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Editoriale

De Laurentiis e Sarri facciano prevalere la loro intelligenza applicando l'antica regola del "passo indietro" sulle regole per i contratti e su di un modulo che non convince

Laureato in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
06.09.2015 07.38 di Raffaele Auriemma   articolo letto 66401 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Fare un passo indietro è da sempre un segno di intelligenza che viene attivata quando si è di fronte ad un bivio. Il passo indietro che si chiede al Napoli è di recedere da modi di fare palesemente privi di risultati e prendere una direzione che sconfessi il credo fin lì tenuto. E' l'atto di responsabilità che ora si attendono i tifosi del Napoli, da De Laurentiis quanto da Sarri, nella gestione ossessiva dei diritti di immagine e nell'applicazione un po' troppo testarda di un modulo finora privo di risultati convincenti. E' il caso che queste due settimane di campionato possano essere portatrici di idee da applicare al campo con il miglior utilizzo dei calciatori a disposizione del tecnico tosco-napoletano. Non pochi e per nulla scarsi, soprattutto in attacco, dove il solo Higuain gode di una collocazione che sia rispettosa del suo talento e del suo blasone. Tutti gli altri, no. Callejon quanto Insigne, Mertens come Gabbiadini, sono sempre alla ricerca di una prestazione decente da sviluppare in un ruolo che non gli si confà. Eppure avevamo esultato all'addio di Benitez proprio perché il saccente coach iberico aveva privilegiato il personalismo cattedratico al bene di una squadra che necessitava di risultati migliori di quelli che poi la stagione avrebbe poi raccontato. Non s'imbatta l'infaticabile Sarri nella stessa, caparbia ostinazione di Benitez, perché non gli verrebbero perdonati altri insuccessi da una platea, quella di Napoli, che reclama un pronto riscatto sportivo. La squadra, anche se incompleta, non è inferiore ad altre che hanno l'ambizione di assicurarsi un posto nella prossima Champions League e Sarri attualmente non gode dello stesso credito (immeritatamente) concesso a Benitez che a Napoli si era fatto scudo dei successi conseguiti altrove per giustificare il penoso rendimento in una stagione cominciata con l'ormai proverbiale "se usciremo dalla Champions non sarà una tragedia". Rifletta Sarri e faccia tesoro dei consigli che possono allungargli la permanenza sulla panchina del Napoli. Si spogli degli atteggiamenti da istruttore di un calcio che finora ha funzionato poco in chiave offensiva e chissà tra quanto tempo sarà al top. Magari già da Empoli, ma perché rischiare un'altra esibizione piena di punti interrogativi? E se proprio non può tornare indietro dal 4-3-1-2 ("Perchè dopo solo due partite la squadra non lo capirebbe"), allora abbandoni la debole mediazione e decida di utilizzare ogni calciatore al suo "vero" posto. Chi tra gli attaccanti del Napoli ha le caratteristiche più idonee a fare da spalla a Higuain nel modulo offensivo 1-2? Gabbiadini e nessun altro. Mertens e Callejon sono esterni che soffrono a giocare da punta centrale e fino a quando non avranno imparato a farlo, è giusto che rimangano in panchina per dare spazio a chi gioca titolare in Nazionale: Sarri se la sente di fare una scelta così coraggiosa? Eppur deve, altrimenti faccia il canonico "passo indietro" ed applichi al Napoli un modulo in cui trovare posto ai tanti talenti presenti in squadra. Scelte da rivedere anche nella politica societaria, troppo intransigente nelle regole sui contratti, così come deciso dall'amministratore delegato Andrea Chiavelli, uno dei più grandi esperti della materia contabile, ma pur sempre un uomo che frequenta il calcio da pochi anni. Quello del pallone non è un mondo privo di regole, ne ha tante e all'interno delle stesse bisogna muoversi con una rapidità d'azione ormai sconosciuta al Napoli. Soprattutto sui diritti di immagine: quanti calciatori possono capire e poi accettare di concederli al Napoli "sulla Terra ed anche su altri pianeti"? Sono cose dell'altro mondo...

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