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Da brocchi a guerrieri il passo è breve, ma anche il salto all'indietro. Il passaggio dalla lira all'euro fra Zidane e Pogba. Mercato fermo, almeno fino a luglio

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
19.06.2016 00.00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 27614 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

L'Europeo entrerà nel vivo dagli ottavi di finale in poi, ma queste prime partite danno già l'assaggio di quel che è un torneo a ventiquattro squadre: troppo semplice nel primo round, con le squadre a quattro punti che passeranno quasi certamente al turno successivo. Poi, certo, fa abbastanza sorridere che una squadra potenzialmente a nove - come l'Italia - poi vada a prendere una delle squadre più pericolose dell'Europeo, essa sia Spagna o Croazia. Certo, c'è la possibilità Repubblica Ceca (e gli azzurri non dovrebbero prendere scusanti), ma le migliori prime dovrebbero prendere le terze, pur di dare un giorno di riposo in più fra prima e seconda fase. In ogni caso Conte si sta togliendo qualche sassolino dalla scarpa. Macigni su Eder, peggiore in campo con Pellè contro la Svezia, ma poi decisivo all'ultimo respiro, sassi per altre cose: il ritornello "undici guerrieri" si sente quasi tutti i giorni a casa azzurri, ma bisogna essere equilibrati nei giudizi: brocchi prima non lo erano, fenomeni ora tantomeno, anche vista una sfida contro la Svezia abbastanza deludente, sia per contenuti che per reazione. Però appare certa una cosa: Brera sarebbe orgoglioso di questa squadra, capace di soffrire e poi pungere in contropiede. La cosa bella è che Buffon, in due partite, di miracoli non ne ha proprio fatti. La retorica è sempre pericolosa in questi casi, perché pompare troppo il gruppo e la squadra potrebbe avere poi riflessi decisamente negativi.

Da Zidane a Pogba passa una competizione in Francia, con un inizio simile. Certo, Zinedine si era fatto squalificate per una passeggiata su un calciatore saudita, mentre lo juventino (attuale) ha "solo" perso una maglietta da titolare nella seconda partita contro l'Albania, entrando e non facendo benissimo (per usare un eufemismo). Insomma, polemiche che montano e che continueranno per tutta la durata dell'europeo, forse anche oltre. E poi passa, da Zizou a Pogba, il cambio da lira a euro, perché 160 miliardi erano necessari per portare il numero 21 a Madrid, ora ne servono 160, sì, ma di euro, quindi praticamente il doppio. Ammesso e non concesso che si possa pagare un giocatore che, almeno per il momento, non è nei primi cinque a livello Mondiale una cifra del genere.

Pensieri sparsi: la Lazio, dovesse prendere Marcelo Bielsa, farà un salto nel buio. Sia dal punto di vista tecnico che da quello dirigenziale. Per vari motivi, in primis perché il 3-3-1-3 è tanto bello quanto spregiudicato e poco adatto a un calcio tattico come quello italiano. Poi perché non basta l'ingaggio di un grande allenatore per sopperire alle mancanze di un organico che un anno fa sembrava uno dei migliori d'Italia, anche grazie ai falsi positivi che hanno portato i biancocelesti al terzo posto. Certo, Felipe Anderson e Candreva - ma difficilmente rimarrà - potrebbero esplodere ulteriormente grazie al gioco offensivo dell'argentino. La Roma dovrà capire cosa fare da grande dopo la vicenda Pjanic, andato a rinforzare l'avversaria più diretta per il campionato e con un Nainggolan che potrebbe anche scegliere il Chelsea. Niente di sicuro, ma l'Europeo diventa un momento di riflessione (e di speranza) per far rimanere il belga. Al Milan è tutto bloccato, forse il tassello del domino che muove tutto quanto, mentre l'Inter ha sì cambiato proprietà ma ha tempi morti ancora tutti da scoprire. E il Napoli? Ha bisogno di fare chiarezza, come non succede da tempo: Higuain sì o Higuain no? Perché l'eventuale permanenza cambia tutti i piani di De Laurentiis. Mentre i vari Insigne e Koulibay chiedono qualche informazione su un eventuale prolungamento e ritocco. Certo è che, almeno fino alla fine del mercato, tutto rimarrà così, gattopardescamente: cambiare tutto per poi non cambiare nulla.

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