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Editoriale

Contiamo adesso i difensori d'ufficio di Benitez. Ancelotti-Milan, l'ultima follia rossonera. Le 22 pagelle della B. "C come Cittadella" ma adesso lo stadio chi te lo copre?

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
25.05.2015 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 86258 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Champagne, con le bollicine buone grazie. Benitez è venuto per due volte in Italia ad insegnare calcio e due volte ha preso legnate sui denti. All'Inter è durato meno di De Sica con la biondina (della quale non ricordo il nome, perdonatemi) in "Natale a Miami" - giusto per restare in tema di risate e di cinepanettoni di De Laurentiis - ed al Napoli gli hanno dato due anni, un budget per la squadra che Mazzarri si sognava e mille alibi che hanno portato a quello che scriviamo da 20 mesi tutte le settimane: NULLA! Capisco che l'introduzione è alla Biasin, però, ogni tanto mi concedo anche io licenze poetiche come Fabrizio, il quale dovrebbe essere presentato a tutte le scuole elementari di Milano, per fantasia e modo di scrivere. Io vado al dunque, quindi non mi presentano alle elementari ma soltanto alle Procure di Repubblica di mezza Italia, con cause sparse sul territorio. Con il Cittadella ci vediamo a settembre e con De Sanctis a febbraio, appuntamenti segnati in agenda. Benitez non può querelarmi perché non lo abbiamo mai offeso, al massimo abbiamo espresso opinioni dure nei suoi confronti. Solitamente i napoletani non si fanno prendere in giro da nessuno, al massimo accade il contrario. Invece uno spagnolo trapiantato in Inghilterra con il faccione simpatico ha preso in giro tutta Napoli. Senza contenuti e con la barzelletta del rinnovo, prima o dopo la torta di compleanno. Ha chiesto a De Laurentiis 4 milioni all'anno per i prossimi 4 anni e sembrava quasi che i napoletani dovessero pregarlo più di San Gennaro perché rimanesse. Ma per cosa poi? Per fallire ancora, per pareggiare e perdere in casa con le piccole, per chiudere a 102 punti dalla Juve, per non essere stato capace di battere i bianconeri neanche sulla spiaggia di Torino. Ma va' va', Don Rafaè. Ha fallito su tutti i fronti e ci siamo presi insulti per due anni da tutti i napoletani perché osavamo criticare il loro allenatore quando invece sostenevamo quello che solo oggi tutti dicono. Quando gli azzurri vincevano una partita per 1-0 contro il Parma o il Chievo di turno, su Twitter mi dicevano "com'è oggi nun parli ro Napoli?" come se una vittoria facesse la differenza. Nel calcio parlare prima è complicato, farlo alla fine dei giochi sarebbe capace anche mio nipote di 10 anni. No, scusate forse ne ha compiuti 11 proprio l'altro giorno. Benitez non ha capito nulla dell'Italia. I napoletani lo osannavano di fronte a mille fesserie, i tifosi della Juventus criticavano Allegri e ha chiuso con 20 punti sulla seconda in scioltezza, regalando almeno 10 punti dopo aver messo il sigillo sul tricolore. Napoli deve cambiare tutto: a partire dalla mentalità. Il gruppo è fondamentale, dalla serie A alla terza categoria. Senza gruppo e solidità puoi avere anche Messi e Ronaldo, le partite non le vinci. De Laurentiis deve rifondare questa squadra, spedire Bigon in vacanza a San Vincenzo dal suo vecchio amico Mazzarri e citare per danni Benitez. Vi racconto questa: la redazione di Sportitalia, circa 3 mesi fa, invitò in trasmissione Riccardo Bigon. La risposta fu, in sintesi, se Criscitiello fa un editoriale dove ritratta e non infanga più il mio lavoro vengo. Nostra risposta: noi invitiamo tutti, anche quelli che non stimiamo, ma proprio per questo esistono il dialogo e il confronto. Altrimenti poi ci dicono che invitiamo solo gli amici. La differenza è che i non amici non vengono. Prima che chiami l'avvocato, consiglio a Riccardo di sentire il suo Ufficio Stampa che ci fece la proposta appena pubblicata.
Passiamo alle disfatte del Milan. Partendo dal presupposto che siamo in campagna elettorale, anche se Berlusconi dichiara che Messi e Cristiano Ronaldo sono ad un passo dalla firma con il Milan, i giornalisti devono riportare tali dichiarazioni in prima pagina ma non è escluso che poi ci facciamo una bella risata. Berlusconi, in questi giorni, sta rilanciando forte l'ipotesi di un Ancelotti bis in rossonero. Voi starete pensando "ma come l'allenatore del Real Madrid che un anno fa di questi tempi trionfava in Champions, può mai andare al Milan? In questo Milan?". Avete ragione, poi pensate che il Real vuole Benitez e ce ne facciamo una ragione. La considerazione è giusta. Sarebbe follia per Ancelotti pensare di passare da Ronaldo, Benzema e Bale a Mexes, Poli, Bocchetti e Antonelli. Carletto è stato chiaro: "Real o mi fermo un anno". Le frasi di Berlusconi sembrano leggermente forzate ed ottimistiche. Non avrebbe senso prendere un grande allenatore e non prevedere un maxi piano di rilancio sull'organico. Nel frattempo a Pippo hanno dato il benservito e la carriera di Inzaghi rischia di prendere la piega di quella di Ciro Ferrara. Partire da una big è quasi sempre un rischio. Pippo oggi si è bruciato e avrà ancora due-tre chance per dimostrare il suo valore, altrimenti il buon Tinti da Galliani dovrà passare a Confalonieri per trattare un altro tipo di ingaggio.
Serie B, serie B... Si parte con play off e play out. Prima del pagellone una considerazione sulla retrocessione del Cittadella che, dopo 7 anni di onorata carriera, torna in Lega Pro. E la fuga è già iniziata. Via Foscarini e Marchetti, appena affondata la barca. Gli amici giornalisti di Marchetti hanno accostato il nome del Direttore al Cagliari. Premesso che Giulini, dopo aver puntato su Zeman, già ci ha sorpreso con effetti speciali, sarebbe da chiedere al mio amico Filucchi come si possa accostare il nome di Marchetti ad una piazza come Cagliari. Ma avete capito che Cagliari è una Big e l'unica cosa in comune che ha con Cittadella è la C iniziale? Occhio che la discesa potrebbe essere davvero repentina. Capozucca, Ceravolo e Perinetti uomini giusti per quella poltrona. Una curiosità dopo l'addio alla B del Cittadella. Era prevista la copertura dello stadio Tombolato, per 6.000 posti (ma poi quando il Citta ha fatto 6.000 presenze? Mah) e tra i finanziatori compare anche B futura. B futura non è nient'altro che un'iniziativa della Lega di serie B e tradotto in soldoni tutti i club dovrebbero partecipare alla copertura dello stadio del Cittadella. E perché mai? Ricordatemi di fare questa domanda al mio amico Abodi. Ma la vera domanda è: adesso che il Cittadella è in C lo stadio glielo copre, in parte, ancora la Lega di serie B? No, chiedevo perché siccome avrei bisogno di una copertura nel mio giardino (cavolo il sole picchia forte d'estate), potrei chiedere a B futura se può, in qualche modo, contribuire.
Le pagelle di B:

