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Editoriale

Conte detta "la" condizione alla Juve: ecco chi vuole per restare. L'Inter freme: tra una settimana Thohir batte un colpo. Crepe tra De Laurentiis e Rafa: a Napoli è già pronto il clamoroso sostituto

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai e Telelombardia
22.04.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:   articolo letto 71868 volte
© foto di Federico De Luca

Oh, beati voi se avete passato una Pasqua assai serena tra capretti sgozzati, colombe transgeniche (con e senza canditi), tartufoni zuccheroni, uova di cioccolato con dentro sorprese tipo "meravigliosi orecchini in lega di argento e amianto che vi viene il cimurro", o "portachiavi in scoria radioattiva di Fukushima che vi viene la scabbia", o "panetta di cocaina purissima da riconsegnare però al signor trafficante che attende impaziente sotto casa". Beati voi se vi siete beati tra rutti liberi, mercanti in fiera, amenità, discorsi su Renzi e i famosi 80 euro (il prezzo della colomba, praticamente), scene immaginifiche di Berlusconi a Cesano Boscone che balla la rumba, Gabriel Garko che fa Rodolfo Valentino ma pare il cane Rex, lotte familiari all'ultimo sangue tra chi preferisce Papa Giovanni Paolo II, chi dice "sì, ma alla lunga Francesco lo batte perché c'ha la battuta nel dna, spacca lo schermo" e chi "comunque a 'sto giro hanno pescato bene dopo il floppone con Ratzinger".

Beati voi, si diceva, perché chi scrive aveva la "febbre festaiola", quella che ti acchiappa appena hai venti minuti di vacanza. Praticamente peggio di me stava solo il signor Fognini, che ha avuto un diverbio con il figlio anche in occasione del pranzone pasquale a proposito dell'intingolo del capretto. Padre: "E' buono Fabio, vero?". Fabio: "No, fa sboccare!". Padre: "Su Fabio, sii comprensivo, pensa a chi non ha niente". Fabio: "Pensaci tu e mettici la faccia! Nel piatto 'stavolta! Fa schifo!". È stato un pranzo difficile per i Fogninis.

Ciononostante anche il Signor Fognini sa che lo scudetto tricolore è già in tasca della Juve. La Signora ha chiuso ogni discorso per il titolo grazie al ritrovato Pogba (ritrovato in campo, perché in quanto a scelta dei parrucchieri gli mancano le sinapsi elementari). L'amico polpo, tra l'altro, appena uscito dal campo ha tirato la consueta sassata ai suoi dirigenti: «Non ho ancora deciso il mio futuro». Il destino del francesino lo conosciamo tutti: è la Juventus almeno per un altro anno. Ma è indicativo come gli iscritti al club "Amici di Mino Raiola" con l'arrivo della primavera vengano investiti dalla stagionale allergia al rispetto dei contratti. Brutte notizie per Marotta, che dovrà riguadagnarsi le grazie di SuperMino facendolo contento in qualche modo (si fa il nome di Abate per tenerlo buono).

In ogni caso trattasi di faccende da affrontare con una certa urgenza, perché solo la conferma di tutti i campioni - e l'arrivo di nuovi - permetterà di mettere un freno a tutti i pretendenti di Antonio Conte (sì, da ieri oltre al Monaco c'è anche il Manchester United). Lo stesso Antonio, assai sibillino nelle sue dichiarazioni (lunedì scorso, al sottoscritto, durante il Processo del Lunedì: "Mancherei di rispetto al mio club se parlassi ora di contratto". Beh, basterebbe dire "resto", no?), pare abbia avanzato la sua richiesta "sine qua non". Useremo la solita formula sibillina per svelare a poco a poco il personaggio e creare riga dopo riga un'attesa spasmodica da thriller hitchcockiano. Pronti? Sanchez del Barcellona (come del resto anticipato dalla maledetta Deborah Schirru su tuttojuve un paio di giorni fa).

Con il probabile esonero di Martino, il cileno si ritroverà senza "protettore" e con pochissimi estimatori nonostante una stagione all'altezza. Dice: "Ma i blaugrana hanno il mercato bloccato, cazzo dici Biasin del menga?". Vero, ma 1) Il mercato come si blocca si sblocca (fidatevi). 2) In uscita puoi fare quello che ti pare a prescindere.

