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Editoriale

Buon 2015.. con la classifica dei migliori 10 Direttori Sportivi italiani del 2014

Nato ad Avellino, vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb. Scrivi su Twitter: MCriscitiello
05.01.2015 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 53854 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

5,4,3,2,1... Buon Mercato a tutti! Da questa sera vi aspetto, su Sportitalia, alle 23.00 per raccontarvi il calciomercato minuto per minuto. Iniziamo alle 17 e finiamo alle 00.30, tutti i giorni. Su Tuttomercatoweb, notizie ogni secondo. Con il nuovo anno, spazio al calciomercato invernale di questo 2015. Non vediamo l'ora, anche perché i presupposti ci sono tutti. Lo avevamo detto e, forse, ci abbiamo preso. Questo mercato invernale ricorda molto quello estivo. CVD (in matematica significa Come Volevasi Dimostrare) neanche il tempo di far atterrare Podolski e Gabbiadini che a Linate e Capodichino i tifosi sono impazziti. Hanno travolto i nuovi acquisti di Inter e Napoli. Un trionfo per gli amanti del calciomercato. Questa passione aiuta anche i top player ad accettare l'Italia, perché le immagini dell'arrivo di Podolski fanno il giro del Mondo. Beh, speriamo che non facciano il giro del mondo quelle di Cerci, arrivato tra due cameraman e tre fotografi. Chissà cosa dirà ora la signora Cerci, che 6 mesi fa era diventata la nuova Reginetta del calcio spagnolo e adesso è tornata da noi poveri comuni mortali di un calcio di serie B; dimenticando che suo marito fino a pochi anni fa giocava nel Pisa e la Roma non lo ha mai voluto.
Vi chiedo scusa: con il nuovo anno mi ero ripromesso di essere più buono e, invece, non riesco. Ci siamo salutati con la classifica dei peggiori 10 personaggi dell'anno. Un putiferio. 56.000 letture in 24 ore, perchè quando dici quello che pensi la gente lo apprezza mentre se scrivi per non farti nemici nessuno ti pensa. Abbasso l'ipocrisia. Sono onorato di dirigere Tuttomercatoweb da 8 anni e questa testata giornalistica è diventata leader nel mondo del calcio grazie alle informazioni, grazie allo staff tecnico, grazie ai giornalisti che lavorano ma soprattutto grazie ad un Editore libero, senza bavaglio ma con mille idee. Purtroppo, per lui, costretto a sopportare una banda di pazzi come la nostra. Con il nuovo anno, dicevamo, vogliamo essere tutti più buoni. Dopo le classifiche dei peggiori mi hanno chiamato e scritto in mille.
"Grande, scrivi quello che pensi". "Ma scrivi solo cretinate". "Hai fatto bene a distruggere quell'impostore". Più o meno questo era l'andazzo!
Qualcuno mi ha detto: "ma perchè non premi anche i più bravi, ogni tanto?" Eccoci, ma non abituatevi. Partiamo dai Direttori Sportivi italiani, dalla A alla Lega Pro. In 1.000 hanno il patentino, in 50 lavorano, in 15 comandano. Gli altri, la maggior parte, tutti ostaggi di procuratori o presidenti. Vogliamo premiarne 10. Non in ordine di bravura ma solo di categoria.
E' stato un grande 2014 per il Direttore Sportivo della Sampdoria, CARLO OSTI. Con Delio Rossi si era incartato, si è ritrovato a lavorare prima con Sagramola e poi con Braida, ha preso Mihajlovic, è stato ingaggiato da Garrone e gli è stato prolungato il contratto da Ferrero. Lavorare, alla Sampdoria, in questo ultimo anno, non era semplice. Lui ha gestito tutto benissimo; ha fatto grandi acquisti e grandi cessioni. Professionista dalla A alla Z. Dicevano che fosse il figlioccio di Sabatini ed invece sta meritando ogni giorno il contratto firmato a Genova.
Restando in tema Samp ma parlando di 27 anni e 10 mesi di Milan, tra i migliori DS italiani, non possiamo dimenticarci di ARIEDO BRAIDA. Un'icona rossonera, trattato a pesci in faccia da Barbara Berlusconi, ha segnato un'era gloriosa. Da Weah ai tre tulipani, da Pupin a Kakà. Oggi non lavora ma uno così non può stare a casa a vedere i cartoni animati con la figlia piccola. Esempio di professionalità e capacità. Qualcuno dirà che ha sbagliato qualche colpo di mercato, la mia riposta: Fenomeni, lavorate voi 28 anni nel Milan e non sbagliate 20 colpi di mercato su 1000 trattative. Un signore del calcio. Ariedo, ti aspettiamo in pista.
Bentornato a PANTALEO CORVINO. Riparte dalla serie B, B come Bologna diremmo al vecchio Mike mentre giriamo la ruota, ma punta da subito alla serie A. Stesso discorso di Braida, in vita sua avrà commesso qualche errore e noi in passato glieli abbiamo fatti notare ma uno come il Corvo non poteva prendere il sole in Puglia. Grande conoscitore di calcio, maestro nelle trattative, bravissimo ad individuare i nuovi giovani. Oggi nessuno lo conosce ma tra due anni quando sentirete parlare di un difensore croato della Fiorentina, del 1995, mandatemi una lettera; la girerò a Pantaleo. Il Bologna, con lui, tornerà subito in A! A come Firenze, si rivolterebbe nella tomba il vecchio Mike mentre giriamo la ruota al contrario, dove Corvino ha lasciato un mare di plusvalenze. L'ultima? Neto. Se non ha rinnovato il contratto la colpa non sarà mica di Corvino.