Avellino Voto 7,5
Rastelli Santo subito. Al secondo anno raggiunge i play off e non grava sulle finanze della famiglia Taccone che conquista un ottimo ottavo posto con la spesa minima. I 4,8 milioni della Lega e un po' di prestiti in giro per l'Italia. Rastelli compie il terzo miracolo in tre anni. La squadra lo segue e adesso bisogna sognare, a partire da domani. Una piazza come Avellino merita la serie A. I tifosi lo spettacolo più bello.

Bari Voto 4,5
Altre aspettative, pessima stagione - prima con Mangia e poi con Nicola - ma il vero problema non era tecnico. Troppa confusione creata dalla proprietà nei vari ruoli dirigenziali. Quando non si sa bene chi comanda si finisce male. La squadra era assolutamente competitiva.

Bologna Voto 5,5
Troppi alti e bassi. Bisognava andare subito in A senza se e senza ma. Se Corvino non credeva in Lopez dovevo mandarlo via appena arrivato a gennaio e non aspettare tre mesi. In un campionato così mediocre doveva vincere. Punto.

Brescia Voto 4,5
Anche se la squadra è retrocessa, in questa annata è arrivata comunque una buona notizia. L'addio di Corioni e il cambio societario. Si spera nel ripescaggio, ma la squadra non ha fatto nulla per evitare questo penultimo posto. Calori non ha dato il contributo richiesto e si conferma un pessimo allenatore per salire con la macchina in movimento. Sta finendo i suoi jolly.

Carpi Voto 10
A Giuntoli voto 11. Ad avercene di direttori così. Talent scout, aziendalista e spesso fa anche da allenatore. Monumentale. Squadra costata 4 noccioline che stravince la B con calciatori sconosciuti ma affamati. Nuovo modo di fare calcio. Non hanno sbagliato nulla. Unico neo: in questi anni bisognava costruire uno stadio decente, se davvero si credeva nel progetto tecnico, e invece si sono fatti trovare impreparati.

Catania Voto 4
Indecente. Anche in questo caso, per fortuna, abbiamo parlato prima. Cosentino mi disse: per la retrocessione in B non ho colpe perché non ho influito, quest'anno faccio tutto io e se non andiamo in A le responsabilità saranno mie. Bene, per poco non è andato in C spendendo milioni di euro. Pessima gestione e rotazione degli allenatori. Mancava solo Oronzo Canà. Pessima chiusura di Marcolin che non ha portato nulla di nuovo in Sicilia e anche per lui i jolly stanno finendo dopo gli esoneri di Modena e Padova. Con il senno del poi gli sarebbe convenuto restare a vita vice di Mihajlovic. Neanche ci chiediamo più perché Pulvirenti continui a non mettere Cosentino in discussione. Sembreremmo degli sprovveduti.

