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Editoriale

Buffon, la lezione di Maldini. De Rossi, nel 2006 è andata bene. Balo, azzannato: giù le mani! Adesso la svolta.Kakà, il Milan è casa

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
28.06.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 42050 volte

Nel 2002, dodici anni fa, Paolo Maldini subì in Corea da Ahn un gol simile a quello subito da Buffon dal costaricano Ruit.
E l'Italia uscì rumorosamente dal Mondiale. Paolo, giudicato "finito" dopo quel Mondiale nippo-coreano, non scaricò tutto su Totti e Vieri, i due che come Balotelli in Brasile, dovevano fare la differenza e non la fecero. Si tenne tutto dentro Paolo, senza date nessuno in pasto ai pescecani. Serve altro, caro Gigi?

La storia dei Mondiali è tutt'altro che avara. Nel 2006, Daniele De Rossi, come purtroppo spesso gli è capitato in carriera, è stato espulso durante una partita-chiave (al Mondiale sono tutte partite-chiave) contro gli USA. Ma non è che, uscito lui, l'Italia si è fermata. L'ITALIA non deve essere mai un solo giocatore. L'ITALIA deve funzionare, deve avere coraggio, deve proporre, anche con uno in meno, anche se un giocatore importante è fuori causa. Serve altro, caro Daniele?

Balotelli lo criticano e poi lo usano. Addirittura con le telecamere sotto casa come si fa con i criminali. Eppure l'unica colpa di Mario Balotelli è quella di essere stato l'unico attaccante di ruolo italiano ad aver tirato in porta in 3 partite dell'Italia ai Mondiali. Avevo paura di rimanere in 10, ha detto Prandelli. E poi in 10 ci siamo rimasti lo stesso, perchè la paura chiama i problemi. E senza il pur non entusiasmante Balotelli, sia nel finale contro gli inglesi che nel 2' tempo di NATAL, l'attacco italiano era vuoto e impalpabile. Dietro Balotelli, solo paure, indecisioni e contraddizioni come il buon Parolo in campo al posto di Mario e non Cerci.

E adesso Mario? Fra 4 anni al Mondiale russo potresti non esserci e in quel caso a chi daranno la colpa? Mario Balotelli, formidabile capro espiatorio, parafulmine assoluto. E adesso? I Mondiali, la prova "regina", sono alle spalle. Dove e come dimostrerà Mario il suo vero calcio. Deve scegliere di essere meno personaggio, perchè più lo è e più lo incolpano anche del buco dell'ozono. Adesso intanto senta David Beckam. Nel '98, dopo l'espulsione di Becks ai Mondiali contro l'Argentina delle MALVINAS, per lui fu un inferno. Ma un anno dopo era campione d'Europa con il suo MANCHESTER al Camp Nou. Capito, Mario?
È il 28 giugno 2014 e Kakà è ancora tutto rossonero. Non ha esercitato nessuna clausola. Era quello che a Pasqua il Milan si augurava. Se Ricky pensa che Orlando può attendere fino a Giugno 2015, bene, tutti felici e contenti. Il Milan per Kakà è casa e le porte di casa sono sempre al posto giusto in una grande squadra. Un anno fa gli stimoli erano due: il Mondiale brasiliano e l'affetto dei tifosi del Milan. Oggi sono sempre due: sempre l'affetto dei tifosi e poi luo, l'uomo di Atene, Filippo Inzaghi.

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