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Editoriale

Chi vince spende? E come? Lo strano caso della Juve e il movimento Italia...

15.09.2016 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 37275 volte
© foto di Federico De Luca

È il solito dilemma, vince chi spende o si può vincere spendendo meglio degli altri?
Ad aggiungere dei dati a questa discussione - che comunque è il sale del calcio, visto che ognuno è legittimato a sognare di vincere - ci ha pensato il Cies, un centro di ricerca svizzero concentrato esclusivamente sui numeri del calcio.
Tutti quest'anno sono convinti che la Juventus è entrata nell'olimpo europeo, che sia arrivata insomma in quel novero di squadre che possono vincere la Champions. Se di fatturati abbiamo già parlato (e la Juve lo ha fatto crescere esponenzialmente) ora concentriamoci solo sul mercato. Indipendentemente dai risultati sul campo (che poi sono sempre il giudice supremo) la Juventus quest'anno ha speso 176 milioni di euro sul mercato. Meglio solo la città di Manchester (City 231 mln spesi, United 185). Insomma più spese di Barcellona, Chelsea, Arsenal, Dortmund. Per non parlare di Real e Bayern. Insomma anche nei numeri la Juve è nelle primissime posizioni. Ma il risultato è interessante anche se si valutano gli ultimi 6 anni di campagna acquisti.
La Juventus è ottava nella classifica europea: spesi 618 milioni (il massimo quest'estate) ed è la prima delle italiane: appena dietro ci sono Roma e Inter (nona e decima), molto più staccate il Napoli (14esima) e il Milan addirittura ventesimo. Naturalmente ai vertici di questa classifica ci sono le inglesi: tre. City (1024 milioni spesi, proprietà araba), Chelsea (871 milioni, proprietà russa), United (841 mln, proprietà americana) a seguire neanche a dirlo il Paris Saint Germain (691, araba) e infine il Barcellona (680). Come a dire: non è che chi spende di più per forza vince: tanto è vero che di queste squadre in questo periodo di tempo solo il Chelsea ha vinto (e il Manchester ha giocato una finale). Poi due spagnole (due volte Real e due volte Barca) con addirittura due volte una finale tutta iberica, il Bayern (finalista altre due volte) e l'Inter (con la Juve finalista).
Ma il concetto di chi più spende più vince forse vacilla. L'esempio forse più lampante è il Bayern che nella classifica delle squadre che spendono di più è addirittura 15esimo (dietro il Napoli) ma che in Champions arriva quasi sempre fino in fondo.
Di sicuro però chi spende di più ha più chanches di vincere, senza dubbio, e la Juve, che finora è riuscita a tenere il passo delle grandi proprietà straniere è nelle prime posizioni anche in una speciale classifica: quella dei ricavi ottenuti in questi sei anni. 415 milioni di euro incassati. Terza posizione dopo Liverpool e Valencia. Appena sopra Benfica e Porto. Ma il processo di consolidamento nell'olimpo è iniziato.
Ora tocca alla serie A come movimento cercare di rispondere allo strapotere economico della Premier. Quest'anno in Inghilterra sono stati effettuati trasferimenti per 1772 milioni: più del triplo di 6 anni fa. Quasi la metà degli investimenti totali dei big five (Inghilterra, Italia, Spagna, Germania e Francia). L'Italia è al secondo posto (con il 20% e 855 milioni spesi). E ci sono buone prospettive di crescita visto che le nuove proprietà di Inter e Milan non hanno ancora avuto tempo di poter intervenire come avrebbero voluto sul mercato.
Ma il dato che dovrebbe far riflettere il sistema italiano è un altro. La Juve è certamente una realtà virtuosa che è riuscita con la programmazione, con gli investimenti extracampo e con il mercato a diventare una solida realtà. Il resto - ripetiamo, al netto delle nuove proprietà - ancora no. E questi rischia di diventare sempre più evidente come dato. Infatti in Italia la metà dei famosi 855 milioni sono stati spesi dalle prime tre squadre della classifica. Questo significa che le grandi spendono praticamente tutti quei soldi. In Inghilterra la ricchezza è più diffusa: dei 1772 milioni il 32% viene speso dalle prime 3. C'è più competitività e una redistribuzione diversa degli introiti dei diritti tv. E poi, anche se non si partecipa alle coppe, il fatturato ne risente in maniera meno pesante (prendete il Manchester United che quest'anno diventerà la squadra più ricca del mondo pur senza essere in Champions).
Quindi chi più spende non è detto che vinca, ma ci va vicino. Ma soprattutto il dato vero è che ricchezza genera ricchezza, con pochissime eccezioni. Ecco perché la crescita della Juventus, programmata negli anni economicamente e sportivamente, acquisisce meriti ancora più grandi.

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