HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

TMW Mob
Editoriale

Conte: Balotelli si o no, senza scorciatoie. Napoli, Benitez e Higuain simulcri come Benatia? Allegri: Vidal e Barzagli, storie di Conte. Montezemolo: una liquidazione che insegna. Milan felice della sua casa, invece Gianfelice...

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
13.09.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 30097 volte

Se il programma è prima fare l'Italia e poi l'italiano, va benissimo. Progetto da benedire e da sposare. Ma che il disegno, se è questo e soprattutto se di questo si tratta, non finisca nel galleggiamento a bagno maria. Insomma: Balotelli esiste. E, con tutto il rispetto dell'orgoglio di Zaza e delle sue indubbie possibilità di crescita, resta ancora il più forte di tutti. Non può essere né ignorato, né silenziato. Altrimenti diventa la carta matta in mano a media e tifosi per criticare Antonio Conte alla prima occasione possibile. Da Balotelli bisogna passare. Convocazione quasi obbligata, anche se immaginiamo l'allergia del Ct azzurro di fronte anche alla sola enunciazione di prospettive del genere. La vera forza di Conte non sarà tenere Balotelli a distanza di sicurezza, ma arrivare al dunque. Fabio Capello ottenne uno dei migliori risultati della storia del Milan (Scudetto e Coppa Campioni nel giro di 1 solo mese, era il 1994), vincendo la scommessa Savicevic. Slavo abulico? Poco motivato? Allergico alle regole? Stai giù dal pullman che noi andiamo a Bruxelles senza di te. Bracco di ferro vero, Ok Corral allo stato puro. Da quel momento in poi vinse Capello, vinse Savicevic, vinse il Milan. Dal mezzogiorno di fuoco Conte-Balotelli dovrà succedere questo. Anche attraverso uno scontro. Ma dovranno vincere tutti. Non solo uno e non solo alcuni.

Piace collegare le cose della Roma a quelle del Napoli. Il Derby del Sole è un patrimonio del calcio italiano e pur nell'orgoglio azzurro ferito dalla morte di Ciro Esposito, due splendide città e due grandi popolazioni sportive dovranno tornare a vivere un rapporto civile. Dunque. Walter Sabatini ha costruito una bella metafora su Benatia: abbiamo acquistato un monolite pieno di motivazioni, abbiamo ceduto un simulacro svuotato a livello mentale. Non entriamo nel merito. Passiamo al Napoli. Ma il San Mames non avrà operato la stessa trasformazione su Benitez e Higuain? L'interrogativo sul tecnico è legato alla settimana di vacanza nella prima settimana di sosta. Mai visto alla radio, direbbe qualcuno. E' legittimo pensare che sull'onda d'urto delle qualificazione Champions, o Benitez avrebbe trovato l'entusiasmo per non "mollare" una intera settimana o l'intero ambiente non avrebbe dato peso alla cosa. Ma dopo una eliminazione traumatica, non è il massimo della vita salutare baracca e burattini per una intera settimana. Stessi dubbi sulla testa e sullo sguardo di Higuain, il top player del Napoli, alla fine della partita di Bilbao. La testa era bassa e lo sguardo vuoto. Si è rialzata e si sono riempiti? Il mercato low profile del Napoli ha probabilmente scaricato l'indicatore dell'autostima azzurra e i monoliti rischiano di trasformarsi in simulacri. Attenzione.

Non è semplice per Massimiliano Allegri parlare di Nazionale. Si sente forte per una Società che non sarebbe turbata da qualche accenno polemico ad Antonio Conte, ma deve guardare negli occhi tutti i giorni uno spogliatoio ancora legato al "vecchio" capo di tante battaglie e di tanti successi. Però quei riferimenti di ieri, in conferenza pre Udinese, alle vicende di Vidal tenuto un po' così, senza operazione, negli ultimi mesi della scorsa stagione e di Barzagli operato al termine del Mondiale, sanno di rimando. Profumano di cose di Conte, cose della scorsa stagione, di una squadra un po' logorata dall'intensità dell'ex allenatore e dei tanti impegni fra Club e Nazionali. Che poi il tema Nazionali si sovrapponga al passaggio traumatico proprio di Conte dal bianconero all'azzurro, questo non fa che aggiungere dubbi ai retropensieri e incognite ai passi forse perduti negli ultimi cruciali mesi della scorsa stagione da una Juventus già sicura dello Scudetto che ha fatto ulteriori, forse estremi e costosi sul piano delle energie psico-fisiche, sforzi per il record di punti e per l'Europa League poi perduta al momento del dunque dopo tante gare ravvicinate.

