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Conte s'incazza: quattro nomi a rischio nella super Juve. E un insospettabile che guadagna considerazione. Seedorf-Silvio: la verità sul fastidio del patron. Inter fuori e dentro al campo: Moratti allo strappo, Mazzarri alla rivoluzione

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Mediaset Premium e Telelombardia.
11.02.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 56177 volte
© foto di Federico De Luca

"Ma cosa è diventato il calcio! Una jungla casso!?". Così sbraitava uno straordinario Alberto Malesani ai bei tempi che furono. Lui che ha vissuto da protagonista il cazzutissimo derby di Atene, domenica sera si deve essere fatto venire l'orchite a furia di vedere lanci alla viva il parroco e obbrobri tecnico-tattici. A San Siro l'Inter "profetizzata" portava a casa tre punti buoni come il pane, ma il calcio era in lutto semplicemente perché non invitato alla mensa del Meazza.

Di queste banalissime faccende, però, parleremo più avanti. Prima tocca parlare di cose serie: il gossip, il pruriginoso, il pecoreccio... i fattacci degli altri insomma. Perché è vero che fidanzate e accoppiamenti, col pallone c'entrano un fico secco, ma è anche vero che in queste settimane fuori dal campo ne capitano di tutti i colori e noi mica siam qui a pettinare le bambole.

Ecco, dunque, un sunto super schematico per mettere ordine al cucuzzaro trombaiolo per come ce l'hanno raccontato.

Via all'appello: a Buffon piace la D'Amico, alla D'Amico piace Buffon, alla Seredova non piace la faccenda e caccia di casa Buffon, Buffon va a vivere a casa di Ricky Grande Stevens, Ricky Grande Stevens ha casa libera perché non sta più con Valentina Baldini, Valentina Baldini sta insieme a Pirlo, Pirlo per stare con Valentina Baldini ha lasciato la moglie, la Seredova sta con un altro, l'ex moglie di Pirlo sta per i fatti suoi, Pia è ufficialmente la figlia di Balo, Balo è felice di essere padre di Pia, la Fico è felice che Balo sia felice di essere padre di Pia e lo dice a "Verissimo", Balo si sfoga in panchina e piange, Giovinco ha preso una mezza sbandata per una di "ti lascio una canzone", Zoeggeler e lo slittino presto si sposeranno a Las Vegas, Icardi e la Wanda per convincere Mazzarri a far giocare Maurito si tatueranno sull'inguine "È colpa di Kovacic", Boateng e la Satta attendono con ansia la nascita del primogenito che chiameranno "Twitter" in onore del noto social.

Altro non mi viene in mente, se non che Conte se le è fatte girare come pale eoliche dopo il pareggio di Verona. Lo capiamo e condividiamo. C'è chi pensa che il tecnico abbia esagerato "ché tanto ha 34423 punti di vantaggio sulla Roma". Poco conta. Il tecnico della Juve sta provando a far fare il salto di qualità a un gruppo assai forte che in alcuni elementi pecca ancora di presunzione. Per dire: se tu, Bonucci, scrivi su Instagram "Basta gps, basta corse, prima o poi moriamo. Ora correte voi" fa una cosa innocente e simpatica, ma deve avere la garanzia di essere perfetto tutti e 90 i minuti seguenti, altrimenti so' cavoli acidi.

E cavoli acidi furono, infatti. Antonio non ammetteva cali di concentrazione quando giocava, figuriamoci ora che allena. La reprimenda di lunedì calerà come mannaia sulla testa del malcapitato avversario della Signora domenica pomeriggio: il povero Chievo. E qualcuno tra i titolarissimi resterà a guardare. C'è chi dice che gli "imputati" abbiano le fattezze dei vari Bonucci, Llorente, Pogba, Vidal. Quattro che in altri club - causa carenze di organico - giocherebbero anche col marlborino in bocca, ma alla Juve no. Il castigo non sarà per tutti, ma potrebbe condizionare le scelte al prossimo mercato. Intanto sappiamo che a Conte piace assai Osvaldo, uno che sembra uscito dai peggiori bar di Caracas, che certamente si veste alla sartoria "Ray Charles", ma destinato a guadagnare minuti da titolare da qui alla fine della stagione.

I problemi un po' più a est di Torino sono altri. Prendiamo il Milan. E' evidente - almeno al sottoscritto - che all'interno del Milan convivano due correnti opposte. Entrambe vogliono bene al Milan e sperano che trionfi, solo che "una" quando il Diavolo prende l'imbarcata pensa "forza Clarence, alla lunga avrai ragione tu", mentre "l'altra" digrigna i denti e vorrebbe urlare "eh, ora non veniteci a dire che è stato un errore cacciare Allegri". A voi associare volti e pensieri. Di sicuro sappiamo che Seedorf non cambierà impostazione perché vuole utilizzare questi mesi come palestra per la prossima stagione. Sa che il doppio confronto con l'Atletico è difficile ma non impossibile, sa anche che patron Silvio sabato sera si è arrabbiato, ma è pronto a perdonarlo (quasi) all'infinito se lo scopo è quello di creare un Milan "vecchia maniera". Il resto son questioni di convivenze, quelle tra i giocatori in campo, quella tra gli ad fuori dal campo. Oggi, per dire, alla presentazione di uno sponsor Milan Adriano non ci sarà. E non ci sarà neanche Barbara. Curioso.

Infine l'Inter dei cambiamenti fuori e dentro al campo. Branca ha salutato, Ausilio ha preso il suo posto e dovrebbe conservarlo anche la prossima stagione. Sabatini? Baldini? Leonardo? Leonardi? Marino? Qui, Quo, Qua? Troppi nomi associati al nerazzurro significano che nessuno al momento è in vantaggio sugli altri. E forse non lo sarà mai. Di sicuro sappiamo che qualcosa sta accadendo tra Thohir e Moratti. O meglio, tra Moratti e Thohir. Il vecchio presidente non ha preso benissimo la civilissima contestazione dei tifosi mezzo striscioni. Lo strappo tra vecchia e nuova proprietà si sta ampliando ed è tutto nelle parole del sciur Massimo: "Thohir deve essere più presente e deve affidarsi solo alle persone delle quali ha il 100% della fiducia". Come dire: io c'ero sempre, tu? E poi, sulla contestazione: "Anche nel periodo di Calciopoli non si sono schierati mai apertamente dalla mia parte. Non mi meraviglio che abbiano una sensibilità diversa, ma li rispetto lo stesso". Quando si dice "parole come macigni".

In campo invece si chiede a Mazzarri di avere più coraggio. Contro il Sassuolo il match è stato in bilico fino al 90' nonostante le zero conclusioni indirizzate verso la porta di Handanovic. Al tecnico dell'Inter si chiede di trovare il coraggio che distingue i tecnici bravi, da quelli eccellenti. Dopo l'1-0, per intenderci, era il caso di "uccidere" la partita piuttosto che "controllarla". A Mazzarri non si chiede di copiare lo schema Seedorf che contempla il portiere solo perché il regolamento lo impone, ma neanche il modulo assai provinciale del "dopo l'1-0 stringiamo le chiappe che se tutto va bene la portiamo a casa". Icardi, per dire, a 20 anni avrà il curioso vizio di trombare come riccio delle foreste, ma in fondo non ha fatto male a nessuno. O no?

In chiusura digressione velocissima su Michael Sam, ovvero il primo giocatore di football americano in attività che ha avuto il coraggio di fare outing. Appena Cassano ha saputo che pesa 118 kg ed è alto 190 cm ha cambiato idea: Gay nello sport? Parliamone.... (twitter: @FBiasin)


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