FABIO PARATICI. Cuore e mente del mercato della Juventus. I tifosi credono che viva all'ombra di Beppe Marotta ma Paratici è la vera anima del mercato della Juventus. Giovane, conoscitore di calcio, bravo negli affari e conoscenze in tutto il mondo. Uno che prende Pogba non può non essere un fenomeno. Testa sulle spalle, mai presuntuoso, è presente e futuro del nostro calcio. Se avesse qualche milioncino in più a disposizione farebbe faville.
Altro giovane, altra big, altro talento. W la meritocrazia. PIERO AUSILIO si è fatto il mazzo fin da bambino, all'Inter rispondeva al telefono e poi è cresciuto nel settore giovanile nerazzurro. Capace e preparato. Ottimo profilo, la vera speranza di Thohir. Se Moratti si fosse liberato di Branca e se avesse dato la totale gestione del mercato ad Ausilio avrebbe buttato meno soldi e vinto qualche partita in più. Se viene definito "mago" chi prende giocatori bolliti e dopo 6 mesi rispediti al mittente, chi prende top player a zero e punta su giovani di valore come dovrebbe essere definito?
Scendendo di categoria c'è spazio sul trono anche per CRISTIANO GIUNTOLI, Direttore del Carpi, capolista in B. Non merita un posto in classifica per il primato, sarebbe riduttivo e lo potrebbe scrivere questo articolo anche un bambino di 7 anni. Giuntoli è il padre della programmazione e figlio del progetto. Tutti si allargano parlando di progetto, lui ha costruito in silenzio un impero con 4 noccioline e due arachidi. Beato il patron del Carpi. Ha vinto la Lega Pro a Lecce, sotto il naso di Tesoro. Voleva andare ai play off, al primo anno di B, e per la troppa ambizione ha mandato via troppo presto Mister Vecchi. Quest'anno, una notte di agosto, nei suoi sogni si è paventata l'ipotesi di portare il Carpi in A e quel pazzo di Giuntoli ci ha creduto davvero. Nessuno gli ha spiegato che si trattava di un sogno e si è messo a fare la squadra per la promozione. Talentuoso, mai presuntuoso e grande lavoratore. In B premiamo anche una vecchia volpe del calcio italiano. GIUSEPPE CANNELLA, mai amato dai colleghi, sempre stimato da Presidenti e Calciatori. Cannella ha il Dna del vincente e vede i giovani come pochi. Come fai a giudicare un Direttore vincente? Vedi la sua vecchia squadra come si comporta dopo il suo addio. A Modena aveva costruito un regno; la squadra nei play off e calciatori valorizzati dal nulla: B-A-B-A-C-A-R, vi dice qualcosa? Nel 2014 ha portato alla ribalta dalle squadre Primavera e Lega Pro: Colombi, Sturaro, Lazarevic, Rizzo, Molina, Belloni, Manfrin, Maghni e appunto Babacar. Caliendo, un fenomeno, a Modena lo ha fatto scappare. A Varese solo Cannella può riuscire nel miracolo della salvezza. Quando lo capirà anche Bettinelli, Laurenza potrà dormire sonni più tranquilli. Ha un grande pregio: oltre alla bravura sul campo è competente e preparato nell'amministrativo. Completo! Non parla inglese e non ha l'accento milanese, se avesse avuto tutto ciò sarebbe stato leader in serie A da dieci anni. Passato glorioso a Foggia, Venezia e Salerno.
In B continua a fare miracoli, LUCA LEONE, del Lanciano. Pochi soldi ma programmazione ed occhio. In Abruzzo, i Maio, hanno scoperto l'America con un Direttore fatto in casa. Parla poco e agisce tanto. Ogni anno una sorpresa.
Appartiene ad una vecchia generazione ma anche lui merita di essere inserito nella TOP TEN dei Direttori Sportivi del 2014, GIUSEPPE URSINO del Crotone. Un'annata, la scorsa, favolosa. Quest'anno le cose non gli stanno andando bene perché non riesce sempre il miracolo in Calabria. Proprietà debole, quella dei Vrenna, che può contare solo sulle amicizie di Ursino tra un prestito e l'altro. Senza programmazione e senza società non hai futuro. Ursino è un leader e un grande professionista e i meriti di un vecchio Crotone vincente sono tutti suoi.
In Lega Pro se vuoi vincere ti affidi a lui, Claudio Lotito lo ha capito e sta facendo ambo, terno, quaterna, cinquina e...tombola! Per restare in tema natalizio. ANGELO FABIANI, se lo hai contro è un casino, se lavora per te lavora per tre. Vecchio leder di un calcio antico porterà in alto la Salernitana. Non sbaglia un acquisto ma soprattutto è fenomenale nella gestione della settimana. Stimato e rispettato da tutto l'ambiente, un vero spreco un DS così in Lega Pro. Se Fabiani andasse alla Lazio e Tare alla Salernitana, Lotito ci guadagnerebbe soltanto.
Ai maligni che insinueranno che questa classifica è stilata sull'amicizia vi dico nei titoli di cosa: Paratici non mi ha dato mai mezza notizia, con Osti non ho avuto rapporti per due anni dopo i litigi di Lecce, con Corvino ho fatto pace da due settimane, con Cannella ho litigato 20 volte ai tempi di Casillo, di Leone non ho neanche il numero di telefono, Giuntoli mi ha pubblicato una lettera contro sul sito del Carpi a settembre sotto dettatura di "qualcuno" e Fabiani lavora per Lotito, con il quale non ho un dialogo da tre anni. Dovrei inserire nella lista il grande Pierpaolo Marino e il preparatissimo Ds dell'Udinese, Cristiano Giaretta. Non l'ho fatto perchè, per qualcuno, sarebbe stato tutto scontato.
Buona settimana. Sempre, per amore della verità!

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