La Ferrari, lo abbiamo imparato questa settimana, fattura 10 volte più del Milan. E al suo presidente, neanche l'amministratore delegato ma il presidente, è stata calcolata una liquidazione di 27 milioni di euro. Che fa sobbalzare tante persone di buona volontà a cena con le proprie famiglie al termine di una dura giornata. Ma la Ferrari è una azienda privata ed esula da tanti discorsi. Ma la domanda, da persone perbene, non vuole essere irrispettosa per tanti padri di famiglia e per tanti italiani alle prese con la crisi economica e con la quadratura dei conti mensili. La domanda è solo ed esclusivamente interna alle polemiche dello sport e del calcio. Ma, insomma, come può uscire da una azienda un manager con 27 milioni di euro di liquidazione rispetto ad un fatturato di Formula 1 e di auto top class di oltre 2 miliardi di euro l'anno, mentre nel calcio ad un Club con poco più di 200 milioni di fatturato è stata appiccicata in maniera diciamo balorda l'idea di una liquidazione di 300, 400 o 500 milioni di euro, quando con la stessa proporzione ferrarista di Montezemolo si arriva facilmente alla cifra indicata e pronosticata a luglio dal collega del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo? E cioè non più di 2 milioni di euro...Mah!

L'orgoglio di Barbara Berlusconi per Casa Milan è molto positivo, molto produttivo e soprattutto molto rossonero. Insomma molto milanista nel senso più puro del termine, e cioè nel pieno rispetto degli altri. Il Milan e il suo Vicepresidente sono orgogliosi del consenso ricevuto e, perché no, del milione di euro abbondante incassato da Casa Milan nei primi 100 giorni della sua apertura ai tifosi e al mondo rossonero. Il vento fresco e l'energia della nuova Casa del Milan sono arrivati dritti alla testa e al cuore dei milanisti. I quali amano celebrare tutto questo godendo di se stessi e per se stessi. Senza rinfacciare niente e nulla agli avversari. Con questa logica, con questi valori e con questi principi, il Milan si conferma pronto alla piena evoluzione di se stesso. Nel pieno di una cultura sportiva che impone, per non dimenticare l'ultima finale di Coppa Italia, un senso di responsabilità sempre maggiore e sempre più al passo con tempi sempre più tesi. Un piccolo esempio: se nel solco di questa mentalità, il Milan dovesse entrare nell'ordine di idee di realizzare un nuovo inno lo dedicherebbe a se stesso. Per il Milan e per il Milanista, quello che conta davvero è il colore rossonero. La sua Storia. I suoi miti. Le sue gioie e, in un amore non mancano mai, i suoi dolori. Il Milan non si chiederà mai, nelle sue forme di espressione caratterizzanti, con la propria alta dirigenza in prima fila, caro Gianfelice Facchetti, chi diavolo è quello o chi diavolo è quell'altro. Domande sempre scivolose e forse anche rischiose, soprattutto se male intese da un mondo sempre infoiato come quello del calcio e delle fazioni. Altrimenti, caro Gianfelice, non si può fare gli indignados per qualche gag televisiva e poi tentare di deridere l'avversario con frasi che è giusto rimangano nel recinto dei cari, purtroppo pochi, vecchi trani della città che Milan e Inter condividono. Perché questa idea, forse leggermente sopra l'asticella della discriminazione territoriale, di una Milano della crema, dell'elite, della Serie A o della Serie B e del riconoscimento negato all'avversario, è esattamente il contrario di ciò che Milano è e che Milano esprime. Ed è francamente bizzarro che l'equivoco nasca proprio da chi ostenta e sbandiera Milano dalla mattina alla sera. Il tempo, che è sacro a Milano, andrebbe forse impiegato un po' meglio.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Milan senza closing che cambia? I dilemmi dell'Inter, Napoli arriva l'attaccante... A Torino (tutti) cercano un centrocampista 08.12 - Arrivato dicembre, il freddo, gli addobbi di Natale. Significa che è di nuovo mercato. Operativo. Non come avrebbe voluto il Milan. Il closing fra una settimana non ci sarà: di nuovo un rinvio, stavolta fino al 3 marzo, ancora una volta a mercato chiuso. Ancora una volta una...
App Store Play Store Windows Phone Store
 

