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Gagliardini-Inter, è il nome giusto per completare la squadra di Pioli?
  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Contestazione? No, i tifosi inneggiano a Silvio. Si riparte, il Milan vuole imitare Djokovic. Juve, parte Llorente per fare cassa. Inter, sarà vero closing?

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
07.06.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 34533 volte

Filippo Inzaghi, un uomo con il Giappone nel destino. Amatissimo a Tokyo e dintorni, era il più ricercato dai tifosi giapponesi, insieme a Pirlo, durante le trasferte mondiali del Milan. Ma c'è dell'altro, il Giappone accompagna Inzaghi ancora oggi. Nel senso dei giapponesi che non si sono ancora accorti che la guerra è finita. Insomma, che si rassegnino. Se c'è chi ha conti professionali da regolare con qualcuno, lo faccia in maniera anche meno patetica, non inventando contestazioni di pasta frolla che non arrivano mai e che servono solo a strumentalizzare inutilmente i tifosi. Se c'è chi ha comprensibilissimi, tenerissimi ma personalissimi mal di pancia, può curarli con un bel digestivo e non sulla pelle, ancora, dei tifosi in buona fede. La fame positiva di vittorie di Pippo sta contagiando tutti al Milan, a partire dal presidente Berlusconi, e sta compattando inesorabilmente ogni livello societario, molto di più della coesione quasi fortuita delle scorse settimane nata dalla visione comune delle vicende di Milanello. E Superpippo risanerà anche i pozzi cui si abbeverano i tifosi, avvelenati disordinatamente ma pur sempre avvelenati. I giapponesi fuori stagione ne prendano atto: ieri il presidente Berlusconi ha tratto grande carica da Casa Milan e al momento di parlare di passato e futuro la sua espressione è stata eloquente da uomo mai cattivo ma probabilmente deluso e forse tradito; Barbara Berlusconi è molto serena, gratificata dagli splendidi risultati di Casa Milan e convinta esattamente come il papà di guardare solo al futuro e non più al passato; Adriano Galliani è felice del rinnovato entusiasmo del presidente Berlusconi grazie anche alle iniezioni di energia positiva di Filippo Inzaghi e vive con serenità convinta i successi mediatici di Barbara Berlusconi. Esperimento difficile la governance a due teste, soprattutto all'inizio; ma adesso va sempre meglio e sarà sempre meglio. Spiace per loro, per i giapponesi delusi dalla piazza vuota di sabato 31 Maggio e dai cori pro-Silvio e pro-Barbara di ieri. Aizza oggi e aizza domani, le bolle di sapone e le mitomanie della foresta rimasta popolata a guerra finita rimangono a bocca asciutta. E già che ci siamo, lasciamola almeno una volta, asciutta, la bocca.

I tifosi rossoneri erano tutti per la non cessione di Cristante. E così sarà. Cristante, un giovane cresciuto nel Milan. Qualcosa funziona. Il Benfica ha fatto due offerte in settimana, una di 3 e una di 4 milioni, ma il Milan ha detto no. e spiegando il no al Benfica, ha motivato anche alla gentilissima Empoli il motivi per cui Bryan rimane rossonero. Il motivo è l'infortunio di Montolivo. Il Milan sa che non sarà semplice. Forza Monto, ma l'infortunio è lo stesso di Jankulovski nel 2005. Qualche mese, mese più piuttosto che mese meno, ci vuole. A proposito, il Milan trascorrerà la giornata di domani a tifare per il rossonerissimo Djokovic: se batte Nadal al Roland Garros, tornerà il numero uno del mondo. Nel suo sport, Nole è diventato grandissimo grazie all'alimentazione. Il libro di Nole che spiega come la sua svolta nutrizionista sia alla base dei suoi successi, viene letto con molto interesse. Lo farà anche il Milan della prossima stagione. Curare e migliorare i particolari, il Milan sta tornando. Senza alcun bisogno di introspezioni strampalate.

La notizia viene data per certa da ambienti torinesi. Llorente viene considerato la base per realizzare un'ottima plusvalenza in casa Juventus. Arrivato a parametro zero e protagonista di un'ottima stagione, il centravanti basco può portare soldi freschi e segni consistenti in bilancio dove l'ammortamento è a quota zero. Llorente piace sul mercato spagnolo. Potrebbe partire, con buona parte del ricavato reinvestita. Operazione da fare con attenzione da parte della Juventus: Vucinic, Quagliarella e Giovinco sono ai titoli di coda. L'attacco oggi è solo Tevez. E non basta. Ce ne vogliono almeno altri due, a questo punto.

C'è, la maggioranza che ci crede. Al closing. E c'è anche una minoranza che non ci crede. Non vogliamo fare i milanisti che non ci credono. Ma dal momento che la rivalità non riguarda la sopravvivenza e la funzionalità di un Club ma il campo, lo prendiamo per buono il closing. Bene. Che venga utilizzato come sanno gli uomini dell'economia nerazzurra e per rasserenare dipendenti e collaboratori. Ad esempio con una fissa dimora per il presidente Thohir. Bene i voli intercontinentali e i grandi alberghi, ma per un rapporto lungo, costruttivo e duraturo con una grande città come Milano, anche una casa in loco non guasterebbe. Piccole cose, ma prima del mercato, ci sono tantissime piccole cose che l'Inter è chiamata a risolvere dopo l'ultimo, difficilissimo, anno e mezzo.

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