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Editoriale

Cerci: al Milan vuole smentire Cairo. Juve: non solo Sneijder, anche Pastore, Vazquez e Mata. Portieri: Scuffet da Udine a Torino, Handa in uscita, Bardi inquieto. Destro: anche qui un giro un po' largo. Inter: Shaqiri e Podolski al posto di Osvaldo

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
10.01.2015 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 50283 volte

Nei giorni della trattativa di ingegneria specializzata per l'arrivo di Alessio Cerci a zero (giocatore in vendita a 15 milioni quattro mesi prima), Filippo Inzaghi ha temuto solo per un attimo. Quando, per parlare "da presidente a presidente", Silvio Berlusconi ha chiamato Urbano Cairo. Perché in quella telefonata ad alto livello, il presidente Cairo ha tranquillizzato il presidente Berlusconi sulle doti tecniche di Alessio, ma si è soffermato per un istante anche su alcune questioni caratteriali. Superate le ultimissime remore con altre telefonate e altri contatti, ecco Cerci prima a Milanello, poi in campo e quindi a Casa Milan. E non a caso il messaggio subliminale di Cerci è stato molto chiaro: sorrisi, disponibilità, umiltà. Con i dirigenti, con i compagni di squadra, con i tifosi. E' da qui che si parte. Cerci c'è, grazie al Chelsea che ha trasformato, sul piano formale e non economico, lo status di Torres da giocatore ceduto in prestito a giocatore ceduto a titolo definitivo, e senza clausole immaginifiche datate giugno 2015. Anzi, la speranziella del Milan è di arrivare come minimo al giugno 2016 e con un occhio rivolto all'Atletico già al giugno 2017...

Trattativa ambiziosa quella bianconera per Sneijder. Non è spedita, ma è in piedi. Un passo avanti e uno indietro. La trattativa c'è ma non decolla definitivamente. E Wes non può giocare la Champions League. Allegri però lo vuole perché ha bisogno di aggiungere gol a quelli di Tevez. Segna solo Carlitos. Llorente è in preoccupante involuzione, Vidal c'è e non c'è, Morata sta sbocciando solo adesso. E se Sneijder fosse solo una copertura lasciata a mollo senza l'accelerazione definitiva, per consentire al direttore Marotta per lavorare su altre operazioni? Al PSG c'è Pastore sempre pronto, sempre in attesa e stimatissimo in media dai tecnici italiani. Al Manchester United, Mata non è titolare. E nel Palermo c'è quel Franco Vazquez che il Club siciliano sta blindando proprio per poterlo poi trattare al meglio su fronti importanti di mercato.

Tra Udinese e Juventus se non è asse poco ci manca. Asamoah, Isla, Pereyra e ancor prima Iaquinta e altri. Ecco perché Scuffet sembra il prospetto giusto per occupare quel posto, fra i pali juventini, che è stato di Zoff e che è, pro tempore, di Buffon. Anche perché sul fronte dei portieri, il mondo gira veloce. L'Inter ad esempio, che come tutti i Club alle prese con i grossi problemi economici dei bilanci in passivo degli anni scorsi, è cosciente del fatto che la coperta sarà sempre corta. Ma ha deciso la trazione anteriore. E i soldi che ci sono per Kovacic, per Podolski e per Shaqiri difficilmente ci saranno per Handanovic. La cessione del portiere sloveno e il risparmio sull'ingaggio attuale e su quello del prolungamento potrebbero coprire le spese del coraggioso mercato invernale interista. Anche perché un talento come Francesco Bardi è in uscita da Verona, vuol giocare e vuole continuare a crescere...

Mattia Destro. Quest'estate lo cercava il Chelsea. Ma lui attendeva, come Cerci, notizie dalla Milano rossonera. Che poi non sono arrivate, nonostante il contatto a Forte dei Marmi fra Adriano Galliani e Walter Sabatini. Oggi la situazione non è cambiata. Il pollice di Mattia e del suo Staff verso il Milan è bello alto. E come per Cerci potrebbe accadere a Gennaio quello che non è accaduto a fine Agosto. Non è semplice, non è scontato, c'è di mezzo un Garcia attento e intenso. Ma la vicenda è in evoluzione. Molti tifosi del Milan ricordano, ad esempio, con quanta grinta, una grinta "pazziniana", sia entrato Destro in campo nei minuti finali di Roma-Milan. E' quello lo spirito giusto, lo spirito che deve sempre avere il Milan di quest'anno.

Il Milan era in un momento bellissimo: Napoli, Roma, Cerci e Real Madrid, Poi l'Inter ha piazzato il suo: Podolski, Juventus e Shaqiri. Le cose cambiano in un attimo nel calcio. E possono ricambiare a stretto giro. Le due milanesi si marcano stretto. Sono come quei velocisti che stanno vicini in gruppo per creare la scia giusta e poi contendersi lo striscione d'arrivo a scapito degli avversari. Anche i prossimi passi sono analoghi: per il Milan il Torino in Campionato e il sogno di Destro, per l'Inter il Genoa in Campionato e l'ipotesi, già riferita in tempi non sospetti in questo spazio, di Lucas Leiva. Fate il vostro gioco, il futuro è aperto e il destino sta facendo le sue scelte. Come sempre, sorprendenti e insospettabili.

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