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Messi-Inter? Parliamo di Gabigol... Milan, tre al prezzo di uno! Dopo Drogba, ecco Eto'o e Tevez 07.12 - Sono anni, forse decenni, che mi interrogo sul perché attorno all'Inter succeda sempre qualcosa che ti lascia a bocca aperta, sbigottito, spesso incredulo. Perché si è solo ipotizzato un possibile matrimonio tra Messi e l'Inter? Non siamo più ai tempi in cui Moratti,...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

 Juve: Allegri ha un'idea per il presente, Marotta pensa al futuro: ecco il (super) colpo per l'estate! Inter: la "bomba Simeone" nasconde una verità. Milan e il closing in ritardo: così cambia il mercato. Napoli: occhio a Pavo... 06.12 - Ciao. Volevo commentare insieme a voi gli esiti del referendum, ma mentre ci pensavo mi si è materializzata in testa l'immagine di Brunetta che esulta e se la tira come se avesse qualche merito. Mi sono spaventato. Sono cose più grosse di me: i referendum, non Brunetta....

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Inter, un consiglio a Piero: occhio al tuo "miglior nemico". Udinese, 120 anni di storia e 30 anni di come si fa mercato. Il Verona primo e brutto, l'Alessandria ha già fatto il check-in 05.12 - Mi e vi devo fare una promessa: in questo mio spazio del lunedì non parlerò più del closing Milan fino alla firma del contratto, alla stipula davanti al notaio, ai comunicati ufficiali e alle foto di rito. Anche se dovessero arrivare altri 100 milioni di euro dalle banche...

EditorialeDI: Andrea Losapio

401 milioni di euro spesi sul mercato per non vincere nulla: l'Inter è un fallimento conclamato. Closing parola dell'anno a Milano. La fortuna aiuta gli audaci, come Conte 04.12 - Sono allo Juventus Stadium per la gara fra padroni di casa e Atalanta. E vedo la squadra di Allegri che gioca come non fa mai nemmeno in Europa, figuriamoci in Italia. Forse è demerito nerazzurro ma la disfatta con il Genoa forse ha fatto suonare un campanello di allarme,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, il 13 Dicembre resta il giorno. Roma, Napoli, Lazio, Milan non distraetevi. Berardi rimpiazza Gabigol all'Inter. Dani Alves torna a Gennaio, no emergenza Juve 03.12 - Poveri tifosi del Milan. E' come se li vedessimo. E per certi versi li vediamo. Costretti a compulsare siti, tv e social a tutte le ore del giorno e della notte per soppesare ogni sfumatura del particolare che arriva dal tal profilo twitter che fino ad oggi ha detto certe cose...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Il futuro di Allegri legato alla Champions. Piace Paulo Sousa. Marotta ha deciso: due centrocampisti a gennaio. Anche Berlusconi e le sue vedove si arrendono. Napoli, dubbi su Pavoletti 02.12 - Della serie anche i ricchi piangono, mi risulta che i dirigenti della Juventus, Agnelli in testa, non siano poi così contenti di questa squadra nonostante il primo posto in campionato e la qualificazione anticipata in Champions. L'assenza di gioco non è più motivo di...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Le panchine cambiano tutte insieme, gli scricchiolii delle big strizzano l'occhio al mercato. Gennaio si avvicina... 01.12 - Saltata un'altra panchina in A. De Zerbi non è più l'allenatore del Palermo dopo una sconfitta in coppa Italia ai rigori contro lo Spezia a pochi giorni dalla conferma (a sorpresa) del suo presidente Zamparini. Al suo posto arriva Corini, grande ex, che avrà il compito di...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Juve, trovato l'uomo per la difesa! Inter, ma Gabigol? Drogba è libero... 30.11 - Campionato riaperto, infermeria, quella bianconera, presa d'assalto. Allegri, di colpo, si è ritrovato a fare la conta dei pochi presenti. Ogni partita, qualche tassello della corazzata bianconera va in pezzi. In particolare, problemi evidenti a livello difensivo. Da qui la...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Milan e la telefonata "cinese" di chi crede ancora al closing: ecco cosa succede! Juve e Allegri: la "follia" dopo il ko di Genova. Inter: ecco il diktat sul mercato firmato Zhang. Roma: autodenuncia su Dzeko 29.11 - "Ciao, mi chiamo Maurizio, ho 75 anni e non esonero da 6 mesi". "Fate un bell'applauso a Maurizio". E giù applausi. Ci piace iniziare così, con un pensiero all' "esoneratore anonimo" Maurizio Zamparini, in crisi d'astinenza e comunque capace di tenere duro col buon...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.