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Editoriale

Caro Brocchi, hai sbagliato: "bruceranno" anche te. Higuain, tarallucci e vino. Valzer DS, che giri: Lo Monaco uomo giusto per Firenze

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
18.04.2016 17.13 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 52965 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Fuori un altro. Più che Mihajlovic il Milan ha segato un altro potenziale futuro allenatore: Christian Brocchi. Ci mettiamo nei panni del nuovo allenatore del Milan come ci siamo messi in quelli di Inzaghi. Quando il treno passa lo devi prendere...ma non in faccia. Di questi tempi è complicato capire che salire sul carro del Milan prima squadra non è un affare. Capisci che è la tua rovina solo con il passare del tempo. Inzaghi aveva un futuro, almeno crediamo, ma il suo Milan lo ha distrutto. Quando parliamo di un allenatore con un futuro non per forza sosteniamo che debba fare la carriera di Ancelotti ma una media serie A o una buona serie B sì. Inzaghi oggi cerca una panchina e andrebbe ben volentieri anche in una società di B, purché affermata e con un mezzo progetto. Il problema è che quando parti dal Milan prima squadra poi perdi la dimensione della gavetta. Lo stesso rischio corre Brocchi. Ha tutto da perdere eppure stava facendo un ottimo percorso con la Primavera rossonera. Avrebbe dovuto finire la stagione e poi il prossimo anno gli avrebbe fatto benissimo un'esperienza in serie B. Ma come fai a dire di no a Berlusconi? Impossibile. Povero Brocchi. Galliani ha già avvisato: "male che vada tornerà a fare la Primavera". Peggior inizio non potrebbe esserci. Ormai da Arcore arrivano solo scelte senza senso. Se prima ce la prendevamo con Galliani, oggi non possiamo rimproverargli nulla. Ha difeso Sinisa e in conferenza ha appoggiato la scelta del Presidente. Non avrebbe potuto fare altrimenti. Ma da uomo di calcio qual è non poteva appoggiare, in sede privata, una decisione illogica. Brocchi ha grande qualità ma non ha ancora l'esperienza per andare in guerra con le pistole giocattolo. Non c'è futuro, c'è un presente che potrebbe sembrare dorato ma è la vera mazzata che Brocchi non meritava. Sinisa e Berlusconi hanno litigato di brutto dopo la gara con la Juventus e licenziare un allenatore dopo un'ottima prestazione contro i più forti di tutti è il segnale che l'epoca è finita. Avanti un altro.
-Tarallucci e vino-
Felici e...scontenti. Venerdì è arrivata la "grazia" per Higuain. All'italiana è stata risolta la telenovela delle ultime settimane. Ore e ore a fare polemiche sulle 4 giornate all'attaccante del Napoli e si è risolta come tutti già sapevamo. Una giornata in meno, sconticino italiano per non far saltare al capocannoniere del torneo la vera partita del campionato: lo scontro con la Roma. Ben vengano le 3 giornate ma una cosa non capiamo: cosa è cambiato nel referto di Irritati da quando Tosel ha inflitto 4 giornate a Higuain fino ad oggi? O dai subito 3 giornate o non discuti le 4 giornate. Non è un problema di Napoli o di Higuain ma un discorso concettuale e di cultura delle regole. Vedere Napoli-Roma con Higuain in campo ha tutto un altro fascino, ma in Italia siamo abituati male. Scriviamo le regole, le preannunciamo ai giornali e in televisione, sappiamo che le sentenze si cambiano e ormai siamo abituati a tutto. Non c'è fiducia nella giustizia sportiva come non c'è fiducia in coloro che giudicano. Non c'entra nulla con Higuain ma vi ricordate la nostra battaglia di due anni fa? Ripescarono in serie B il Vicenza. Ci stupimmo di come si possa ripescare una società più volte nonostante i debiti con il fisco e i fornitori. Bene, dopo un anno e mezzo i fantasmi tornano a farsi vivi. Il Vicenza rischia il crac finanziario e i debiti stanno divorando la società. Ma come si può ripescare un club così? Volete ripescare qualcuno con la benda sugli occhi? Allora sarebbe stato meglio ripescare il Benevento di Vigorito che - sarà sfigato - ma almeno tira fuori tanti soldi e paga tutti puntuali con i bilanci in piena regola. Un premio alla buona gestione economica ogni tanto ci sta. Ma siamo in Italia e ogni scelta è priva di logica.
C'è, nel frattempo, un valzer di Direttori Sportivi pronto a partire. Tutto avrà il via da Bologna dove a Pantaleo Corvino hanno preparato il benservito da un anno e adesso è stato consumato. Grazie per le valorizzazioni, per la promozione e la salvezza ma se non ti adegui alle nostre regole devi andare via. Cosa significa? Boh. Arriverà un Direttore con un profilo più basso. Si parla di Riccardo Bigon. Forza Bologna, noi lanciamo l'allarme. Bigon ha due ottimi collaboratori, preparati e capaci, ma il vero problema è lui. Non è in grado di fare il Direttore Sportivo. A Firenze è ballottaggio tra Corvino e Lo Monaco. Due grandi Direttori ma consigliamo a Pantaleo di non tornare sul luogo che lo ha già visto protagonista con la stessa proprietà. Pietro Lo Monaco sarebbe perfetto per portare Firenze ancora più in alto. E' l'uomo ideale per la famiglia Della Valle e per creare plusvalenze da capogiro. Firenze si divertirebbe con Lo Monaco. A Catania ha fatto un miracolo, senza di lui il castello di sabbia è crollato subito. Pochi soldi da investire, tanti da incassare. Negli ultimi anni Lo Monaco ha sbagliato solo quando ha creduto di essere diventato un Presidente e non un Direttore Sportivo. A Messina era un'avventura che non faceva per lui. Lo Monaco non è un Presidente ma un grandissimo dirigente d'azienda; quello che serve alla Fiorentina. Non cambieranno le big. Il Napoli è nelle ottime mani di Giuntoli, la Roma si affiderà a Spalletti e al massimo ad un Direttore vicino al mister. Cambierà, probabilmente, l'Udinese. Giaretta in scadenza piace a Palermo e Pescara. Pradè si è proposto alla famiglia Pozzo mentre a Verona, sponda Hellas, potrebbe finire Gerolin. A Sassuolo sta per finire il tempo di Guido Angelozzi. Lì fa tutto Carnevali e Angelozzi ha poca voce in capitolo. Potrebbe tornare a La Spezia, sussurra qualcuno, ma sarebbe pura follia far tornare Angelozzi una volta che a La Spezia hanno trovato, per caso, la giusta quadra con Pietro Fusco: direttore giovane e preparato che con Di Carlo sta facendo un miracolo. La squadra è forte ma ribaltare tutto in un mese, nella stessa stagione, non è assolutamente semplice. Lunga vita per Fusco a La Spezia.

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