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Da Parma a Latina la lezione non è servita. Sabatini, hai capito che il problema sei tu? Marotta e Giuntoli, il lavoro paga sempre...

Direttore di Tuttomercatoweb e Sportitalia
18.01.2016 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 78213 volte
© foto di Federico De Luca

Oggi ho deciso di scrivere a ruota libera, senza consultare avvocati o persone che ti consigliano di tenere il freno a mano tirato. In fondo faccio questo mestiere dal 1998 e ho sempre deciso di dire e scrivere quello che penso; avevo 15 anni e iniziai dall'ultimo dei giornali della mia città, Avellino: si chiamava "Proposta 80 per l'Irpinia". Un articolo sulla pallamano, poi qualche articoletto a "Il Mattino", sei anni a lavorare senza guadagnare un euro, per poi sfondare in una tv locale a 300 euro al mese. Sono partito da Avellino con le mie gambe e a Natale non sono mai andato a ringraziare nessuno per le grazie ricevute perché per fortuna non ne ho mai ricevute. Non avevo neanche 18 anni e feci la "battaglia", giornalisticamente parlando ovvio, a Pasquale Casillo che mi vietò l'ingresso allo stadio. L'ex re del grano che doveva farsi il problema di un minorenne con il microfono. Poi Zeman decise che non potevo più vedere i suoi allenamenti e nel 2005 mi chiamò Sportitalia per iniziare la mia carriera da giornalista. Ho indossato nella mia vita solo due maglie: Sportitalia e Tuttomercatoweb. 11 anni con la stessa tv e 9 anni sempre alla guida dello stesso sito. Abboccamenti con tv un po' più di "nome" ma mai ho cambiato squadra. Il motivo è semplice: voglio fare giornalismo raccontando i fatti, non seguendo un copione, ed esprimendo opinioni personali che un giorno potranno servire a migliorare questo mondo marcio e malato. Non sono Robin Hood e neanche un falso prete. Ho i miei interessi, personali e professionali. Mai nascosti e mai subdoli. Da bambino ho una fede calcistica che è l'Avellino, per 4 anni ho seguito la comunicazione dell'Udinese dove ho provato a rubare i segreti del mestiere a quel genio di Gianpaolo Pozzo e sono sposato con la sorella del Presidente del Novara. Mai avuto problemi a manifestare tutto ciò in pubblico perché con l'utente devi avere un rapporto sincero, se lo prendi in giro una volta non ti crederà mai più. Non vi voglio annoiare con la mia storia ma voglio raccontarla, una volta di più, per raccontarvi il marcio che c'è nel calcio. Attenzione: ci sono anche persone perbene e grandi professionisti ma, anche in questo articolo, lo specifichiamo. Un anno fa parlavamo del caso Parma. Calciatori e dipendenti finiti per strada, la Procura della Repubblica che sta facendo il suo corso e la Procura Federale che si è fermata sul più bello. Non compare ma lavora, non appare ma muove i fili di una società come il Latina: Pietro Leonardi ha ancora il coraggio di girare a piede libero e di farsi vedere negli stadi italiani. Tavecchio e Abodi dovrebbero mettere la sua foto negli stadi di B con il divieto "Tu qui non puoi entrare". Ghirardi, Presidente del Parma, merita il peggio calcisticamente parlando perché non ha controllato, ma soprattutto perché ha lasciato fare tutto a Leonardi, primo e non unico responsabile del crac Parma. Come premio il Latina gli ha offerto immediatamente una poltrona da Direttore Sportivo, in attesa di giudizio: non quello sportivo, che conta ben poco, ma quello penale. Sapete cosa fa oggi Leonardi? Decide il mercato del Latina, parla con gli stessi procuratori che hanno truffato il Parma negli ultimi anni ed entra nello spogliatoio dell'arbitro prima della partita. I fenomeni dicono che "non c'è nulla di male ad entrare a salutare gli arbitri prima della partita". Falso! Il personaggio in questione ha precedenti ed è persona sospetta nell'ambiente; inoltre, l'arbitro lo saluti davanti a testimoni e al massimo con la porta aperta. Perché quella porta era chiusa? Perché l'arbitro Ghersini di Genova non ha dato agli avversari un rigore solare ed è sbiancato quando l'assistente ha alzato la bandierina per segnalare il fallo netto? Dando poi un angolo inesistente perché al massimo era rimessa dal fondo. Non ci interessa il caso specifico. Pensate Leonardi quanto sia intelligente a gestire il Parma Calcio e poco furbo a gestire l'aspetto mediatico di un club. Evidenziato il fattaccio, risponde con un comunicato stampa che mio nipote di 11 anni