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Editoriale

Derby e mercato: tutti i "dispetti" fra Milan e Inter

17.11.2016 07.18 di Luca Marchetti  articolo letto 24539 volte
© foto di Federico De Luca

La settimana del derby, il primo per Suning, l'ultimo per Berlusconi e Galliani. Milan e Inter saranno cinesi, ci sarà modo di incrociarsi e scontrarsi ancora sul mercato, soprattutto visto che il futuro ds del Milan, Mirabelli, ha lavorato a stretto contatto con Ausilio, ds dell'Inter. Sarà quindi interessante capire (e scoprire) anche le strategia per nascondere le mosse l'uno con l'altro, sui giocator fino a poco tempo fa studiati insieme. Magari non avranno le stesse esigenze, le due milanesi, anche se su qualche nome la convergenza sembra già esserci per gennaio (Rodriguez, terzino del Wolfsburg). Ma non sarà nulla di nuovo rispetto a quanto successo in passato, quando sgarbi e "furti" sono stati all'ordine del giorno. Come le delusioni.

Il testa a testa più recente è stato Kondogbia.

E curiosamente uno dei protagonisti, anche mediatici, dell'operazione è stato Marco Fassone. Allora dg interista, prossimo ad milanista. La foto che convinse definitivamente Galliani a mollare la presa sul Monaco e sul giocatore lo ritraeva sorridente al fianco di Geoffrey, per firmare il contratto. Ma furono 24 ore di passione, sembrava una spy story, quasi da 007. Tutti a Montecarlo, fra alberghi e ristoranti. Il Milan che prima scardina l'accordo fra giocatre e Inter e poi trova quello con il Monaco. L'Inter che raggiunge tutti a Montecarlo e nel giro della notte riporta il giocatore dalla propria parte ed è "costretto" a pareggiare l'offerta rossonera ai francesi. Così da prestito con obbligo diventa trasferimento a titolo definitivo, a cifre diverse da quelle pattuite precedentemente. E con la presentazione in pompa magna in piazza della Repubblica. Tra poco Fassone "giocherà" dall'altra parte...

Altro giocatore attualmente in rosa all'Inter ma conteso fino all'ultimo dal Milan è Danilo D'Ambrosio. Il terzino del Torino (voluto fortemente da Mazzarri) e che si sarebbe liberato a zero a fine stagione, aveva un accordo di massima anche con Galliani (e una stretta di mano) ma poi l'Inter riuscì a trovare l'intesa con il Torino, anticipando l'acquisto del giocatore (non a parametro zero ma al gennaio precedente) "beffando" i cugini. Lui stesso dichiarò di aver voluto più l'Inter che il Milan.

Il più "clamoroso" (in nerazzurro) è forse Ibrahimovic. Il Milan fu beffato in una notte d'agosto, nel 2006, mentre il Milan era impegnato nel preliminare di Champions League. L'allora il ds nerazzurro era Branca (Ausilio insieme a lui) fece un'offerta alla Juventus nettamente più convincente di quella del Milan. Lo stipendio al giocatore passava dagli 1,7 che percepiva alla Juve, ai quasi 4,5. La Juve perfettamente accontentata. Per il Milan lo spazio di manovra si era ridotto praticamente a nulla e Ibra vestì il nerazzurro (salvo poi approdare al Milan più tardi e far parte della ristrettissima cerchia di supergiocatori che hanno segnato ai derby con entrambe le maglie: lui, Ronaldo, Baggio, Seedorf e l'attaccante di razza Ganz che supercampione non sarà stato, ma i gol li ha sempre fatti).

L'altro grande "contesto" che poi finì in nerazzurro fu Suazo. Il giocatore era d'accordo con l'Inter. Sostanzialmente anche il Cagliari di Cellino che però in notte (anche qui...) cambiò idea a fronte di un'offerta più alta da parte dei rossoneri. Per sanare la situazione fu costretto a rientrare dal Giappone, Giovanni Branchini (procuratore del ragazzo), ricondurre il Cagliari sui binari dell'accordo virtuale già raggiunto, e chiudere l'operazione 24 ore dopo in nerazzurro, come da principio. Determinante in questo caso, fu la volontà del giocatore che si era impegnato con i nerazzurri (visite mediche già effettuate).

Ma anche il Milan ha vinto i suoi duelli di mercato. Uno dei più recenti è quello di Cerci. Al Milan e all'Inter serve un esterno d'attacco. E Mancini, che aveva avuto già Cerci in squadra al City, ha indicato in lui l'obiettivo. Il Milan però forte di un ottimo rapporto con l'Atletico aveva impostato lo scambio di prestiti con Torres, desideroso di tornare a casa. Per un periodo il tira e molla: con Cerci che non voleva venire meno alla parola data a Mancini, dall'altra l'asse di ferro fra Milan e Atletico. Alla fine la spuntò il Milan prima ancora dell'inizio "ufficiale" del mercato di gennaio. Troppa la voglia di tornare a giocare dell'attaccante esterno.

Altro derby infuocato di mercato quello su Bonaventura, con un finale imprevedibile, L'Inter lo segue, fino all'ultimo giorno della sessione invernale di mercato. Il giocatore addirittura va negli uffici di Percassi (a Milano) pronto per andare a firmare con i nerazzurri, il prima possibile. Che però prima avrebbero dovuto vendere per comprare Jack. La telefonata prevista tarda ad arrivare anche perché il giocatore che doveva partire era Biabiany (proprio al Milan, saltò per i famosi problemi al cuore del francese) così l'Inter di fatto rinuncia e il Milan ne approfitta, mettendo in due ore sotto contratto il ragazzo, incredulo.

Il big "soffiato" ai cugini è Nesta. Anche qui all'ultimo giorno di mercato. L'Inter lo seguiva da mesi. Addirittura Vieri convinse Ronaldo e Recoba a tagliarsi lo stipendio per fare in modo che Nesta potesse vestire la maglia nerazzurra. Trattative lunghissime con lui e con la Lazio. Ma il Milan non molla. Si arriva all'ultimo giorno di mercato e alle 9 di mattina il Milan annuncia con un comunicato che ha presto il "campione" Nesta. E quell'ultimo giorno ci sono stati veri "botti": l'Inter vende Ronaldo al Real e prende Crespo dalla Lazio (altri due giocatori che hanno segnato la storia del mercato delle milanesi).

L'ultimo giocatore "conteso" è Kucka. A lungo accostato ai nerazzurri, a lungo corteggiato da Branca, era stato preso in comproprietà dall'Inter e poi lasciato a Genoa. Poi complice anche gli infortuni e una richiesta ritenuta eccessiva per la seconda metà il Genoa lo riscattò di nuovo per poi venderlo al Milan, successivamente, dove è diventato uno dei giocatori più affidabili.

Naturalmente ci sono anche i giocatore seguiti, e che poi hanno preferito altro. Due su tutti, che sono finiti al "nemico" italiano per eccellenza: Tevez (con tanto di foto di pranzi, per il Milan, e di vacanze, per l'Inter) e Pjaca (dopo il viaggio di Galliani a Zagabria e le numerosissime relazioni della struttura interista). Unica piccola consolazione che il prezzo è salito...

Poi ci sono quelli che hanno vestito le due maglie. Come detto campionissimi, perché sennò l'indirizzo sarebbe troppo lungo: difficili i passaggi diretti. Ma pensate a Ibra, Balotelli, Baggio, Ronaldo, Seedorf, Vieri, Pirlo, Crespo, Cassano. Di ex oggi ce n'è solo uno, Poli. E uno per 24 ore, il citato Biabiany.

Ma all'orizzonte chissà che scontri..

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