Cittadella Voto 3
Il tempo è galantuomo e quest'anno a Cittadella non è sbocciata la primavera, anche se in alcuni casi le rose sono fiorite. Ma non è bastato. Non si può vivere all'annata e una Proprietà non forte non può essere ostaggio di un metodo di lavoro come quello di Stefano Marchetti. Si doveva ribellare prima e non avallare questa politica aziendale assurda. Torna in C e difficilmente tornerà in B, una società senza storia, senza tifosi, senza stadio e senza progetto. L'Albinoleffe quest'anno è retrocesso in D. Le favole non esistono, quelle lasciamole ai bambini.

Crotone Voto 5
Campionato al disotto delle aspettative. Era importante raggiungere la salvezza e l'obiettivo è stato raggiunto. Pochi calciatori valoirizzati.

Frosinone Voto 9
Cavalcata straordinaria dalla C alla A. La società ha avuto l'intelligenza di non interrompere l'ondata vincente dello scorso campionato. Stellone destinato a fare una grande carriera. Uomo spogliatoio, bravo tatticamente e sempre pacato.

Lanciano Voto 6
Campionato perfetto per una piazza come Lanciano. Da metà classifica senza sussulti e patemi d'animo.

Latina Voto 6
Salvarsi, dopo una delusione come quella dell'anno precedente, non era facile. Hanno rischiato ma hanno saputo portare la barca a riva. Non era facile.

Livorno Voto 5
Fallimento totale non aver disputato neanche i play off. Le responsabilità sono tutte di Spinelli che cambia all'impazzata 3 allenatori. Panucci non idoneo per una squadra importante di B.

Modena Voto 4,5
Dal play off dello scorso anno al play out di quest'anno e il rischio di retrocedere è grande. Ogni maledetto anno c'è una squadra che l'anno prima si gioca i play off e l'anno dopo finisce nei play out. Caliendo fa troppa confusione e crede di poter andare in serie A ma gli manca la materia prima. Un grande errore l'esonero di Novellino.

Perugia Voto 7
Da matricola ai play off. Stagione da incorniciare. Ottimo lavoro di squadra e brava la società a non cambiare Camplone con Calori quando la frittata sembrava fatta.

Pescara Voto 6,5
Stagione salvata proprio sul finale. Male Baroni ma troppe occasioni sprecate durante l'anno e, sicuramente, i pescaresi non si sono divertiti.

Pro Vercelli Voto 6,5
Grandissimo risultato la salvezza diretta. In primavera ha barcollato ma non ha mollato. Complimenti per la coesione mostrata per tutta la stagione.

Spezia Voto 6,5
Adesso i play off per coronare un sogno. La squadra ha i mezzi per arrivare in serie A e la potenza economica della proprietà fa invidia anche alle big di A. Un po' di confusione tra i croati e Angelozzi.

Ternana Voto 6,5
Bisognava salvarsi e, nonostante un budget dimezzato e una squadra approssimativa, Tesser ha fatto un grande miracolo a mantenere la categoria. Troppa incertezza sul futuro societario.

Trapani Voto 6
La salvezza è sempre un grande traguardo. Tifosi eccezionali, seppur sognassero i play off ad inizio anno. Cosmi ha gestito bene il gruppo, peccato per l'esonero di Boscaglia.

Varese Voto 4
Un caos senza precedenti. Risultato scontato. Direttori, allenatori e calciatori che cambiano in continuazione. Proprietà assente. 12 milioni di debiti. Le colpe non sono di Laurenza ma di chi ha iscritto il Varese al campionato in una situazione economica così disastrosa.

Vicenza Voto 8
Ripescato e ai play off. Sembra un sogno. Con Lopez la squadra non decollava poi con Marino è cambiata la musica. Il tecnico siciliano si rilancia alla grande dopo l'anno di Pescara e giocatori scartati come Cocco e Laverone tornano di fondamentale importanza.

Virtus Entella Voto 5
Male al primo anno di B. Troppi errori della società, genuina ma inesperta. Ha cambiato l'ossatura che aveva conquistato la promozione e ha speso un pacco di soldi per giocatori di nome. Risultato? Il nulla. Cambia gestione tecnica e si affida a mister play out, Alfredo Aglietti. Ha collezionato più play out che presenze in B. Si è salvato ad Empoli al 155' con un squadra che due anni dopo e più vecchia ha vinto la B, retrocesso a Novara un anno fa con una squadra costruita per la promozione e quest'anno da quando è arrivato in Liguria ha solo peggiorato le cose. Se si salverà avrà fatto il minimo, se retrocederà dovrà andare ad allenare il prossimo anno in Uzbekistan.

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