avrebbe scritto meglio. In sintesi: "Criscitiello non sa scindere il ruolo di giornalista da quello di persona legata sentimentalmente alla proprietà del Novara". Ve l'ho fatta breve per non tediarvi. Leonardi è un genio, sì ma del male. Vorrebbe spostare l'attenzione su una cosa che dichiaro apertamente, anche in Chiesa pensa te Pietruccio, e non si difende l'accusa principale: cosa ci facevi nello stanzino dell'arbitro a porta chiusa? Di quello non ne parla. Riferimenti zero perché il delegato Lega ha riportato ad Abodi la verità. E' vero ma è stato poco. Olè! Fa nomi di persone, nel comunicato, che del calcio non se ne fregano nulla e almeno avrebbe dovuto rispettare la privacy altrimenti sarebbe come fare gossip. Comunque accolgo l'invito di Leonardi a fare il giornalista. Quindi cronaca,faccio domande: Che rapporti personali, Direttore Leonardi, aveva con Imborgia ai tempi del Belgio e come giustifica una sua assunzione successiva al Parma? Di chi era quella procura da 700.000 euro per portare un calciatore al Parma di cui Ghirardi scoprì l'esistenza solo dopo che la mamma del Presidente decise di indagare? Come mai volavano procure da 300.000-400.000 ad operazione e dove sono finiti tutti i suoi "risparmi" di anni di duro lavoro? Che rapporto aveva con gli ex dirigenti del Parma? Come mai lavora a Latina e sono stati subito pronti ad accoglierla a braccia aperte dopo che ha perso il lavoro? Guadagnava a Parma 800.000 euro annui, non bastavano per vivere decentemente? Può raccontare la storia delle firme sugli accordi di risoluzioni depositati, si fa per dire, in Lega Calcio? Può spiegarci come è nata la storia Manenti? Potremmo continuare ma ci siamo già annoiati, questa sera su Sportitalia comunque un breve approfondimento lo facciamo. Chissà che sia la volta giusta che Tavecchio pensi a ripulire il calcio e ad espellere personaggi che lo stanno ammazzando. NERO totale, buio, black. Si è spenta la luce e non si vede che...nero.
Parliamo di calcio, giocato. Garcia non non sarebbe andato via da Roma se non con lo scudetto nella valigia e se va via Garcia andiamo via tutti. Musica e parole del maestro Walter Sabatini, un uomo di calcio che capisce di calcio ma non gli date le chiavi di una società e le chiavi di uno spogliatoio che polverizza tutto come si fosse a Bogotà nel 1979. Scusate sto vedendo Netflix e ho capito che in Italia non capiamo una mazza. Spalletti non può fare miracoli. Per rilanciare la Roma occorrono tre cose: mandare via Sabatini, dare tempo a Luciano e trovare un bravo Direttore Sportivo che da oggi inizi a costruire la squadra del prossimo anno. Servirebbe anche un quarto elemento: riportare i tifosi allo stadio ed eliminare Pallotta dal futuro di questa società. Non c'è mai ma quando c'è fa solo danni. L'unico uomo capace di far scappare i tifosi della Roma. Sembra un editoriale di "morti e feriti" invece abbiamo anche qualcosa di buono nel nostro calcio. Non parlo bene del gioiellino del Friuli altrimenti dicono che sono amico dei Pozzo. Diciamo che hanno fatto un miracolo con lo stadio ma negli ultimi due anni si sono concentrati meno sulla costruzione della squadra. In Italia abbiamo anche dei Direttori fenomeni. Marotta e Paratici sono da esportare al museo delle cere di New York. Tra Julia Roberts e Angelina Jolie, ci piazzerei loro due. Marotta ha grandi meriti per quanto attiene la rinascita della Juventus. Agnelli ha costruito un gruppo vincente in società e in campo. Allegri era il male del Milan; si è visto. Però tifiamo un po' Napoli perché vedere il San Paolo è uno spettacolo, Gonzalo che ne piazza 20 su 20 sembra Jordan dalla linea della carità. 100% al tiro! Sarri se non impazzisce resta il mito da seguire: anni di gavetta e calci per arrivare a trionfare a Napoli e poi Cristiano Giuntoli che sembra un professore di filosofia dopo che alla sua cattedra, per anni, il professore di filosofia è stato il supplente di ginnastica. Piazza scarti assurdi comprati dal professore di ginnastica e allegerisce il bilancio del Napoli, programma il futuro e gestisce la settimana nel miglior modo possibile. La sua forza è che capisce di calcio, lavora 20 ore al giorno, potrebbe fare l'allenatore e non gli sfugge mezzo calciatore dalla serie A alla Lega Pro. Napule è mille culur e quella carta sporca De Laurentiis la sta ripulendo alla grandissima.

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