non si possono permettere perché alcune cose vanno dette solo nello spogliatoio. Chiediamo calciatori con personalità, poi la mostrano e non va bene. Vogliamo le bandiere, poi sventolano e ci accontentiamo delle aste. Finiamola! Tutti finti come i soldi del monopoli (a proposito, sapevate che si stampano più soldi del monopoli che banconote vere?). Buffon doveva strigliare la squadra e l'ha fatto. Ha tutto il diritto, uno che ha vinto tutto e ti ha tenuto la barca a galla per anni. Chi è andato in B con la Juventus può permettersi questo e tanto altro. Se qualche calciatore della Juventus si lamenta dello sfogo di Buffon vada a giocare nel Carpi e si faccia un esame di coscienza. Buffon doveva appenderli al muro per come la Juventus ha iniziato questo campionato. Allegri è un buon allenatore ma manca in personalità. Ottimo gestore, leader mediocre. Buffon è il capitano, simbolo e l'unico top player che ha questa Juventus. Quando parla lui, tutti zitti. Moralisti compresi.
In chiusura, una partita che il calcio italiano proprio non vuole giocare. Ogni anno di questi tempi rinviamo. Il nostro sistema sta morendo e nessuno fa nulla per tenerlo vivo. Bisogna partire dalla riforma. La prima riguarda gli stadi, la seconda la riforma del campionato Primavera. Le grandi società devono fare da traino. Galliani, Thohir, Agnelli e Lotito devono lottare per far passare la riforma e non aspettare che arrivi la Divina Provvidenza. Il settore giovanile è la base. Le grandi squadre devono giocare con altre grandi squadre. Vogliamo un campionato Primavera con Inter-Milan, Juve-Roma, Napoli-Fiorentina etc etc... Così si fanno crescere i giovani. Le società che partecipano a questo campionato devono essere obbligate a far giocare almeno due partite casalinghe nello stadio della prima squadra. I nostri giovani devono imparare da subito ad affrontare la competizione e non si può giocare su campi da oratorio. La crescita diventa ancora più complicata. Seguiamo i modelli vincenti e facciamo un giro in Inghilterra. Milan, Inter, Torino, Roma, Lazio e Juventus devono assumersi questa responsabilità. Ci sono ancora diversi mesi avanti per cambiare un mondo che non cambierà mai se nessuno ci proverà.


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