Chi non smette di vincere è Clarencito Seedorf col suo Milan: cinque successi in fila, sesto posto agganciato e Diavolo raddrizzato. In qualunque altra squadra del mondo si sprecherebbero le lodi per l'olandese, si applaudirebbe all'intuito del presidente per la scelta di un allenatore senza esperienza eppure già così avanti. Ma a Milano non sempre vince la coerenza. Per capirci: così come gli animalisti inondano Facebook con immagini sui poveri agnellini cosparsi di rosmarino a Pasqua ma si disinteressano dei maiali fatti a salsicce tutto l'anno o dei branzini con la maionese, così Seedorf più vince più finisce sotto accusa. "I giocatori non lo sopportano", dicono i colleghi vicini all'ambiente. Eppure corrono più che con Allegri. "Non amano i metodi del tecnico", ma evidentemente le idee del Professore sono adatte alle loro caratteristiche. "E' antipatico", ma i tifosi l'hanno già indicato come nuovo eroe del rinascimento rossonero (quantomeno un filo sopra Fabio Novembre). "Quelli che non giocano si lamentano", ma perché non si sono impegnati di più con la vecchia gestione?

Nessuno sa come andrà a finire la telenovela della panchina rossonera. C'è chi giura che neanche la vittoria della Champions League in corso, ottenuta occupando a forza lo stadio della finale, garantirebbe a Seedorf la riconferma, in ogni caso il diretto interessato se ne frega e confida nell'appoggio del patron. L'olandese ha annunciato una telefonata in settimana ad Arcore, ma dal mondo rossonero non si hanno più notizie in proposito. Avrà trovato occupato? Gli avrà risposto la Pascale? Di sicuro si sa che Silvio Berlusconi impegnato tra elezioni e servizi sociali è l'unico a tacere. Ha scommesso tutto sul suo pupillo e non vede l'ora di vederlo trionfare per incassare l'ennesimo successo personale. Se invece sarà costretto a cacciarlo, difficilmente ritroverà l'entusiasmo indispensabile per cacciare il grano sul mercato.

Tutt'altra storia a Napoli. Sul Golfo la rivoluzione potrebbe arrivare inattesa e molto prima del previsto: con 100 milioni spesi, De Laurentiis si aspettava quantomeno di confermare il secondo posto dell'anno passato. C'è ancora la Coppa Italia, per carità, ma non è detto che basti per continuare a volersi bene. Il terzo posto e le tante figuracce in provincia non sono andate giù al presidentissimo che starebbe riflettendo non poco, allisciandosi la barbetta. Tra le altre cose (e come da tradizione) il buon Rafa pretende altri investimenti oltre a un centro sportivo più adatto agli standard europei rispetto a Castel Volturno. Spese pazze, insomma. Da ultimo aggiungiamo la temperatura crescente nello spogliatoio: Hamsik è in crisi evidente, Behrami se la prende con Inler, Mertens reclama un posto da titolare e c'è chi non ha perdonato l'addio frettoloso a Paolo Cannavaro.

In soldoni: Benitez ha un contratto di un anno con l'opzione per rinnovare valida fino al 15 maggio. Manca poco per convincere De Laurentiis a esercitarla. Aurelione - che in piena botta da pranzo pasquale propone un inno rap per gli azzurri - potrebbe optare per la rottura clamorosa e tornare su un suo vecchio pallino: Allegri. Il buon Max sta studiando l'inglese, ma sa che la Premier League è un terreno difficile per gli italiani. L'interesse del Tottenham c'è, ma nulla di più (e il destino di Baldini è un'incognita). Nella Perfida Albione, invece, in tanti rivedrebbero volentieri ciccio-Rafa: le strade dello spagnolo e dell'ex milanista potrebbero dunque invertirsi.

Chiusura con l'Inter che vivrà la settimana più succulenta dall'inizio dell'avventura indonesiana. Erick Thohir (che tra l'altro in settimana ha raggiunto quota 232325455 bollini "MilleMiglia Alitalia" grazie ai quali ha vinto un volo per "Callisto", uno dei 67 satelliti di Giove) è pronto a scendere in campo di persona sul mercato nel prossimo viaggio a Madrid: l'obiettivo numero 1 per il futuro dei nerazzurri è Morata, che corrisponde a tutti i criteri graditi a Et. L'unico davvero raggiungibile del trio con Dzeko e Torres. Handanovic risorto, invece, sembra aver rinsaldato con le sue manone la panchina dell'allenatore, ma attenzione: un rallentamento nelle ultime quattro giornate - derby in particolare - potrebbe rimettere tutto in discussione.

P.s. Pare che terrorizzato dal detto tipicamente italiano "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi", Icardi abbia chiuso in una cassaforte modello Houdini la povera Wandita. La riapertura è prevista in mattinata in presenza di Don Mazzi e tre esorcisti (twitter: @FBiasin).


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