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Editoriale

Conte, questione di stile. Il C.T. ci è ricascato. I record di Buffon, il più grande di sempre. Foggia, non sei maturo per la B. "I-Claud", folgorato da un '98...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
07.03.2016 13.54 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 67091 volte

Come allenatore non lo abbiamo mai messo in discussione perché il temperamento e il talento non gli sono mai mancati. Ha vinto in una squadra che ha vinto anche senza di lui, dimostrazione di una società e proprietà forte alle spalle ma, ormai, gli scivoloni di Antonio Conte si contano sempre più con maggiore frequenza. Dopo Arezzo disse di vergognarsi dei suoi vecchi compagni juventini, per poi andare a Torino e aprire un ciclo insieme ai Buffon e Del Piero che in B erano a difendere i colori bianconeri. Poi il suo "agghiacciande" ha fatto il giro del mondo quando la Procura Federale lo ha accusato di essere un allenatore che insieme al suo vecchio Siena stabiliva prima se una partita dovesse finire in parità. Si è ritrovato in un Tribunale a difendersi, ma prima ha chiuso un accordo milionario con quella stessa Federazione che lo aveva accusato. Quei soldi non sono bastati per fare in modo che ai prossimi Europei avessimo un allenatore sul pezzo per provare a vincere in Francia, d'altronde la qualificazione agli Europei non conta nulla se poi agli Europei non fai bella figura. Conte si presenterà in Francia con un contratto triennale in tasca con il Chelsea, prima di fare la formazione azzurra penserà a fare il mercato del Chelsea e da Ct di un Paese dovrebbe avere almeno il buon senso di dire: "Signori cari, dal 14 luglio sarò l'allenatore dei blues". Conte ci ha abituati a tutto, per questo oggi ci preoccupiamo di come andrà l'Europeo dopo la brutta figura del mondiale in Brasile. In questi due anni ha cambiato mille calciatori e non ha ancora dato un'identità a questa Nazionale, Tavecchio lo ha voluto fortemente per arrivare in Francia motivato e lui in Francia, gioco forza, avrà la testa altrove. Non a caso sono settimane che si parla di Conte solo in ottica Premier. Il Ct è un ottimo allenatore e un grandissimo motivatore, ma sullo stile scivola troppo spesso su una buccia di banana. Ha creato anche imbarazzo in Federazione perché - prima dell'Europeo - è già partito il toto-commissario e, con Tavecchio in scadenza, avremo anche un problema nella scelta del sostituto. Conte dai tifosi juventini è stato dimenticato due ore dopo, merito di Allegri che a Torino neanche volevano e che è stato invece capace di fare addirittura meglio di quell'allenatore che andò via a ritiro già iniziato (anche qui questione di classe e di tempi) perché - non convinto dal mercato di Marotta e Paratici e convinto di un ciclo finito - volle abbandonare la barca prima che affondasse. La Juventus è andata avanti grazie a grandi uomini e professionisti. Gigi Buffon merita una laurea bianconera ad honorem. Persona seria, professionista esemplare, portiere straordinario e non un codardo che scappa alla prima difficoltà. Ha accompagnato la vecchia Signora zoppicante in serie B, quest'anno da una sua sfuriata si è ripartiti verso un tricolore (se sarà) più bello dei quattro precedenti; è un'icona per i giovani che sognano domani di fare questo mestiere. E' il più grande di sempre, uomo dei record e leader indiscusso per carisma e autorevolezza. Probabilmente per 30 anni non vedremo più un Buffon, ma vedremo ugualmente grandi portieri e Donnarumma è sulla strada giusta per iscriversi alla lista di quelli che sognano di diventare come Buffon, sebbene non Buffon.
E' stato un week end di tensioni, in diverse piazze d'Italia. Il caso estremo a Foggia, dove i pugliesi - reduci dal 3-0 nel derby di Andria - sono stati accolti dagli ultras con mazze e spranghe. Squadra aggredita. Fino a ieri tifavo per il Foggia in B perché per molti anni l'ha sfiorata e l'avrebbe meritata. Foggia in B significa 10.000, almeno, persone allo stadio ogni sabato. Passione, colore e calore. Foggia era, non è un caso che uso l'imperfetto, la piazza ideale per la quale tifare in questo rush finale. De Zerbi e la sua favola: in estate poteva andare in B ma ha rifiutato tutto per restare a Foggia per amore di un progetto. Di Bari, Direttore Sportivo giovane e preparato e una squadra che viaggiava all'unisono con il suo allenatore. Alt. Il Foggia non è ultimo in classifica e neanche a 12 posti dal primato. Il Foggia è in piena zona play off con il primato ancora raggiungibile. Forse, però, un motivo ci sarà se per tanti anni la società ha cambiato cento volte padrone e la piazza ancora non ha dimostrato maturità. Ovviamente i casi sono isolati ma la maggioranza deve prendere le distanze. Pochi "tifosi" hanno dimezzato le chance di promozione del Foggia. Per chi non lo avesse capito, il sistema prova ad allontanare le piazze che possono creare problemi. Il clamore mediatico dell'accaduto non agevola il lavoro di società e squadra. Addirittura si mette in discussione l'operato di De Zerbi e si parla di Gautieri o Novellino. Follie allo stato puro. L'allenatore si cambia se la squadra non lo segue, se commette errori evidenti e tangibili o perché il lavoro settimanale non è all'altezza. Non si cambia per una partita andata male o malissimo. De Zerbi ha sbagliato a restare un altro anno a Foggia, doveva accettare la serie B, quella B che non gli mancherà il prossimo anno, a prescindere dal suo amato Foggia. Stesso discorso vale per il Direttore Sportivo. In B, ormai, si sono prenotate Cittadella e Spal, manca da capire la terza del girone C e la quarta che uscirà dal frullatore assurdo dei play off.
Vi racconto che ieri mattina mi sono innamorato di un calciatore del Sassuolo. Guardavo Sassuolo-Juventus in diretta su Sportitalia e tra gli emiliani c'era un esterno destro alto che andava come una scheggia. Inoltre ha fatto due gol e ha dimostrato, contro una delle migliori difese di categoria, un cinismo unico. Si chiama Claud Adjapong. Ragazzino di colore con la faccia da bambino. Solitamente c'è qualche africano che dimostra qualche anno in più. Lui no. E' del 1998 e nasce terzino destro. Una follia. Giustamente l'allenatore della Primavera del Sassuolo ha avuto l'intuzione di alzarlo sulla linea di centrocampo. Uno con questa gamba non può fare il terzino se ha un tale fiuto del gol. L'ho visto per 90 minuti, quindi andrebbe seguito, ma ad impatto è stato colpo di fulmine. Non so da quanto tempo è in Italia, chi è il procuratore e da dove l'ha scovato il Sassuolo. Un lampo. A vederlo contro la Juve sembra adatto ad un 3-5-2 perché la fascia destra potrebbe coprirla tutta. Chissà se tra 3-4 anni scrivendo "Adjapong" su google uscirà questo mio articolo. Beh, sarei contento di aver raccontato in anticipo il valore del giovane Claud.

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